Criticare la TV per legittima difesa
Stavo preparando un articolo sui flop televisivi, poi ho cambiato idea. Altri blog in queste ore stanno già affrontando l'argomento, facendo impietosamente notare la sfilza di cantonate prese dalle reti generaliste negli ultimi mesi. Non m'andava d'esser ridondante.
Rimarrei però sul tema "flop" facendo un passo in più. Ok, i flop ci sono. Ok, gli autori non riescono a stare al passo coi tempi. Ok, la tv non sembra in grado di rinnovarsi.
Ma il pubblico, in definitiva, cos'è che vuole? Cosa cerca? Cosa gradisce?
Osservo i vari fallimenti tv (Me lo dicono tutti, Star Academy, Uman Take Control, Tamarreide) e provo a trovare un minimo comun denominatore. Non è facile. Ci penso e ci ripenso, e mi vengono in mente due possibili cause (non le uniche, ovvio): questi flop, a mio avviso, derivano principalmente dall'eccesso di finzione o dall'eccesso di pressapochismo (o, in casi agghiaccianti, da entrambe le cose).
Prendiamo Star Academy. La prima puntata è stata definita da più parti "imbarazzante". Una vera e propria caciara senza senso. Ovvero, eccesso di pressapochismo: qualcuno ha pensato che bastasse buttare sul palco degli sconosciuti e farli cantare in coro, supportati da personaggi non in grado di catturare l'attenzione.
Faccio presente che anche la mancanza di carisma ricade nella categoria dell'eccesso di pressapochismo, in quanto consegnare uno show nelle mani di gente inadatta equivale a prendere sottogamba la questione.
C'è poi l'eccesso di finzione. E' qualcosa che avvertiamo tutti i giorni, sempre di più. Una pressione che dal mezzo televisivo si insinua anche nelle nostre vite. Una costrizione fasulla che impedisce alle persone di - semplicemente - dire ciò che davvero pensano. Il politicamente corretto trionfa, perchè tutti tengono famiglia e devono campà. Ma non solo: è tutto eccessivo. Quando in tv litigano, fanno arrossire gli scaricatori di porto; quando si complimentano, si sdilinquiscono in ridicoli salamelecchi. Il risultato è talmente finto ed autoreferenziale ("parlo bene degli amici dell'azienda, parlo male dei nemici dell'azienda") da togliere il fiato. In particolare nei reality (dove, cioè, dovrebbe venir mostrata la cosiddetta vita reale).
E' curioso notare come, nell'epoca della virtualità, degli smartphone e di youtube, molti avvertano il bisogno di tornare alla semplicità. Ma la semplicità ben fatta, non la semplicità raffazzonata o dei semplicioni che si bevono ogni frottola.
Emilio Fede, per dire, mi ha appena informato che Facchinetti ha fatto flop (sto scrivendo alle ore 19.25 di venerdì 7 ottobre). Per carità, è vero. Ma è Fede, ok? Fede che nel Tg4, su un canale Mediaset, dice che un programma RAI ha fatto flop. Si guarda bene, però, dall'aggiornarmi sullo strepitoso successo di Baila, ad esempio.
Ecco, io sono convinto che tanti, un mondo così, non lo vogliano. Sono convinto che in tanti gradirebbero un mondo in cui ci fossero più schiene dritte e meno servi aziendali. Più signorilità e meno boiate. Più gente seria e meno pupazzi.
C'è un programma su Sky che sta avendo un ottimo riscontro. Si chiama Stalk Radio. Il motivo è semplice: dà spazio allo spettatore, che può interagire col conduttore - un comico, guarda caso (qualcuno, cioè, in grado di non prendersi troppo sul serio e di parlare liberamente).
Non prendersi troppo sul serio e parlare liberamente. Fateci caso, quale è l'unica cosa che ha funzionato a Star Academy? Risposta: Ornella Vanoni.
Per gli stessi, identici motivi.
Il pubblico - un certo pubblico - ne ha ormai le tasche piene delle menzogne televisive. Le rigetta. La Vanoni funziona poiché è l'unica - l'unica - che infrange la vetusta liturgia catodica e che dà voce alle idee dello spettatore: prende in giro Facchinetti, sovrastandolo anche quando lui contrattacca; ha un calo glicemico (e lo dice!) dopo l'ennesima esibizione pallosa dei concorrenti; rimette al loro posto le concorrenti più smorfiose o tronfie, invece di lodarle per convenienza. E' come se Ornella fungesse da liberatoria valvola di sfogo in un mondo, quello ingessato della tv, che rimane cocciutamente ripiegato su se stesso e che sembra non comprendere ancora del tutto la potenza di internet (l'essere parte attiva dello show, e non solo idioti televotanti).
La Vanoni, agendo come agisce, mostra d'avere rispetto per lo spettatore. Gli ridona dignità, trattandolo come una persona e non come un farfugliante babbeo. Ornella appare come un personaggio credibile, che si mette in gioco sullo stesso piano di chi guarda, che quando deve dire qualcosa la dice. Altri (non faccio nomi) non hanno rispetto, han sempre la scusa pronta, prendono in giro il pubblico. E a noi - il pubblico - non piace più esser presi in giro.
Noi, cari televisivi, vogliamo potervi dire se e quando non ci piacete. E vogliamo arrivare a dirvi di levarvi dai piedi in diretta. E' ciò che già accade sul web, un mezzo che nessuno può manipolare e che trae la sua forza dal basso. Ed è ciò che inevitabilmente finirà per accadere anche alla vostra cara, vecchia, imbolsita tv. L'alternativa - fatevene una ragione - è *sparire*, inghiottiti da quel futuro che è già il presente.
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alle 13:21
francis
Star Academy in Francia è stato un flop anche in fase di avvio fino ad avere un grande successo ei candidaticantavano duetti con le più grandi star internazionali
britney spears,rihanna,jennifer loper,celine dion etc...