Criticare la TV per legittima difesa
Matrix fa il botto di share intervistando in esclusiva "zio Michele". Ora, a parte che ne ho le palle piene di tutta questa squallida storia e che mi fa potentemente schifo quando i giornalisti, parlando delle persone coinvolte, usano termini quali "zio" Michele e "zia" Cosima (ma chi diavolo li conosce? La professionalità l'avete lasciata negli altri pantaloni? Volete mantenere una certa distanza, per cortesia?), leggo che ad alcuni darebbe fastidio il "moralismo" di chi sottolinea la meschinità e la voracità incontrollata dei media.
Insomma, non si potrebbe neanche più dire "che vergogna" se viene mostrato un filmato in cui un potenziale assassino mima i gesti che ha compiuto per ammazzare una quindicenne, si sdraia per terra, usa una corda per spiegare meglio quel che è successo (con nonchalance, come se parlasse d'un vecchio mobile e non del cadavere della nipote) ed in cui ogni singola lacrima del "mostro" viene ripresa da ogni angolazione possibile.
Personalmente ritengo che non tutto sia spettacolo. La morbosità attorno a queste tristi vicende mi disgusta e l'ho detto fin dall'inizio. Ergo, per me ciò che Alessio Vinci ha mandato in onda rappresenta uno dei punti più bassi mai raggiunti dalla tv italiana.
Meno parole, meno visibilità a questa gente (che non ha vinto un Oscar, ma è indagata per omicidio) e più fatti. Facciano quel che devono in procura e gli sciacalli la smettano di mangiarci sopra, diobono: il diritto di cronaca si arresti di fronte alla dignità d'una bambina morta.
Capitolo Sara Tommasi: la showgirl più bisognosa d'attenzioni d'Italia torna all'assalto facendoci sapere che sì, è salita sull'auto del premier. Ci fosse rimasta, su quell'auto, a 'sto punto avrebbe fatto un favore a tutti.
Calcio-scommesse: to bet or not to bet, that is the question. Ma dai, veramente volete dirmi che nel calcio girano vagonate di miliardi che attraggono i delinquenti come gli orsi col miele? Non ce ne eravamo mica accorti.
Arrestato l'ex idolo laziale Beppe Signori, che ha dichiarato solo: "Abbiate pietà". Caro Beppe, fosse per me ti lascerei cinque minuti con i tifosi delle squadre che avete preso in giro.
Pare anche che Cristiano Doni, capitano dell'Atalanta, fosse uno dei principali referenti dell'organizzazione criminale (parole del GIP) che manipolava le partite. Ora l'Atalanta rischia di non salire in A dopo un sofferto anno di purgatorio (serie B). Complimenti vivissimi a Cristiano, sono sicuro che a Bergamo son tutti pronti a rinnovargli il contratto. Una volta firmato, però, sarei curioso di sapere dove vorrebbero metterglielo.
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