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Mar 0926

Roberto Saviano a "Che Tempo che Fa": riflessioni sparse

Pubblicato da Matteo Failla alle 09:19 in Attualità, La tv che vale, Personaggi Tv, Prima serata


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Roberto Saviano a Che Tempo che Fa, parliamone. Lo farò in maniera anomala, trattando brevemente della serata di ieri nella prima parte del post e abbozzando un esperimento, chiamiamolo così, nella seconda.

Bella la prima parte. Teatrale. Un Saviano che fino ad oggi non avevo ancora conosciuto. Si è proposto sotto forma di attore che porta a galla la realtà mafiosa attraverso i titoli di alcuni quotidiani, giornaletti del sud i cui direttori potrebbero benissimo essere capi clan. Giornaletti del sud che tuttavia formano una collettività ormai assuefatta alle mafie. Inutile la presenza del contrito Fabio Fazio, sempre più vittima della sua forma televisiva.

Comunque la si pensi Roberto Saviano è una risorsa per questo Paese di marionette che spesso sotterrano la realtà mafiosa per non doversi confrontare con la loro diretta, o indiretta, connivenza. E' vero, la delegittimazione è l'arma dei boss. Ciascun italiano è libero di criticare Saviano, lo può fare entrando nel merito delle valutazioni letterarie o facendo riferimento alla sua ossessione, ma quando prova a farlo anche solo sfiorando la tematica della camorra, allora è legittimo pensare ad un atteggiamento non disinteressato.

E qui veniamo alla seconda parte del post. Nell'ottobre del 2008 scrissi un post su Roberto Saviano dopo la sua partecipazione a Matrix. Lo riprendo. Sostituirò il nome del programma, lasciando ben visibile la correzione. Nulla è cambiato da allora.

Eh, c'è da scrivere un pezzo su Roberto Saviano a Matrix Che Tempo che Fa. C'è da scriverlo perchè l'Italia riesce ad indignarsi per 77 ore dimenticandosi all'ora 78 della propria indignazione: siamo un paese che riesce a sopravvivere con sbalzi d'umore quotidiani e improvvisi che poi si assestano sulla calma piatta. Oggi è il "day after", quindi possiamo parlare dell'argomento Saviano guardando il mondo dalla parte alta del grafico denominato "sdegno italiota".

Roberto Saviano ha fatto molto, pure troppo. Lo vedo piegato sulle bozze del suo libro, ignaro di ciò che sarebbe successo, lo vedo riflettere sul titolo Gomorra, qualcosa che ai tempi aveva un significato solo per lui, qualcosa che ancora non era un modo di dire alla maniera dei "Fannulloni". Lo vedo oggi sotto un'altra luce, quella del messia che ha risvegliato le coscienze. Lo ha fatto? Sì. Ma in lui vedo anche un ragazzo impaurito che ormai ha un'unica via da percorrere che porta il nome di Gomorra. Per farlo ha bisogno della massima visibilità. C'è chi accusa Saviano di cavalcare l'onda, chi lo vede come un uomo che ha da pubblicizzare qualcosa, che deve vendere, che deve fare soldi, che presto si trasformerà in una multinazionale.

Sono tutte balle, Saviano ha bisogno di visibilità per sopravvivere, lasciamo cadere nell'ombra il personaggio che ha creato Gomorra e cadremo nell'oblio mafioso. E questo è il meno. Lasciamo cadere nell'ombra il personaggio che ha creato Gomorra e lo condanneremo: lo Stato non è in grado di difenderlo. L'esposizione mediatica è la sua salvezza.

Ripercorrendo la sua partecipazione di ieri sera a Matrix Che Tempo che Fa ho deciso di focalizzarmi anche su un altro punto: quello della forma letteraria. No, non vi tiro un pippone di critica letteraria, tranquilli, ma la forza dirompente di Gomorra, è vero, risiede proprio nel suo essere un romanzo. Triste verità, triste per tutti noi italiani. Quante volte mi è capitato di leggere inchieste da brividi sulle organizzazioni criminali, inchieste ricche di dettagli e documenti. Robe che leggo solo io? No, ma la verità è che l'italiano medio si avvicina all'informazione cercando un culo in bella vista.

