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Sesso e pubblicità: i video hot, i sexy spot e le donne nude (ma funziona davvero?)

Lunedì 25 Giugno 2012, 08:43 in Attualità, Confessioni di un blogger, Pubblicità di

Sesso e pubblicità: il sesso in tv usato come specchietto per allodole. Con Kartika Luyet, quei dritti della Saratoga e le sexy girls di Zanatta Vetro.

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Estate. Troppo caldo per scrivere. Troppo caldo anche per pensare. Ciononostante, l'amico Riccardo Spiga tira fuori un argomento che stimola le mie disastrate sinapsi: il sesso e la pubblicità. Fossi giusto un pizzico meno gentleman, arriverei a dire che non stimola solo le sinapsi. Però oggi mi sento stranamente gentleman, e non dico niente - se non che il cervello è la più grande zona erogena che abbiamo ("la bellezza è nell'occhio di chi guarda" e via discorrendo).

La pubblicità, si sa, deve catturar l'attenzione in modo rapido ed efficace. Ha solo pochi secondi a disposizione per cercare di attirar lo sguardo, e può farlo in due maniere: con intelligenza o con furbizia. Visto che intrattenere con intelligenza è estremamente difficile, per il 90% del tempo la tv si limita ad intrattener con furbizia: cosa calamita gli occhi maschili? La donna nuda, obviously. La soluzione più facile, più fruibile, meno costosa e meno faticosa.

Il sesso usato come specchietto per allodole, come fuorviante promessa, per parlare poi di "altro" - cioè del prodotto, qualunque esso sia. La pubblicità a cui si riferisce Riccardo, in superficie, è magari trendy e spiritosa... però quante ne abbiam viste così, ormai? Di originale cosa c'è, in realtà? Nel profondo, uno spot del genere può venir percepito come sgradevole e noioso: c'è un pesante senso di deprezzamento / omologazione (l'eros è usato dappertutto, sempre, fino a fargli perdere ogni significato).

Il sesso, per inciso, è una cosa molto personale e privata. Dovrebbe far sognare ed essere spontaneo, invece in mano ai tizi del marketing diviene spesso stereotipato e banale, come in catena di montaggio. Utilizzato a sproposito per meri fini consumistici: detersivo = coscia, gelato = tetta, telefonino = culo. Posso arrivare a comprendere l'utilizzo d'un richiamo sexy vendendo lingerie (anche se potremmo già discuterne), ma la tetta col formaggino NO. Cinque semplici esempi:

Saratoga, il silicone sigillante = celeberrimo spot anni '80. Lasciando perdere il mistero che circonda i pesciolini rossi nella vasca (da dove spuntano? Volevan dar l'idea di mari tropicali = vacanza = relax?), non posso fare a meno di notare che la modella è nuda per vendere... tubetti di collante.

Saratoga Fernovus = Rieccoli, stavolta con "Brava Giovanna, brava!". In pratica, un pornazzo di quarta categoria. Fa ridere, sì, ma solo perchè ci si rende conto di dove si sono spinti pur di vendere una cacchio di vernice.

Fiat Seicento = Kartika Luyet ha un grande sex-appeal e i granchietti sono simpatici, ma... nella foga di mostrar la bellezza al bagno, hanno dimenticato d'inserire il prodotto pubblicizzato. L'automobile, infatti, non si vede mai.

Sensodyne = mai andato in onda in Italia. Lei nuda e sdraiata, lui arriva e si mette a giocar coi cubetti di ghiaccio sul di lei corpo. Sembra "Nove settimane e mezzo", in realtà è la pubblicità di una pasta dentifricia per denti sensibili. Comica, bizzarra, tutto quel che volete... però il kamasutra non è esattamente la prima cosa a cui penso se mi parlan di problemi dentali.

Zanatta Vetro = "Salve, devo reclamizzare infissi per finestre!" "Bòn, ci mettiam le tette!" "Ma non c'entrano nulla!" "Chissenefrega, le tette tirano un casino! Più ce ne sono, meglio è!" (grazie a Metamorph per la segnalazione)

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25 Giu 2012
alle 10:42

Riccardo Spiga

Nello spot di cui parlavo io poi, ma lo stesso di può dire per altri, c'era chiaramente la strategia studiata a tavolino di fare scandalo e farsi oscurare dalla tv (e riscuotere della conseguente risonanza sul web). Insomma, ipocrisia e cinismo - due ingredienti sempre più presenti nella réclame.


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