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Il corpo delle donne di Lorella Zanardo, un esame di coscienza

Matteo Failla avatar Giovedì 11 Giugno 2009, 11:52 in di Matteo Failla
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Vi invito a vedere il "saggio visivo" di Lorella Zanardo, Marco Malfi e Cesare Cantù dal titolo Il corpo delle donne. Bene, bravi. E' bello. Quanto mai veritiero.

Ora però mi sposto nel paradossale. Escludo da ciò che sto dicendo un 40% di donne che non hanno bisogno di un documentario come questo per rendersi conto della situazione nella quale versa l'universo femminile del dopo Drive In. Scorgo però al di là dello schermo un 60% di donne (ragazzine, classico target da internet) che guardando questo documentario hanno annuito alle parole di Lorella ma hanno subìto, anche questa volta, la forza del "corpo delle donne" ad uso e consumo maschile. 

Ora faccio un saltellino nel paradossale elevato alla n. Spostiamoci nel campo maschile. Scorgo al di là dello schermo un 2% che si è concentrato sulle parole di Lorella Zanardo. Un 48% che ha ascoltato perdendosi molte parole perchè occupato ad inseguire le tette di Sara Varone, un 50% che ha tolto l'audio e alla fine del "saggio visivo" ha esclamato: minchia quanta gnocca in questo video.

Detto questo non sperate di trovare alcuna morale nelle mie parole. Ho solo pubblicato un breve "saggio testuale" del "saggio visivo".

Detto questo come non sottoscrivere le parole ascoltate (eh, bè, sì, allora? Io sono nel 2%). Mi chiedo quanto possano penetrare nell'universo femminile che già di suo non vive questi tempi in maniera critica. Proprio come accade per questo tipo di post.
7
7 commenti
7
22 Ago 2009
alle 20:33

Riccardo Spiga

Fiordaliso, mi sembri del tutto priva di senso dell'umorismo, altrimenti avresti capito che la mia osservazione era - e mi pare ovvio dirlo - ironica.

Vieni a leggermi su Teleipnosi e capirai che sono in prima fila contro questo tipo di televisione.

6
05 Ago 2009
alle 20:39

Fiordaliso

Sì, c'è tanta gnocca in questo video. Come quella delle vostre madri, delle vostre sorelle, delle vostre mogli e delle vostre figlie.

@Riccardo Spiga: grazie al cielo non tutti gli uomini la pensano come te. Ne conosco diversi che si battono per tutto questo, sia in rete che nel mondo reale. 

Evidentemente c'è chi non si sente umiliato ad essere considerato dai media un mono-neuorone da tenere incollato alla tv con un paio di tette, a prescindere da cosa trasmettono. Altri sì invece. Non viene lesa solo la dignità della donna, usata come "buco" da violentare sia fisicamente che psicologicamente, ma anche voi uomini che siete considerati come decerebrati privi di razionalità e assoggettabili dai "potenti" con un paio di chiappe al vento.

Inoltre dovrebbe essere un'immagine maschile che l'uomo stesso dovrebbe ripudiare. In fondo anche alla donna, mi pare, l'uomo bavoso che si arrapa per le prime tette plastificate che vede non è che piaccia molto. In tv le donne sono compiacenti solo ed esclusivamente per un tornaconto. E se vogliamo ridurre tutto ad uno scambio di materia (per lo più soldi e silicone) facciamo pure, ma almeno siamone consapevoli!

Detto questo baci a tutti.

5
12 Giu 2009
alle 11:53

Matteo Failla

Che bel commento Marika :-)

4
12 Giu 2009
alle 11:50

Marika

Sarà perchè oggi è una giornata un po' particolare...ma questo documentario è stato un pugno nello stomaco, anche perchè ha centrato un aspetto del percorso di crescita femminile che nessuno ha mai posto in risalto.

La donna nasce e comincia parlare (prima degli uomini), poi comincia a fare dei ragionamenti (in genere, più "furbi" e smaliziati di quelli degli uomini), poi va a scuola e, almeno fino alle medie, è quasi sempre brava, o bravina.

Un buon numero di ragazze studia con profitto, si laurea, formula un progetto di vita spesso in anticipo rispetto ai suoi coetanei maschi.

E forse è tutto questo anticipare che ci frega...

Guardando il video, mi sono resa conto che un jeans e una maglietta per me è "vestirsi sciatta", mentre la gonna e il vestitino è "mi sento a posto". Che ormai mi sono abituata a essere interpellata dai miei colleghi, da mio cugino, dagli amici, a volte persino dal mio ragazzo come una bambolotta svampita. Che, istintivamente, capisco che ho lavorato bene quando il capo mi fa un apprezzamento estetico...

Ma quando è cominciata? A scuola avevo il massimo dei voti, mi sono laureata in economia politica con 110...avevo i baffi, i jeans scuciti incollati addosso e una grande sicurezza in me stessa.

Poi sono approdata nel mondo aziendale, ho conosciuto molte persone, ho tolto i baffi e ho comprato bei vestiti, ho conosciuto il mio primo amore, ho cominciato una convivenza fatta di piccole umiliazioni (che sono le peggiori), e ho cominciato a non amare più il mio riflesso sullo specchio...

Era meglio quando avevo i baffi.

Buffo, sembra una sorta di "mobbing sociale". Una ragazza carina e intelligente va avanti, avanti e avanti...ma poi si arresta. E nessuno le indica come fare per riappropriarsi della personalità che ha perduto.

Oddio...scusate per questi pensieri sparsi e forse senza senso...

 

3
12 Giu 2009
alle 08:52

Michela

Io avevo scoperto questo documentario grazie al forum che frequento. Credo che sia un problema che appartiene all'ambito della società, in cui la scuola (anche potendo, e visto come sta messa non può) non potrebbe far nulla finché il resto dell'universo sociale va in senso contrario. E' inutile pretendere dalla scuola che possa far sviluppare una diversa coscienza critica nelle ragazzine come è inutile mandare in onda falsissime pubblicità progresso sull'anoressia, se poi si continua a trasmettere il messaggio opposto.

Finché non cambia in modo sostanziale la mentalità comune in genere, secondo me c'è poco che possa fare chiunque. A parte opporre una sua personale resistenza contro l'idiozia di massa elevata a ideale.

2
11 Giu 2009
alle 15:35

Matteo Failla

Bè, sì. Più che altro credo dovrebbe fare molto di più la scuola, è in quel mondo che le ragazze possono crearsi un bagaglio culturale per difendersi e - magari - attaccare. Senza prendere esempio dal femminismo esasperato del passato, però.

1
11 Giu 2009
alle 15:26

Riccardo Spiga

Mi hai fatto troppo ridere:-)

Comunque, non so se sei d'accordo Matteo, ma la morale potrebbe essere questa: o le donne si battono loro stesse, magari semplicemente cambiando canale di fronte all'ostentazione di tette e culi, per rivoluzionare questa tv formato buco della serratura o, se aspettano noi maschi... stiamo tutti freschi!

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