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Anno Zero, Santoro e il "processo" a Totò Cuffaro: legittimo

Matteo Failla avatar Venerdì 1 Febbraio 2008, 10:56 in Attualità, La tv che vale, Prima serata di Matteo Failla
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UPDATE 18.00: Per la cronaca qui trovate la famosa intervista a Totò Cuffaro fatta da Pierluigi Diaco, quella a cui faceva riferimento ieri sera il simpatico Vietti.

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L'inchiesta La Mafia è Bianca finalmente è approdata in tv, ad Anno Zero. Pensate che il 15 novembre del 2005 ('mmazza quanta acqua sotto i ponti) vi consigliavo l'acquisto di questo documentario sullo scandalo sanità in Sicilia.

Protagonista della vicenda Salvatore Totò Cuffaro, ex-presidente della Regione Sicilia condannato a 5 anni per favoreggiamento giusto pochi giorni fa (si è poi dimesso, ma solo per potersi ripresentare al Senato nelle prossime elezioni, non crediate). Scrivevo ai tempi:

Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini, ex-inviati della trasmissione di Santoro Sciuscià, hanno appena pubblicato un’inchiesta sulla nuova stagione di Cosa Nostra nel libro/dvd “La mafia è bianca” (Bursenza filtro, 2005, euro 19,50). 
Consiglio di comprarlo, vi aprirà gli occhi su tanti protagonisti della politica siciliana, e non solo. Non smetterò mai di ripeterlo: questa è la tv che vorrei vedere in prima serata
.

Come ben saprete questa inchiesta è stata bloccata più volte - nessuno era ancora riuscito a trasmetterla, nemmeno Sky (non è vero, sono andato a controllare e l'hanno trasmessa alle 23.00 del 19 luglio 2006) - grazie ai legali di Cuffaro.

Michele Santoro c'è riuscito, nonostante la diffida dei legali di Totò, e finalmente una tragica fetta di Sicilia che vive di collusioni tra politica e mafia è arrivata agli occhi di tanti ignari telespettatori. 

In quel famoso post del 15 novembre scrivevo anche:

Michele Santoro è un fazioso, è vero, ma lo è alla luce del giorno. Emilio Fede è un fazioso, è vero, ma lo è alla luce del giorno. Il pericolo – in televisione - viene piuttosto da coloro che si mascherano da imparziali (e di questo parlerò in un altro post).

E’ inevitabile che la tv sia a volte partigiana, è inevitabile che un giornalista, per quanto bravo ed obiettivo, non abbia un minimo di faziosità congenita: se non altro perché ha un cervello che discerne il giusto dallo sbagliato ed agisce di conseguenza, pur facendolo sulla base di un suo personale giudizio. C’è una deontologia professionale da seguire, è vero anche questo, ma è facilmente impugnabile a piacimento.
Ma torniamo a Michele Santoro: può essere fazioso ed antipatico, ma ha sempre avuto il merito di attorniarsi di una squadra di giornalisti con “due palle così”: bravi, informati, capaci, con il gusto per l'inchiesta giornalistica di un certo valore.

Totò Cuffaro, lo saprete, che aveva chiesto di rinviare la trasmissione di una settimana per poter essere presente ad Anno Zero durante la proiezione dell'inchiesta. Non prendiamoci per il culo, Santoro aveva invitato Totò Cuffaro settimane prima, ma lui aveva detto di essere indisponibile.

Solo pochi giorni prima, in pieno scandalo dimissioni, ha tentato di mettere sul tavolo una carta che tutti avrebbero utilizzato: faccio finta di voler partecipare, chiedo di spostare la puntata - tanto si sapeva bene che non sarebbe stato possibile per ovvie ragioni logictiche - così, al primo cenno di riposta negativa da parte di Santoro, posso parlare di complotto e di un Anno Zero che non permette il contraddittorio, mettendo in cattiva luce il prevedibile processo mediatico che quei malandrini stanno organizzando.

Sono dalla parte di Santoro, è stato giusto mandare in onda la trasmissione seguendo la propria scaletta, anche perchè Michele Vietti, vicesegretario dell'Udc, ha fatto la sua parte nel contraddittorio.

Grande delusione invece per quanto riguarda Marco Travaglio, che ha dimostrato di non essere in grado di reggere un contraddittorio: incalzato da Vietti si è subito innervosito, evitando il confronto. Da lì in poi le sue accuse sono risultate meno convincenti.

Insomma, Travaglio è bravissimo a parlare al suo pubblico giustizialista, ma non è in grado di dialogare con la controparte: peccato, sarebbe stata l'occasione giusta per fugare i dubbi che gravano su di lui quando si parla di contraddittori.

