Criticare la TV per legittima difesa
Il caso Baila-Ballando con le Stelle può esser letto in molti modi. Modi ragionevoli, modi comici, modi sprezzanti, modi barbaradursani, modi millycarlucciani.
Avrete sicuramente letto un'infinita di pareri sulla vicenda. Vi sarete fatti un'idea, presumo.
La mia opinione è assai breve: potrebbe anche significare l'inizio della fine. Per l'abominio Raiset, intendo, certificato da una quantità d'intercettazioni curiosamente passate sotto silenzio. L'oscuro consorzio potrebbe infatti essere sull'orlo d'una crisi di nervi.
Che Milly Carlucci abbia avuto l'ardire di denunciare Mediaset potrebbe indicare che l'impianto di compiacenze e favori tra Viale Mazzini e Cologno Monzese inizia a scricchiolare. Pensiamo anche al Garimberti furioso con Minzolini, ad esempio. Segnali che qualcosa, forse, comincia a muoversi. Che il malcontento cresce. Che - chissà? - alcune persone non hanno più tutto sotto controllo.
A guadagnarci sarebbe solo il meccanismo - fino ad oggi farmacologicamente sedato - della competitività e della legittima concorrenza. A tutto vantaggio dello spettatore.
Ho visto che Il Giornale stamattina ha messo addirittura in prima pagina la foto gigante della D’Urso, inneggiandola a nuova eroina perché è andata in onda lo stesso contro il parere dei giudici.
Che paese allo sfascio che siamo! Ormai si è autorizzati incondizionatamente a celebrare ed esaltare chi non ha alcun rispetto della legalità.
I format, come ormai saprete, sono due: Strictly Come Dancing e Bailando Por Un Sueno. Nel primo i vip vengono affiancati ai maestri di ballo; nel secondo persone comuni vengono affiancati ai vip di turno.
Barbara D'urso non ha torto quando dice "i format sono diversi". L'inghippo è che se a Baila/Bailando Por Un Sueno sostituisci la gente comune con dei ballerini iscritti alla Federazione, diventa pericolosamente simile a Ballando con le Stelle/Strictly Come Dancing.
Ieri sera han cambiato le carte in tavola poco prima della messa in onda: dal momento che la D'urso ha ripetuto più volte che si sono riorganizzati in due ore (e si è visto, show raffazzonato), il sospetto che prima i due spettacoli fossero molto simili appare fondato.
Il caso è spinoso. Formalmente Baila è un programma diverso: senza eliminazioni, con l'accoppiamento anche fra vip e vip deciso dalla giuria. Più brutto di Ballando, secondo me, ma diverso. La fonte di ispirazione, però, è evidente (cinque giurati, il nome del ballo che appare in grafica, i successi riarrangiati...). Dal punto di vista legale basta a condannare Mediaset? Non lo so, provvederà la dottoressa Muscolo.
Ma io mi chiedo: perché Cenci non vuole più lavorare di meningi e fa il parassita? Scotti, che al contrario della D'Urso ha conservato un briciolo di onestà intellettuale, ha subito ammesso che Io Canto è proprio Ti lascio una canzone. Perché invece la D'Urso si affanna a sostenere la diversità di Baila, che c'è ma solo in minima parte?
Test: quanta Barbara D'Urso c'è in te?
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alle 16:17
Paolo Siciliano
Petra, non ho visto la prima pagina de Il Giornale, ma non ho motivo di dubitare di quel che mi racconti. Suppongo ci sia in ballo (appunto) ben più di uno show televisivo. Sembra una battaglia molto più grande di ogni Barbara D'Urso o Milly Carlucci. La cosa un po' mi inquieta, perchè non ho idea di dove si possa andare a finire.