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Non ti piace, non guardare: Tamarreide, il trash e la tv contemporanea

Giovedì 16 Giugno 2011, 09:58 in Attualità, Confessioni di un blogger, Personaggi Tv, Reality, Tv & Web di

trash-cat.jpg

Da sempre, navigando su internet, m'imbatto in accese discussioni su questo o quell'argomento. Pare che il web riesca ad esaltare il desiderio delle persone di polemizzare per qualsiasi cosa.

L'ultima diatriba in ordine di tempo, perlomeno in ambito televisivo, è quella innescata da Tamarreide: il Codacons, infatti, vorrebbe che lo show venisse soppresso.

Molti si dicono d'accordo: "E' un brutto programma, è volgare, è diseducativo", dicono. Altri ribattono con la frase-chiave che si tira fuori in questi casi, il salvagente, la panacea di ogni male: "Se non ti piace, non guardare".

tamarreide-manuel-claudio.jpg Al netto di ogni considerazione su Tamarreide (se non venisse più trasmesso non me n'accorgerei nemmeno), non sono d'accordo con chi usa costantemente il "non ti piace, non guardare" come uno scudo.

Se è vero che, se Tamarreide non piace, si può anche non guardarlo, è altresì vero che, se non piace un blog, si può anche non leggerlo. E' una provocazione, naturalmente, ma non mi pare adeguato difendere la libertà d'espressione col "non ti piace, non guardare". Uno perchè è troppo semplice, e due perchè ciò, allora, vale per tutti.

Un blog come questo, che ha come sottotitolo "Criticare la tv per legittima difesa", non può esimersi dal criticare, appunto. Se una cosa è ritenuta brutta, va segnalata: girare la testa non basta, perchè altrimenti si rischia di diventare indifferenti. "Se non ti piace, non guardare" è ciò che dicono i bulli di quartiere a quelli che cercano di capire, e non fa grande onore. Ben vengano, dunque, quelli che contestano o che dissentono, se lo fanno in modo civile.

Detto ciò, capisco perfettamente chi afferma: "Ma il Codacons è bigotto, critica per la parolaccia, vuole censurare tutto!". Gli estremismi non sono mai d'aiuto, in un senso e nell'altro. Tuttavia, ho come l'impressione che le cose ci stiano sfuggendo di mano. Vent'anni fa questa volgarità ostentata, questa lascivia gratuita, questo strabordante trash non esisteva. C'era un altro modo di fare TV, e veniva proposta una TV diversa. Ripeto: non migliore o peggiore, solo...diversa.

rissa-trash-uomini-donne.jpg Oggi si vuol spender meno ed ottenere lo stesso il botto di share. La botte piena e la moglie ubriaca. Come ci si arriva? Col picco di trash, con la tetta, con l'insulto. Ci si è accorti che, sorprendendo lo spettatore, lo share s'impenna. Il "come" non ha importanza. E quindi si è tentato sempre più di dopare la tv, infarcendola di dieci, cento, mille picchi.

Capite cosa intendo dire? Ormai è tutto sbalestrato, l'asticella del buon gusto viene costantemente abbassata perchè ogni volta bisogna inventarsi qualcosa di più "eccessivo" rispetto all'anno prima. Al pubblico, assuefatto, il semplice urlo non basta più: ci vuole l'urlo con la tetta. L'anno dopo, per far colpo, servirà l'urlo con la tetta con l'insulto. E via discorrendo. Ma fino a dove potremo spingerci?

La TV contemporanea è come le sabbie mobili, come un buco nero, ti ci perdi dentro e non ne esci più. La gente va in televisione per parlare dei propri problemi senza pudore nè vergogna, mette in piazza ogni particolare scabroso davanti a gente che li giudica... ma Striscia la Notizia ci va a nozze e svela che no, non è vero, le storie che vengono raccontate sono fiction, non realtà. A sua volta però Striscia, a suo dire paradigma di lealtà e verità, viene contestata ed accusata di raccontar balle. Un labirinto di specchi.

Ciò che fanno i coatti di Tamarreide è vero, oppure no? E' predeterminato, oppure fanno sul serio?Quei beceri battibecchi, quei discorsi strampalati, quelle risse verbali sono vere oppure si son messi d'accordo per fare ascolti?

Lo spettatore medio non sa dare una risposta certa. E su questo suo dubbio la TV ci guadagna.

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2 commenti
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20 Giu 2011
alle 16:22

Memorie Televisive

Potrei ricordarti il momento in cui Mario Giordano è diventato il direttore di Studio Aperto trasformandolo in quello che è oggi, concependo Lucignolo, in pratica indicando la via attuale a tutta Italia 1.

Oppure poco prima la D'Eusanio in Al posto tuo, quando conduceva con scritto sulla maglietta "Dalla: non è un cantante, è un consiglio".

O ancora Funari con suo Aboccaperta e derivati.

Il processo del lunedì, quello dove "parlate due per volta" se no non si capisce.

Ma prima ancora Tortora che con Portobello ha dato la stura alla tv che deve mostrare tutto in piazza. Lui la sapeva fare, i suoi emuli no. Però è stato lui a renderla accettabile al pubblico.

Tralascio le critiche che si facevano negli anni '60 e '50.

Ma il punto è che ogni epoca ha guardato indietro per dire che un tempo certi limiti non si superavano. Sono giunto alla conclusione che non c'è modo di limitare l'estremizzazione che ormai è la norma. La Tv farà sempre più quello che vuole, o meglio, quello che vogliono i proprietari delle reti, e fra 10 anni guarderemo a Tamarreide come un programma tutto sommato accettabile rispetto a quello che ci sarà.

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16 Giu 2011
alle 10:59

Fylo

Completamente d'accordo, io sono dell'avviso di criticare chi mi dice di non guardare.. e comunque sono convinto che questo modo di fare la tv arriverà al suo picco, e una volta che qualcosa è alla sua massima altezza comincia a scendere giu giu giu e sempre più giu, fino a che non torneremo a qualcosa di normale.

Vado che devo andare a vedere i quadri in vendita su Telemarket! :D

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