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Il wrestling su Italia 2 e il pressapochismo della tv moderna

Lunedì 11 Luglio 2011, 08:33 in Confessioni di un blogger, Intrattenimento, Sport, Tv & Web di

Guardate il video e poi ditemi: quanto capireste di Star Wars, fosse raccontato in questo modo? No, meglio: ignorando la storia originale, che idea vi fareste su questo film?

(Domande che apparentemente non c'entrano niente con l'argomento del giorno, e invece c'entrano. Fidatevi.)

So bene quale sia l'opinione generale sul wrestling in Italia, perciò non mi dilungherò. Lo prendo come spunto per toccare un tema ben più vasto.

Spiego. Dopo quattro anni d'assenza, il wrestling è tornato in chiaro sul nuovo canale digitale di Mediaset, Italia 2. Dopo la prima puntata, per curiosità, sono andato a leggere su alcuni forum i commenti dei fan di questa forma d'intrattenimento. La stragrande maggioranza dei pareri oscilla tra la nostalgia dei bei tempi e una critica feroce al duo di commento (Ciccio Valenti e Christian Recalcati): il wrestling, secondo molti, è stato presentato per l'ennesima volta come un mero teatrino per bambini tonti.

Vi dirò, li capisco. Il wrestling, più di molti altri prodotti televisivi, è uno show "ciclico", che si modifica con gli anni non solo perchè il tempo passa, ma perchè cambia l'età di chi lo segue. Essendo uno show di nicchia, c'è una grande fidelizzazione, ed è altamente probabile che chi lo seguiva quattro anni fa lo segua anche oggi...

...che è esattamente il nodo della questione. Il dodicenne del 2007, oggi, è un sedicenne. Non è la stessa cosa. Ergo, proporre il medesimo tipo di commento goliardico, strampalato e caciarone rischia di non attrarre più, perchè nel frattempo il target a cui ci si rivolge è maturato.

In altre parole, se tu commentatore parli ai teenager come se andassero ancora alle elementari, dimostrando 1) di non tener conto del salto temporale di quasi un lustro, e 2) di non esserti preparato, confondendo storie e personaggi durante la cronaca, come vuoi che essi reagiscano? Tempestando il tuo profilo facebook di proteste, come minimo.

Passiamo dal particolare (il wrestling nella tv italiana) al generale (la tv italiana).

Noto un certo grado di pressapochismo nella tv attuale. Gente che non c'entra niente chiamata a commentare argomenti di cui non è esperta (i salotti pomeridiani che parlano di cronaca nera sono un esempio classico). Ancora peggio: gente che, chiamata a fare un lavoro, non si prepara a sufficienza, non studia, non approfondisce. Persone senza gavetta né competenza che appaiono qui e là solo perchè "amici di" o "raccomandati da", tra l'altro senza mostrare il minimo sindacale di modestia.

Un grave errore, a mio avviso. Vorrebbero rivolgersi al solito pubblico, ma i tempi sono cambiati. La televisione generalista, semplicemente, pare non accorgersene. I flop ripetuti degli ultimi anni stanno a dimostrarlo: sono l'indice che qualcosa non quadra, che la tv sta cercando di uscire dall'impasse, ma senza riuscirci (superata dai nuovi media, internet su tutti).

Il wrestling - e lo spettatore - non è più quello di cinque anni fa. Ne tengano conto.

hbk_vs_undertaker_wrestlemania.jpg

(Nella foto, The Undertaker e "HBK" Shawn Michaels a Wrestlemania)

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