Last Cop: l'ultimo sbirro trucido dal cuore d'oro su Rai 1 (3 luglio 2012)

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Henning Baum è Last Cop (Der Letzte Bulle), l'ultimo sbirro, in prima serata su Rai 1. Cronaca semiseria dei primi due episodi.

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L’attesa è finita. Last Cop, l’ultimo sbirro, sta per entrare nelle nostre vite. Non siete emozionati? Io sì. Alcuni pensavano fosse più appropriato trasmettere questa serie su Rai2… HA! Sciocchi invidiosi! Un telefilm come Last Cop non può che essere trasmesso dalla prima rete nazionale: ogni altra collocazione sarebbe un oltraggio. Il Commissario Mick Brisgau è il RE dell’estate tv, quindi deve andare in onda sulla rete regina, poche balle. Ma ora, amiche ed amici, immergiamoci nelle soavi atmosfere teutoniche del telefilm più bello del decennio. Pronti? Inizia Last Cop.

Gli sceneggiatori si sbarazzano dell’ingombrante incipit (protagonista in coma da vent’anni) in due minuti netti. Roba che lui si sveglia e fa subito il piacione con l’infermiera dell’ospedale, senza alcun pathos. Wow, si taglia la barba mentre una voce fuori campo riassume due decenni d’avvenimenti (per simboleggiare il fatto che il Last Cop si è rimesso al passo coi tempi). E subito dopo, giusto per non essere scontati, lo si vede passeggiare in jeans con la canzone Der Kommissar di Falco in sottofondo. Ed è tutto normale, ahah! Gli amici lo salutano come se fosse andato in vacanza l’altro giorno! Meraviglioso.

Non so neanche come descriverlo: in pratica non son passati neanche cinque minuti e sta già indagando su un caso con un nuovo giovane collega. Non che la cosa mi stupisca: in fondo lui è il Last Cop, lo sbirro più ganzo che c’è. E adesso appare la sua ex-moglie! Cioè, *prima* si rimette a lavorare e solo *dopo* incontra la famiglia! Incappa anche nel nuovo compagno della moglie, il dottor Meisner (che - sorpresa! - lavora come patologo alla centrale di polizia), e quasi gli spezza amichevolmente la mano (sana rivalità maschile, of course), poi dà una pacca sul sedere alla psicologa che dovrebbe tenerlo sott’occhio (tra i due nascerà una love story, ci scommetto quel che volete). Insomma, un vero duro.

Magic Moment: Brisgau, che - ricordiamolo - è stato in coma due decadi, sale sull’auto del collega, vede il navigatore satellitare (impostato con voce femminile) che per uno degli anni ‘80 dev’essere una grossa novità e, invece di stupirsi, commenta sarcastico: “Lasci che sia una donna a darti indicazioni?”. Un macho senza confini.

La narrazione, infarcita di rinomato umorismo tedesco (?), è fin troppo rapida: siamo talmente presi dalle vicende personali di Brisgau che il caso d’omicidio sembra passare in secondo piano. Nota positiva: le musiche di background sono tipicamente anni ‘80. Arriva di botto il momento strappalacrime: Mick, animo rude ma in realtà tormentato, vorrebbe incontrare la figlia che non vede da vent’anni, ma ha paura. Ne parla con l’ex-moglie, e poi… lo vediamo scassinare una porta in piena notte, tutto preso dalle indagini. Della figlia chi si ricorda più?

Nel secondo episodio, meno caotico del primo, due bambini trovano un cadavere vestito da Babbo Natale nel camino di casa. Nel frattempo, Brisgau impara ad usare internet e il telefonino (e non perde occasione per fare il cascamorto con la psicologa). Colpo di scena: il cadavere è quello del papà dei due pargoli, sparito un anno e mezzo prima. Bello, caso risolto in quindici minuti, cosa si fa per la prossima mezz’ora?

Ah, no: il papà è poligamo ed è stato avvelenato, caso riaperto. Prosegue intanto il leit-motiv della figlia del Last Cop: lui vuol sempre vederla, ma sfortuna vuole che lei si faccia viva mentre lui sta prendendo a pugni Meisner, con prevedibili conseguenze (figlia disgustata, ex-moglie infuriata, ecc). Alla fine, però, tutto si risolve per il meglio: la figlia lo chiama al telefonino (che squilla in modo germanicamente comico durante un funerale) e il rapporto si ricompone come per magia. In tutto questo, il Last Cop fuma come una ciminiera, accendendosi una sigaretta ad ogni inquadratura. Perchè lui è Mick Brisgau, ed è il protagonista strafigo del telefilm più bello del decennio.

(La canzone che potete sentire nel video qui sotto è Real Wild Child di Iggy Pop)

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