Criticare la TV per legittima difesa
La crociata di Striscia contro "chi critica le Veline" va avanti da più di sei mesi. Che a uno verrebbe da dire: ma ad un certo punto vivi e lascia vivere, no? Cioè, arrenditi all'evidenza, Ricci: c'è gente a cui il tuo programma non piace. Punto. Amen. Fattene una ragione.
Invece no. Lo scontro prosegue. Il che è curioso, perché il nocciolo del discorso non è certo Striscia. Gabibbo & Soci se la sono presa moltissimo per una questione (quella sull'uso delle donne in tv, e più in generale sulla condizione femminile in Italia) che li riguarda solo fino ad un certo punto.
Si sono accaniti per settimane contro Newsweek, reo d'averli citati in un lungo articolo sull'immagine delle donne di Berlusconi (e, di riflesso, sull'immagine delle donne nelle tv berlusconiane). Hanno disquisito liberamente, hanno sbeffeggiato ripetutamente, hanno citato comici a caso (Benny Hill, britannico, per criticare gli americani: come se io, per criticare gli italiani, parlassi dei comici ticinesi).
Ora prendono di mira Lorella Zanardo, autrice del documentario "Il Corpo delle Donne".
Quel che penso di Striscia l'ho già detto. Sguinzagliare una troupe armata di microfoni e telecamere per cercare il confronto con una persona sarà anche giornalismo d'assalto, ma mi lascia un po' perplesso.
Anche perchè in questo caso non stiamo parlando di una che ha commesso un orrendo crimine: parliamo di una la cui unica colpa è stata l'aver espresso un'opinione diversa da quella di Ricci. Per aver detto, cioè, che le Veline per lei sono ragazzotte in abiti succinti messe lì per attirar gli sguardi. Apriti cielo.
Una tal virulenza da parte di Striscia mi pare strana. Dunque rifletto. E mi viene in mente una possibile spiegazione.
Sta diventando una Guerra Santa, e la cosa non mi piace. Non mi piace perché sembra ci sia in gioco molto più di quel che appare. Quando quelli di Striscia fanno così, Riccardo Spiga li definisce picchiatori: una definizione piuttosto calzante. Sembra si stiano ergendo a difesa di un'intera filosofia, più che d'uno show televisivo. Una filosofia che, se sconfitta, porterebbe a cambiamenti assai poco convenienti per chi l'ha abbracciata. Dovesse passare il concetto che ciò che sostengono non è così innocuo né così innocente, le conseguenze potrebbero essere pesanti. Non solo per loro. Logico, quindi, che non mollino la presa e difendano quell'idea con le unghie e con i denti.
Mi domando, tuttavia, se dovremo andare avanti con la saga delle "Veline Indignate - Il loro culo è diverso!" (con tutto quel che ne consegue) ancora per molto.
(grazie ad Andrea Garbin per la segnalazione via Facebook)
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alle 10:25
Riccardo Spiga
Paolo, è un discorso che abbiamo già fatto ma lo ripeto a commento del tuo ottimo pezzo: l'arroganza di Striscia infastidisce (e a volte indigna) anche perché sembra esprimersi soprattutto con i pesci piccoli (anche la Zanardo in fondo è solo un'intellettuale indipendente, con scarso potere) e pochissimo con i pezzi grossi, rispetto ai quali quelli di Striscia diventano immediatamente più prudenti. Quando useranno la stessa prepotenza e la stessa cattiveria giornalistica anche con Berlusconi (un nome a caso), ne riparliamo.