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Violenza sulle donne, se interviene la censura...

Matteo Failla avatar Domenica 16 Novembre 2008, 09:34 in Confessioni di un blogger di Matteo Failla
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La censura, in questi casi, è sintomo di una subcultura. Visto che non vedrete questo manifesto in giro per la città lo pubblico qui sul blog.

6
6 commenti
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18 Nov 2008
alle 18:40

Piero Giuseppe

Io, da maschio, trovo blasfema, oltraggiosa e oscena la violenza sulle donne.

5
17 Nov 2008
alle 21:05

LadyDietrich

C'era da aspettarselo che la rievocazione dell'iconografia cristiana (il crocifisso) avrebbe,con una certezza quasi matematica, catapultato il manifesto nella lista nera del Giurì...IL Vaticano non avrà gradito l'allusione..e quando la Chiesa comanda, lo Stato obbedisce...è meglio allora parlare di oscurantismo più che di censura..

C'è da dire una cosa...queste sono campagne pubblicitarie che in automatico riescono a "finire sempre fuori tema" ovvero fanno discutere poco sul problema sociale (violenza sulle donne) e molto del genio provocatore che l'ha ideata o del problema censura in Italia, del concetto di oltraggio, di pubblico decoro o ancora del rischio di blasfemia...Da un lato l'idea che si parli di certe tematiche convince ma dall'altro questa continua ricerca di provocare il passante di turno che osserva il cartellone pubblicitario, di alimentare una polemica, dell' "l'importante è che se ne parli" disturba e non poco,soprattutto in queste circostanze....Pubblicità gridate,come questa, non aiutano,anzi contribuiscono a parlare di tutt'altro...Serve a tutti i costi scioccare o provocare per catalizzare l'attenzione e per affrontare un problema così importante come quello della violenza sulle donne???

4
17 Nov 2008
alle 11:55

misette

Io la trovo molto significativa e scioccante

3
17 Nov 2008
alle 11:35

Joe!

La motivazione è semplice: in Italia siamo governati dal vaticano, che ficca il naso in questioni politiche, mediche, scientifiche.La gente comune le parole del vaticano, perchè ha paura di andare all'inferno. I politici invece temono che andando contro il vaticano gli elettori possano abbandonarli. E così si può scherzare sui negri,sui nani, sulle persone grasse...ma guai a toccare simboli religiosi, anche se non lo si fa in modo offensivo. Come ha giustamente espresso Lady, il manifesto può piacere o non piacere per questioni di gusti personali, ma la censura è qualcosa da medioevo: io voglio avere il diritto di dire "mi piace/non mi piace", non deve deciderlo un altro.

Personalmente io sono d'accordo sul fatto che le pubblicità a sfondo sociale siano scioccanti, dato che altrimenti finirebbero in mezzo alle pubblicità con donne nude o scoiattoli che scorreggiano. Del resto la crocifissione rappresenta -secondo la storia raccontata dalla Bibbia, indipendentemente dal crederci o no- un momento in cui l'uomo ha commesso uno sbaglio enorme. E, sempre secondo la storia, Gesù si è accollato l'espiazione dei peccati di quelli che, invece, l'hanno mandato a morire. Il paragone con le donne che subiscono l'ira repressa di certi uomini, lo trovo azzeccato ed efficace.

Inoltre "Il manifesto strumentalizza il simbolo della cristianità". Ma un simbolo ha proprio questa funzione: simboleggiare qualcosa ed essere utilizzato per indicare qualcos'altro. Se non fosse così, il crocifisso diventerebbe soltanto la mera rappresentazione di un cadavere.

2
17 Nov 2008
alle 10:42

Matteo Failla

Le motivazioni:

«Perché rispondere alla violenza con violenza?», domanda Cadeo. Una questione anche di decoro. La pensa così anche il capogruppo di An, Carlo Fidanza: «Il manifesto strumentalizza il simbolo della cristianità. In una città dove giustamente si sanziona chi viola il decoro pubblico, è giusto opporsi a questo tipo di campagne».

1
17 Nov 2008
alle 10:40

LadyDietrich

Mi piacerebbe sapere quali sono state le motivazioni che hanno spinto l'Autorità di Controllo a bloccare la diffusione di questo manifesto pubblicitario...talvolta le motivazioni avanzate per censurare uno spot sono più curiose,più scioccanti della pubblicità stessa (penso per esempio a quella di Rocco Siffredi e le sue patatine)...

Ti dico la verità Matte...a me questo manifesto pubblicitario non piace...capisco che dietro a quella foto c'è una squadra di consulenti che avranno più competenze della sottoscritta però da profana trovo che l'immagine sia troppo ambigua,poco diretta,che si presta ad essere interpretata in più modi...un ambiguità ridimensionata grazie alle parti scritte che in questo caso funzionano da vera e propria didascalia..

Io quando ho visto il manifesto,chiaramente prima di leggere l'intestazione iniziale, pensavo che si affrontasse di nuovo il problema spinoso dell'anoressia..dopo la ben nota censura che colpì (non a torto) quella famosa pubblicità di Oliviero Toscani

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