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I cartoni anni '80 e la differenza tra eroe e superstar

Sabato 3 Settembre 2011, 00:15 in Confessioni di un blogger, Intrattenimento, Personaggi Tv di

megaloman-eroe.jpg

L'altra sera su Sky mi sono imbattuto in Guerre tra Galassie, uno di quegli artigianali telefilm giapponesi anni '70 creati per il mercato degli under-14. Supereroi improbabili, recitazioni azzardate e ambientazioni di cartapesta (letteralmente) sono componenti imprescindibili di ogni nippo-prodotto vintage.

L'episodio, in cui una cerea Regina dei Vampiri aliena minaccia altri alieni - tutti curiosamente umani - finchè l'Eroe ed i suoi Inseparabili Amici (in questo caso un Eroe 2 ed un Uomo-Scimmia) non intervengono, è stato talmente avvincente da tenermi incollato allo schermo fino ai titoli di coda. Dopodichè mi son messo al pc ed ho iniziato a cercare qualche corrispondenza.

Mi son quindi tornate alla mente leggende assolute come Megaloman, I-Zenborg, Koseidon, Winspector, Ultralion (con le mitiche corsette alla Benny Hill) e anche l'iperfuturistico Captain Power (e i Combattenti del Futuro, ouh yes). Di Megaloman, in particolare, segnalo una singolare parodia - piuttosto divertente, se non vivete di grossi pregiudizi religiosi.

Non solo: colto da un'improvvisa ed incontrollabile nostalgia, ho riascoltato rapito diverse tra le sigle dei cartoni animati più noti della mia infanzia, da Daitarn 3 a Lamù, da Gordian a Carletto Principe dei Mostri, da Devil Man a Ransie La Strega.

(come molti maschietti, avevo un debole per Ransie: la sigla finale, in cui indossa solo un mantello nero, è uno dei ricordi più sexy di quand'ero cucciolo)

Rivedendoli, mi si è accesa una lampadina. Ho provveduto a controllare ciò che viene proposto *oggi* agli under-14. Il risultato è interessante: parecchi cartoni non-jappo (come Spongebob), alcuni supereroi vecchio stampo (oppure riveduti e corretti, à la Ben Ten) e i maggici telefilm sui teenager-superstar.

Ci ho riflettuto un po'. Soprattutto sulla storia dei teenager-superstar. Vent'anni fa (diobono se fa vecchio dire "vent'anni fa", sembro nonno Fulgenzio o nonna Abelarda) le Hannah Montana, gli High School Musical e gli abominevoli Ammiscidimaria non esistevano ancora. Gli unici esempi di superstar per ragazzi erano Jem & le Holograms, l'Incantevole Creamy (e simili, tipo Magica Emi) e il celebre telefilm Saranno Famosi. Per il resto c'era una pletora di piloti, guerrieri, alieni (dal cuore nobile), sportivi (che giocavano per la squadra), perfino ladri (però buoni).

I miei eroi non erano cantanti o ballerini di grido. Erano "eroi" nel vero senso della parola: coraggiosi, altruisti, virtuosi, dotati di grande spirito di sacrificio. Venivano ammirati in quanto tali, non gliene importava nulla d'esser popolari. La "superstar", invece, è un concetto ben differente. La superstar ha i riflettori puntati addosso, è al centro del palco e mostra il suo talento per un fine che non è la salvezza del mondo o degli amici. La superstar vuol esser famosa, lo desidera nel profondo. Vuole essere ammirata, protagonista assoluta della vita.

Mica tutti e mica sempre, ci mancherebbe. Però la sottile (ma profonda) diversità tra i due archetipi è curiosa, non trovate?

5
5 commenti
5
05 Set 2011
alle 17:45

Paolo Siciliano

Grazie, Petra. :)

4
04 Set 2011
alle 11:20

Petra

Interessante e acuta osservazione, molto condivisibile. Mi sembra un evidente segno del cambiamento dei tempi, anzi direi peggioramento. Oggi ciò che viene propinato e trasmesso costantemente alle generazioni più giovani è un solo terribile dogma: “diventare qualcuno”.  Ps. Paolo ti sai sempre distinguere, a mia memoria la maggioranza de i ragazzotti impazziva per Lamù o Fujiko-Margot. :)

3
03 Set 2011
alle 12:48

Catwoman

Grazie mille per il link, Paolo. E a proposito di produzioni che nessuno ricorda più, ti sparo un altro nome: La duchessa di Duke Street. Scommetto che non ti dice niente! Eppure si tratta di una splendida serie di telefilm ( dev'esserci anche un film) con un'attrice coi fiocchi come protagonista. Genere: proto-femminista. Ma non c'è da speventarsi, niente di incazzoso...piuttosto very British, sottile ed efficace, direi. Ovviamente è passato in Italia negli anni Ottanta e poi mai più. Troppo bello e raffinato, mi sa.

2
03 Set 2011
alle 10:41

Paolo Siciliano

Gianni e il Magico Alverman. Non ne avevo mai sentito parlare. Però ho trovato la sigla:

http://www.youtube.com/watch?v=49CFW4aH3K4

Grazie, Catwoman, ho imparato qualcosa. :)

1
03 Set 2011
alle 10:31

Catwoman

Eh, beato te che parli degli Anni Ottanta! Io sono della generazione precedente, quella della tv dei ragazzi. Do il mio piccolo contributo: Gianni e il magico Alverman. Non era però un cartone ma un telefilm che potrei definire proto-fantasy, con gente che sbucava in strade di campagna provenendo da altrettanto bizzarre grotte, con amuleti fatati al collo e frotte di gnomi e cavalieri. Anche lì c'era la figura dell'eroe puro, senza macchia e senza paura, come nei tuoi cartoni. Una cosa super affascinante che ha segnato la mia prima infanzia! Credevo che, a distanza di vent'anni, nessuno si ricordasse di questa incredibile saga. E invece uno se ne ricordava: quell'unico essere è ora mio marito ( da trent'anni, ormai). Che potere ha la tv! E queste sì che sono affinità elettive!

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