Ha ragione Saviano, i boss non hanno paura di lui ma della gente che legge Gomorra: una massa acritica che prende coscienza. L'ignoranza (e aggiungerei la delegittimazione, dopo la puntata di ieri e dopo le accusa di plagio) è l'arma di distruzione di massa delle organizzazioni mafiose. Un romanzo è più facile da leggere: è svelto, è immediato, coinvolge. Saviano ha avuto il merito di comunicare nella giusta maniera. Ha messo a nudo i "principi" della criminalità, ma ha messo a nudo anche un modo di essere italiano, quello di chi non ha la capacità di vivere attivamente in un paese senza essere imboccato.

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Commenti

1. Helenio, Giovedì 26 Marzo 2009 ore 10:51

A dirla tutta ieri sera ho provato un mix di emozioni allucinante, incredulità, rabbia, tristezza, paura...... incredibile per certi aspetti siamo un paese da terzo mondo, spero soltanto che la trasmissione sia stata vista da moltissima gente... e che la gente rifletta.....

Helenio

2. Matteo Failla, Giovedì 26 Marzo 2009 ore 10:55

Gli ascolti sono stati molti buoni, per fortuna: 19% di share.

3. Helenio, Giovedì 26 Marzo 2009 ore 10:58

Bene.... ciò mi conforta molto, perche parafrasando un grande.... " La gente..... perchè è la gente che fa la storia" (F. De gregori).

Helenio

4. Matteo Failla, Giovedì 26 Marzo 2009 ore 11:06

E già che ci siamo segnalerei cose tipo queste...

5. valeria-blu, Giovedì 26 Marzo 2009 ore 11:31

Ormai Fede a furia di "Lampados" si è bruciato anche l'ultimo neurone!!! Anche Fede è scortato? Non lo sapevo, ma suppongo che l'unico che lo voglia ammazzare, (oltre ai telespettatori che di lui sono strastufi) sia quel signore a cui sono anni che Fede ha rubato Rete4. E avrebbe anche ragione!

Qualche personaggio del mondo televisivo, (vedi Buongiorno-Baudo-Mondaini) invecchiando ha messo sù un po di "arterio", ma uno come Fede che è cretino dalla nascita, quando si decidono a togliercelo dal monitor??

Bravo Matteo, hai colto proprio nel segno, Saviano, purtroppo, ha bisogno di visibilità e fama per non essere ammazzato e deve al contempo, cercare di non passare oltre, diventando un possibile martire, sempre per lo stesso motivo e rischio. Quindi ben vengano anche quelli che lo criticano un po', vorrà dire che ci faranno il favore di dargli spazio e di non lasciarlo solo e dimenticato.

6. creosoto, Giovedì 26 Marzo 2009 ore 11:36

"Bravo Matteo, hai colto proprio nel segno, Saviano, purtroppo, ha bisogno di visibilità e fama per non essere ammazzato."

Allora facciamogli presentare anche il festival di Sanremo, no?

7. Valeria-blu, Giovedì 26 Marzo 2009 ore 11:42

A Creosoto.

Non credo che ci andrebbe, non va a dire o a fare cose che non riguardano espressamente ciò che conosce o che ha scritto.

Ma forse potresti provare a proporlo a Emilio Fede, lui credo accetterebbe il tuo invito.

8. Matteo Failla, Giovedì 26 Marzo 2009 ore 11:43

Presentatore no, ma come ospite lo inviterei subito a fare un show di 20 minuti davanti a 10 milioni di persone. E lo pagherei anche molto. Se si è disposti a spendere 300 mila euro per un ospite che canta 5 minuti non vedo perchè non spenderli per sollevare problematiche sociali.

Poco importa se Saviano è diventato un personaggio vittima di se stesso, la personalità dall'ego spropositato di questo personaggio, al momento, è l'unico modo per avere un 19% di share in prima serata parlando di mafia. Se Fazio avesse invitato un qualsiasi, seppur coraggioso, cronista di mafia, avremmo avuti dei miseri punticini di interesse.

9. giorgio, Giovedì 26 Marzo 2009 ore 12:06

non ho sentito nessuno riordare ciò che E.Fede disse in un suo TG ha proposito della scorta di Saviano...che era tutta pubblicità x il suo libro !!!!! (roba da matti !?! )

10. Matteo Failla, Giovedì 26 Marzo 2009 ore 12:08

L'ho fatto io poco più sopra :-) C'è il link al video

11. Roberto Bonzio, Giovedì 26 Marzo 2009 ore 12:58

Cos'è mancato in una bella e rara serata televisiva, ieri sera su Raitrè a "Che tempo che fa", con Roberto Saviano mattatore da Fabio Fazio?
Il contraddittorio.
Se Fazio avesse invitato "anche" un coraggioso cronista, avremmo saputo qualcosa in più. Come è sempre, dal contraddittorio.
Che richiede uno spirito distaccato e laico. Raro in Italia, dove siamo invece abituati a santificare o demonizzare molto in fretta.

