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Silvio Berlusconi, le dimissioni, il videomessaggio: ma chi se ne frega

Lunedì 14 Novembre 2011, 09:34 in Attualità, Confessioni di un blogger, Personaggi Tv di

Berlusconi si dimette e registra un ultimo videomessaggio in cui, sguardo fisso e volto cereo, biascica ancora d'amore e generosità. Ma chi se ne frega? Domani è un altro Monti (Mario).

berlusconi-videomessaggio-dimissioni.JPG

Probabilmente dovrei dire qualcosa, lo so. In fondo queste ultime quarantotto ore sono state terribilmente televisive, con mezzo mondo impegnato ad esprimere un'opinione in merito. Il fatto è che ne ho le tasche piene di Berlusconi, degli amici di Berlusconi, dei nemici di Berlusconi e di quest'ultima Italia così pervicacemente berluscocentrica.

Ieri sera l'ho osservato, il Silvio. Ho osservato molto attentamente quel suo videomessaggio (si spera) finale. Quel che ho visto mi ha fatto una brutta impressione: un uomo esausto, intristito e invecchiato, avvitato su se stesso, ossessionato, sprofondato da tempo nei suoi vizi privati. Biascicava, lo sguardo spento e il volto tirato. Arrancava, ma parlava ancora d'amore, di generosità e di onestà. Ed ogni volta che lo diceva, nella mia mente si formava l'immagine della D'Addario, di Lavitola, delle Olgettine, di Ruby.

Per la prima volta, guardandolo, mi son ritrovato genuinamente a pensare: ma chi se ne frega. Per la prima volta dopo mesi ho potuto pensare a qualcosa di diverso. Ho potuto pensare che domattina ci sarà un altro a pensare ai problemi della nazione: Mario Monti, che non conosco e che non giudico, ma che almeno non rilascia dichiarazioni inutili e che non registra videomessaggi. Una persona seria? Non so. Vedremo. Per ora mi basta sapere che, dopo lungo tempo, non ci sarà un uomo sfinito e tormentato a governare un paese che ha tremendamente bisogno di tranquillità e serietà.

(video via happyblog)

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2 commenti
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14 Nov 2011
alle 22:47

Paolo Siciliano

Paolo, effettivamente secondo me nelle ultime ore stanno parlando tutti un po' troppo.

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14 Nov 2011
alle 22:12

paolo enne

Senza sconfinare nella politica, perchè non mi interessa e comunque non sarebbe il luogo, però una cosa la vorrei scrivere:

duemila anni fa, se c'era una crisi - ad esempio un devastante incendio - i romani chiamavano un DITTATORE (allora la parola aveva anche una valenza positiva) che aveva pieni poteri fino a situazione risolta, senza se e senza ma; oggi questo sembra non potersi più fare perchè DAVANTI ALLE TELECAMERE ognuno cerca di distinguersi, chi non si presenta e va a Milano, chi minaccia di staccare la spina, chi vuole leggere prima il programma, chi ha pregiudiziali ecc.....

La democrazia, ancor più se tipicamente MEDIATICA, ha dei limiti che paradossalmente duemila anni fa neppure si sognavano.

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