41
41 commenti
41
04 Feb 2008
alle 14:05

Giorgio Baù

Non sono d'accordo sul fatto che travaglio sia stato messo in difficoltà da Vietti. Il rappresentante dell'UDC ha utilizzato un vecchio metodo quando non si hanno argomentazioni valide a supporto della propria idea ovvero spostare l'argomento su altro (lo dimostra che per prima cosa ha attaccato la trasmissione Santoro e Travaglio stesso); per operare bene in questo suo obiettivo ha usato la tecnica del "disturbo" da vero maleducato. Tutti hanno ascoltato e lasciato parlare tutti solo lui si è posto al di sopra di questa regola. L'unica trasmissione che ricordo in cui si sono accavallate così tanto le voci è il Processo di Biscardi.

Se mai ho trovato in difficoltà Vietti quando gli è stato chiesto se Cuffaro fosse eleggibile per il Parlamento. 

40
02 Feb 2008
alle 20:34

Pasquale

Il rigore. Mi colpisce il rigore con cui Travaglio affronta gli argomenti. Il tentativo di togliergli la parola, in parte riuscito, non è un suo demerito. Ritengo che sia stato vittia di un'aggressione stupida, che tutti sapranno giudicare. Vai. Sei forte. E non hai bisogno che te lo dico. Spero che la smettano di darvi problemi. Travaglio è contro tutte "le prime donne" di questa repubblica cosiddetta democratica. Permettergli di parlare per raccontare quello che sa è un segno di civiltà di cui sono in molti ad avere paura.

39
02 Feb 2008
alle 11:31

Cesare Palma

finiamola con il classico ipergarantismo tutto italiano!!! Cuffaro è stato già condannato in primo grado e grazie ad Annozero abbiamo avuto la possibilità di sapere qualcosa in più. Questo si chiama giornalismo. Il vero problema è che nel nostro Paese, non siamo ancora abituati al VERO giornalismo. Altro che "processi mediatici". In Italia quando quei pochi ci dicono cose taciute o mal celate succede sempre un casino. Perchè? Pensate alla trasmissione della Gabanelli sulla mafia, tanto per fare un esempio. Siamo il Paese del "questo non si dice ma si fa"...

38
02 Feb 2008
alle 11:03

darth wanax

Alessandro, vuoi dire che hai votato per Cesa? Ma hai idea di chi è Cesa?

37
01 Feb 2008
alle 21:58

Alessandro

Ma perchè parlate di Travaglio?!? Il fatto è un altro....

Cuffaro è un mafioso STOP punto....! e non lo dice Travaglio ne Santoro.. ma le intercettazioni che abbiamo sentito... cosa volete di più?!? Ah vero processo mediatico... diritto di replica.... e cosa si vuole replicare?!?! erano abbastanza chiare le telefonate... e non capisco ancora come fanno a difenderlo...!

Specifico che non sono un comunista o chissa che.. anzi dirò di più.. ho votato per l'udc alle ultime elezioni Nazionali, non in quelle regionali visto l elemento......!!

36
01 Feb 2008
alle 21:28

gaetano maruca

 

La Giustizia e Gaetano Maruca

http.//utenti.lycos.it/gmaruca1/index.html

35
01 Feb 2008
alle 21:25

gaetano maruca

E' diventato di moda usare l'espressione "processo mediatico".

Il processo si svolge in trbunale con tre figure: giudice, Pubblico ministero, avvocati.

In teoria ....ma l'avvocato, parlo del mio caso, se ne infischia del cliente .....parla col giudice  e col PM e cerca di convincere il cliente della bontà della sua impostazione...

io ho trovato tutti i miei avvocati in processi diversi che avevano preso impegni col PM o col giudice.io ero diventato un pupo siciliano nelle loro mani...

Il processo mediatico porta a galla fatti che altrimenti sarebbero rimasti nei faldoni e nessuno potrebbe venire a conoscenza.

Un processo mediatico, sempre legittimo, che si basa su fatti inoppugnabili dà fastidio a qualcuno che vorrebbe che gli schelretri restino negli armadi.

Ho realizzato un sito un sito intitolato "La Giustizia e Gaetano Maruca" per far uscire dagli armadi gli scheletri!!!

e

34
01 Feb 2008
alle 20:07

beppe

ragazzi,intanto scusate per la ripetizione dei miei post precedenti, non so cosa sia successo al mio browser. Comunque, Giovanni, volevo puntualizzare che ieri sera Travaglio non stava leggendo gli atti dell'accusa, ma delle dichiarazioni messe a verbale dello stesso Cuffaro, che non avrebbe dunque potuto smentirle se anche fosse stato presente in studio. Voleva porre il problema di come si debba giudicare politicamente un personaggio che fa quel tipo di dichiarazioni. Quindi nessun processo, solo informazione e opinione, giusto? In questo link forse si capisce meglio il concetto

http://www.addiopizzo.org/news.asp?id_news=35

A questo avrebbe dovuto rispondere Vietti; ma non l'ha fatto, grazie alla tecnica della sopraffazione. Il contraddittorio e' tutta un'altra cosa. Travaglio ha dimostrato anche troppa signorilita' in questo frangente. Magari lo si critichi per altre cose, ma non per questo.

