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Appuntamento al buio su cielo (Sky): quanto conta l'aspetto fisico in una relazione?

Domenica 20 Novembre 2011, 10:20 in Confessioni di un blogger, Intrattenimento, Reality, Sky di

Appuntamento al Buio su cielo (Sky) e la risposta - televisiva - alla domanda "Quanto conta l'aspetto fisico in una relazione?". Riflessioni sulla (poca) autenticità della tv.

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Quanto conta l'aspetto fisico in una relazione? Appuntamento al buio, curioso reality in onda su Cielo, cerca di darci una risposta - alla maniera televisiva, s'intende.

Tre ragazzi e tre ragazze si presentano in una grande casa e provano a conoscersi... senza mai guardarsi in faccia. Eh già, perchè la novità sta tutta lì: l'unico modo che hanno d'incontrarsi è in una stanza buia, denominata con gran fantasia "dark room". Dovranno tentare di piacersi e di capirsi attraverso gli altri sensi (il tatto, l'udito, l'olfatto), scoprendo man mano se l'attrazione è reciproca fino al climax dell'ultimo giorno, quando potranno finalmente vedersi.

Vi dirò, l'idea in sé non è neanche malvagia: la durata non eccessiva (meno di un'ora) e la curiosità di vedere come va a finire ("quando finalmente si vedranno, si piaceranno lo stesso?") possono venir considerati aspetti positivi.

Quel che scarseggia, manco a dirlo, è la realtà. Sembra tutto verosimile, ma non totalmente genuino. Assistiamo a questa bella recita, a questa singolare rappresentazione delle dinamiche amorose più convenzionali, inscenata in un contesto non sgradevole all'occhio (la bella casa col bel giardino) da attori non sgradevoli all'occhio (i bellocci e le bellocce). Ma appare teatro, più che vita vera.

Discretamente suggestivo, ad ogni modo, osservare la tragicommedia del valzer delle coppie, da cui nascono combinazioni a volte miseramente inadeguate: c'è ad esempio il becero torello da monta che punta la signorinella snob (e si piacciono!), o la vamp con lo charme d'una prostituta polacca che fa la smorfiosetta col giuggiolone squattrinato (salvo poi rifiutarlo in quanto squattrinato, naturalmente).

La domanda, peraltro, rimane sempre la stessa: c'è proprio bisogno di andare in televisione per (fingere di) incontrare la compagna/il compagno del cuore?

A me pare pacifico che la stragrande maggioranza di chi partecipa a questi programmi non sia realmente interessata a trovare l'anima gemella, ma sia spinta da secondi fini (cioè farsi notare, fare curriculum, entrare nello showbiz). Però la liturgia televisiva, da anni uguale a se stessa, non ammette variazioni. L'archetipo defilippiano è la pietra angolare della moderna grammatica dei sentimenti, e ogni particolare viene ormai declinato secondo certe prospettive.

Uno dei problemi cronici della televisione, si sa, è la mancanza di autenticità. Il mondo reale viene troppo spesso emarginato, nascosto, tagliato fuori. La tv è apparenza, deve affascinare, quindi dev'essere bella: non c'è posto per i vecchi, i brutti, gli umili. Appuntamento al buio non fa eccezione: il 99% delle volte ad essere raffigurata è la solita elite di giovani (scrupolosamente magri ed opportunamente piacenti) della middle class, quando invece basta uscire di casa per constatare che la razza umana è mediamente malmessa.

Il rischio è che si finisca col pensare che l'amore viaggi davvero su questi sgangherati binari, che i rapporti di coppia debbano davvero essere affrontati come fossimo insulsi tronisti, che davvero le donne siano interessate solo al conto in banca e gli uomini solo alla misura del reggiseno.

Piccola digressione personale: inizio a temere che questo deserto emotivo stia facendo più danni di quel che si pensa. Negli ultimi dieci anni posso dire d'aver incontrato una sola persona che mi ha voluto bene per ciò che sono (e - ci credereste? - l'ho dovuta lasciare). Non so. A volte mi domando a cosa serva fare il bravo ragazzo, visto che di solito le persone o se n'approfittano o ti danno del tonto. Poi mi vengono in mente tutti quelli che mi han detto "ehi, ti ringrazio per quel consiglio, avevi ragione" e questo mi consente di non cedere al Lato Oscuro della Forza... almeno per un altro po'.

Ma torniamo a noi. Filosofeggiando arditamente, meglio rimanere noi stessi ed aspettare qualcosa che forse non arriverà mai, o cercare di cambiare, magari recitando ed ottenendo qualcosa che non ci rappresenta? La risposta sembrerebbe scontata (recitare non serve), ma ho visto troppa gente scegliere deliberatamente la seconda opzione - per paura, convenienza, o chissà che altro - per metterci la mano sul fuoco.

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4 commenti
4
20 Nov 2011
alle 17:27

Paolo Siciliano

Georgia, ti ringrazio per l'interessante contributo. Sono sempre lieto di dare spazio a chi ha potuto vivere di persona certe esperienze. :)

Toni, hai la mia solidarietà: una virile pacca sulla spalla per te da parte mia.

Paolo Enne, in effetti è la cosa che più mi infastidisce della tv: non tanto la finzione in sè, ma il fatto che alcuni, spesso, non riescano a cogliere la differenza.

3
20 Nov 2011
alle 17:05

Georgia

Ciao...io sono l ultima concorrente che ha lasciato la villa di Appuntamento al buio....leggevo con interesse i tuoi pensieri e devo dire che non hai tutti i torti...però dipende sempre da come affronti e vivi le cose ...io ho cercato di essere me stessa sempre ...a volte avevo cognizione della presenza delle telecamere ed altre volte no.Premettendo che in genere sono contro i reality ...per ciò che riguarda questo format penso che l idea sia geniale.Mi sono emozionata davvero.Quel che dici circa il sottile confine tra realtà e finzione purtroppo è vero ma ripeto dipende sempre dalla persona...non ho trovato l amore con i concorrenti del mio episodio ma con un concorrente di un altro episodio ci siamo conosciuti "alla luce" e sono molto felice da 3 mesi...quindi in qualche modo nel mio caso posso dirti che una persona valida l ho trovata....grazie ad appuntamento al buio ma nella vita vera e fuori da obiettivi.Un saluto,con simpatia,Georgia.

2
20 Nov 2011
alle 16:52

ToniFlash

concordo in pieno con la tua digressione personale, me lo chiedo spesso pure io a cosa serva essere una brava persona ormai...io personalmente non riuscirei mai a comportarmi diversamente, proprio per una questione che non starei bene con me stesso nè riuscirei a guardarmi più allo specchio con lo stesso orgoglio di prima...e forse questa è la cosa più importante :)

1
20 Nov 2011
alle 16:28

paolo enne

La Tv esclude i vecchi, i brutti e gli umili è vero, hai ragione; ... e sempre più la vita vera tende ad imitare la cattiva televisione (citazione da "Mariti e mogli")

 

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