L'importanza di Gomorra, l'effetto micidiale e positivo di indignazione che speriamo continui a suscitare, allì'estero e in un'Italia dalla coscienza sonnolenta, non si discute.

Ma la materia prima del "romanzo" di Saviano l'hanno messa cronisti e pubblici ministeri che da anni lavorano e rischiano.
Molti lettori distratti avranno pensato che quella sia farina del suo sacco. Mentre lo scrittore ha magistralmente rielaborato in forma narrativa, "dimenticandosi" di indicare almeno uno dei tanti oscuri professionisti, magari di giornalacci, che hanno raccolto le cose che lui ha riscritto.

Così, il processo per plagio intentagli da uno di questi oscuri cronisti, ieri sera è già stato implicitamente liquidato come strategia mafiosa di delegittimazione.

Questo hanno lasciato intendere Saviano e Fazio.
Magari un altro oscuro cronista lì avrebbe potuto piazzare la domanda giusta. Per capire meglio.
Sempre che siamo tutti abbastanza cresciuti dal poter fare a meno dei santini.
O da poter fare domande scomode anche a santi o eroi.

12. Joe!, Giovedì 26 Marzo 2009 ore 13:30

Fazio serviva eccome: la sua faccia emozionata, commossa, spaventata era quella di tutti noi. Rappresentava gli italiani -quelli veri- che davanti a certe parole provano un brivido di gelo, quelli che capiscono la stupidità di chi urla "campioni del mondo" e va a protestare per la cessione di Kakà e che i veri problemi sono altri.

La trasmissione di ieri meritava di andare in onda a reti unificate, come fece Maurizio Costanzo tanti anni fa,per andare contro la mafia. Ma purtroppo quel figlio di t***a di Emilio Fede non avrebbe mai accettato; del resto per lui Saviano non è un eroe...Mangano lo è! Anzi,mi sarebbe piaciuto che Saviano avesse lanciato a Fede qualche critica diretta, ma lui si è limitato a definire "nemici" tutti quelli che lo hanno accusato. Del resto chi dice che Saviano è troppo "visibile", poteva benissimo ascoltare le cazzate di Giacobbo oppure vedersi un film ignobile su Canale 5...le alternative c'erano.

Bravo Fazio, hai creato un bellissimo momento di tv.

13. Andrea X, Giovedì 26 Marzo 2009 ore 13:51

#11 Roberto

Giuro non ti ho capito... contraddittorio per cosa? Cioè dovevano invitare un giornalista (colluso) che prendeva le parti della mafia davanti ai fatti narrati da Saviano? Se Saviano mette in video un titolo di gionale è già implicita la fonte della notizia, se parla di indagini è già implicito il riferimento alla magistratura. non credo che un magistrato si possa offendere se uso le sue indagini come fonte per un libro, altrimenti Marco Travaglio che fa solo questo avrebbe smesso da anni.

Per la puntata, l'ho registrata per vederla meglio, anche perchè mi diverte Voyager come trasmissione e quindi ieri ho visto qualcosa di più leggero.

14. Matteo Failla, Giovedì 26 Marzo 2009 ore 14:05

Roberto, a questo punto va dato ancor più merito a Saviano che ha trovato le modalità giuste per far uscire la mafia dai trafiletti di un giornalaccio. Forse, a bene vedere, a livello di servizio reso alla collettività, è stato più importante il suo lavoro di "assemblaggio" rispetto a quello di un valoroso cronista che per anni si è fatto leggere solo da addetti ai lavori e da un centinaio di lettori.

15. Luna, Giovedì 26 Marzo 2009 ore 19:36

La solitudine che ho letto negli occhi di Saviano mi ha straziato il cuore ! Grande ammirazione per questo bravissimo scrittore/giornalista !

16. claudia., Venerdì 27 Marzo 2009 ore 10:28

http://www.sosteniamosaviano.org/

Credo che sia giusto firmare in questo link, per esprimere sostegno a questo grande, coraggioso uomo.

17. AJ, Martedì 31 Marzo 2009 ore 18:03

  1. IO LA VOJO ZTO LIBRo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lo voGliO

 

 

 

lo vogLiuo

 

 

 

lo VoGlIO

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