Napoli Chelsea 3 a 1: i miracoli, la paura, la speranza e i maicuntent

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La partita di Champions League Napoli Chelsea (3 a 1) per spiegare cos'è per me un "maicuntent" e perchè la paura ci rende persone peggiori.

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Lo scorso weekend ho discusso con una persona. La stessa con cui ieri ho visto la partita Napoli - Chelsea di Champions League (stavo per scrivere Coppa Campioni… ah, come passa il tempo). Questa persona io la chiamo “Maicuntent“: è spesso negativa, in quanto pessimista. Non è mai contenta - ovvero maicuntent.

C’accomodiamo per seguire la gara e dopo pochi minuti il Chelsea, curiosa squadra inglese con presidente russo, calciatori africani e allenatore portoghese, segna un gol. “E’ la condanna del Napoli”, sentenzia Maicuntent. E a me girano le palle. Sul momento non dico niente, ma mi girano le palle. Perchè è un perenne mettere le mani avanti, capite? Nel caso la gara per il Napoli terminasse con una sconfitta, Maicuntet potrebbe affermare “ve l’avevo detto“, mentre se il Napoli facesse ‘o miracolo e ribaltasse il risultato, Maicuntent potrebbe dire “bravi, meno male“.

Il Napoli ‘o miracolo lo fa: segna non uno, non due, ma tre gol agli anglosassoni con presidente post-sovietico e allenatore lusitano. Allora mi volto e apostrofo Maicuntent: “Ora la condanna per chi è? Per il Napoli o per il Chelsea?”. Maicuntent non ci sta, borbotta che comunque il Napoli ha preso un gol, che il Chelsea è forte e che a Londra (nella sfida di ritorno) sarà difficile.

Io capisco perchè Maicuntent si comporta così: è la paura a farlo parlare. La paura che ci schiaccia e non ci consente di essere quel che magari vorremmo essere. La paura di chi nella vita di botte ne ha prese tante, e non vuol più farsi illusioni. E’ vero, il Napoli non ha vinto ancora niente: nella gara di ritorno, a Londra, potrebbe prendere cinque gol, chi lo sa. Ma è proprio questo il punto: il futuro non è scritto. Il futuro non lo conosce nessuno, dunque è esasperante ascoltare sempre fosche previsioni da parte di chi ha paura di sperare.

Quel che Maicuntent, insomma, non vuol capire - e che tento ogni volta di spiegargli prendendolo sottobraccio - è che così facendo rischia d’allontanare chi gli sta attorno, perchè a nessuno piace la negatività, le Cassandre, gli Uccelli del Malaugurio. Quel che a Maicuntent proprio non entra in testa (o meglio, che sembra non entrare in testa ai maicuntent che incontriamo ogni giorno) è che nella vita non si può mai dire, quindi è inutile piangere prima d’essersi fatti male. Ognuno fa quel che può, e alla fine si tiran le somme. Le botte si danno e si prendono, diobono. Prima di giudicare, varrebbe la pena d’aspettare e vedere come va: magari - che ne sappiamo? - la nostra squadra va sì sotto di un gol, ma poi ne segna tre.

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