Criticare la TV per legittima difesa
Una domenica mattina piena di angoscia. Marco Simoncelli è morto sul circuito di Sepang in seguito a un terribile incidente. Finalmente la discrezione di Italia 1.
Quando si passa una linea, non si torna più indietro, di solito. Oggi come oggi in tv è difficile tracciare dei limiti: tutto è esposto, tutto è marketing, tutto è mediatico. Di fronte alle telecamere ormai si fa qualsiasi cosa: si ride, si piange, si litiga, si fa sesso. Si muore, anche.
Marco Simoncelli se n'è andato così, alle undici del mattino (ora italiana) di una domenica come tante. Travolto da due colleghi motociclisti, uno dei quali è Valentino Rossi (che non se lo perdonerà mai e si porterà dentro questa cosa per sempre, presumo).
Cosa si può dire di fronte alla morte? Cosa si deve dire?
Niente. Non c'è niente da dire.
Bene hanno fatto i cronisti Mediaset a rimanere in silenzio dopo l'ufficialità della morte del ragazzo. Non hanno potuto farlo a lungo, ma quel silenzio è bastato. Poi ok, the show must go on. Lo spettacolo deve continuare. Ma per un attimo si è tornati ad intravedere un barlume d'umanità in questi media cannibali e senza vergogna. Per una volta, evento ormai sempre più raro, si è lasciato spazio alla dignità. E' durato poco, ma per fortuna c'è stato. Non tutto, forse, è ancora perduto.
Mi permetto solo di fare una brevissima considerazione, una considerazione che avevo già avuto modo di esprimere dopo il caso del filippino ucciso mentre scattava una foto: la vita è breve, amici miei. Troppo breve per gettarla via inutilmente. Cerchiamo di star bene e di esser sereni, senza per questo far del male agli altri (o, peggio, a noi stessi). Se abbiamo qualcosa che riteniamo importante, non lasciamocelo scappare. Insomma, cerchiamo di vivere, se possiamo, perchè tempus fugit e carpe diem e del doman non v'è certezza.
Ciao, Marco.
P.S. = Ed è con questo spirito che ci apprestiamo ad ammirare l'ennesima infornata di manzi bolliti made in GF. Voglia di far le trashcronache di quei buzzurri saltami addosso.
LINK UTILI:
Facebook si stringe attorno al Sic.
Su Twitter migliaia di tweet in sua memoria.
Malesia: il video del terribile incidente di Sepang.
La sequenza fotografica dell'incidente.
La morte del Sic e la discrezione di Italia 1.
In particolare vorrei far notare la grande professionalità e delicatezza di Guido Meda, che in quei 50 minuti deve aver vissuto un vero e proprio calvario... come ha detto in seguito, tutta la telecronaca di quella lunga attesa (senza speranza, come molti nel paddock avevano già capito) l'ha fatta pensando al fatto che davanti alla tele c'erano una mamma e una sorellina a guardare, e pur essendo stato lui stesso amico di Marco, non si è lasciato andare neanche un attimo a malcelati singhiozzi o a considerazioni deamicisiane, a cui molti altri giornalisti avrebbero ricorso nel tentativo di aumentare il pathos e l'odience delle trasmissioni che avrebbero avuto luogo nei giorni seguenti.
Anche alla fine di fuorigiri, quando Bobbiese ha tentato di strappargli un commento strappalacrime, lui ha tagliato corto, improvvisando una dedica bellissima a Marco ("Carezze, buon senso, gentilezza, generosità, questo era Marco Simoncelli..."), e pur con la voce spezzata mi è sembrato che, sotto sotto, nel suo saluto sbrigativo allo studio di Fuorigiri ci fosse anche un "non ci provare Bobbiese", ovvero, non ci provare a vendere la morte di Marco per finire la trasmissione in bellezza!
E infine, quando qualche giorno dopo è stato ospite di "Dimmi del Sic", alla viscida domanda del conduttore su cosa avessero provato lui e Reggiani durante la diretta di Sepang (perchè ovviamente l'intenzione era quella di ricamare sopra i sentimenti e lo sgomento di chi si trova di fronte a una morte in diretta), ancora il nostro Meda ha tagliato corto rispondendo una cosa tipo "Sinceramente non capisco che importanza ha quello che provavo io in quei momenti" e poi è passato subito a parlare con il parroco di Coriano.
Insomma, Guido Meda ha dimostrato come sempre di avere una grande classe come giornalista, una grande umanità come uomo e un vero autentico affetto per Marco e per tutti i piloti del mondiale, che vede crescere di anno in anno e per cui dimostra sempre delicatezza e rispetto in ogni circostanza, dalla più ilare alla più drammatica. L'ho sempre ammirato per queste cose, e dal terribile giorno della morte di Marco lo ammiro ancor di più... ce ne fossero di giornalisti come Meda.
Poveraccio cosi' giovane. Ci si dimentica di quanto sia pericoloso questo sport.
grazie di tutto sic sei stato un grande tra i grandi. una parola di conforto anche per il suo migliore amico valentino rossi:così sono le corse e così è la vita . r.i.p marco
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alle 04:27
adri76
Rettifico, la dedica di Meda era: "Carezze, buon senso, ironia e generosità, questo qui era Marco Simoncelli...".