33
01 Feb 2008
alle 20:04

creosoto

renato: certo che è legittimo che travaglio si arricchisca con la sua bravura. io volevo solo ricordare che travaglio non ormai solo un giornalista, ma è anche - e consapevolmente - un personaggio televisivo. un personaggio che funziona. buon per lui. io dico solo di stare attenti e non prendere le sue parole come oro colato, perchè travaglio ormai si comporta molto da personaggio, e in quello che dice c'è sempre meno amore per la ricerca della verità, e sempre più personalismo. quindi per me non è vero - come dici tu - che travaglio non si preoccupa di apparire. tutt'altro.

a tutti vorrei ricordare che non basta leggere degli stralci di dichiarazioni dalle carte processuali per fare informazione oggettiva. fortunatamente, i giudici non giudicano sulla base di 4 frasi a forte effetto televisivo, ma sulla base di pagine e pagine di atti. per il resto, io mi chiedo una cosa: cuffaro è sotto processo, non si è mai negato ai giudici, ha avuto già una sentenza, si è dimesso dalla carica che rivestiva. mi pare che la giustizia stia facendo il suo corso. quello di santoro e travaglio mi pare un pò un dare addosso a un imputato che - comunque sia - accetta le decisioni dei giudici.

due giorni fa berlusconi è stato assolto perchè si è cancellato il reato di cui era accusato. processo mediatico per processo mediatico, avrei preferito che si parlasse di questo scandalo da regime sudamericano, piuttosto che del cicciottello palermitano.

32
01 Feb 2008
alle 20:00

beppe

il problema e' che mentre santoro e travaglio chiedevano una risposta sulla responsabilita' politica dei partiti che candidano gente su cui gravano sospetti di mafia (e' questo e' un dato di fatto, i sospetti ci sono per Cuffaro), la bonino e vietti mistificavano (la bonino forse inconsapevolemte, vietti invece per una chiara strategia) e dicevano che si stava facendo un processo a cuffaro. E no! Travaglio leggeva dichiarazioni ormai pubbliche dello stesso cuffaro, dalle quali emergeva la consapevolezza di cuffaro quando trattava con gente che aveva avuto problemi di mafia. Il fine non era convincere la gente che Cuffaro fosse colpevole (la colpevolezza sarebbe la rivelazione della presenza delle cimici a Guttadauro, d'altra parte c'e' una sentenza di condanna di primo grado, ma bisogna attendere la cassazione); era di chiedere se fosse un atteggiamento rassicurante per degli elettori sapere che il proprio partito candidi gente che ritiene di trattare in politica CONSAPEVOLMENTE con persone che hanno avuto problemi di mafia. Se gli si fosse lasciato lo spazio di esprimere questo semplice concetto, vietti avrebbe dovuto rispondere e sarebbe stato in forte difficolta' evidentemente. Per questo interrompeva non nel merito, ma per creare confusione e cambiare discorso (cosi come alla fine ha interrotto e parlato sopra a quel ragazzo che aveva organizzato la manifestazione per le dimissioni di Cuffaro parlando di Orlando e delle accuse che ai tempi mosse a Falcone). Questo non e' contraddittorio, ed e' normale che Travaglio si innervosisse e chiedesse di finire di parlare; ma non gli si voleva fare esprimere il concetto. Io l'ho capito a stento, considerando la confusione che s'e' creata, l'ho capito perche' avendo gia' seguito la vicenda e conoscendo la sua opinione sapevo dove voleva andare a parare Travaglio; ma certamente la caciara che si e' creata, con Santoro costretto a stringere i tempi pure per Travaglio, ha fatto si che molti dei telespettatori non capissero. E comunque alla fine vietti non ha risposto; ottenendo esattamente il suo scopo. Era pura strategia, altro che contraddittorio, altro che processo. Pensiamoci (magari rivedendo la parte 'incriminata' della trasmissione)

31
01 Feb 2008
alle 19:45

caracalla

santò, comincia a girarti male eh? strunz

30
01 Feb 2008
alle 19:41

Renato

Giovanni, mi dispiace vederti trascendere.. poteva essere interessante discutere ma si sa, chi non ha argomenti aggredisce.. ma quale tifoseria.. forse ancora non ti è chiaro che si tratta di una lettura di atti pubblici.. che poi ci si mette un pò di malizia di certo non guasta.. incivile è per me vedere un tg che fa terrorismo informatico, incivile è accanirsi con le ricostruzioni ossessive sui delitti famosi e incivile è non potersi informare bene nella lotta alla mafia e ai politici corrotti. Cuffaro se voleva essere presente lo avrebbe fatto,non fate gli ingenui..

29
01 Feb 2008
alle 19:36

beppe

il problema e' che mentre santoro e travaglio chiedevano una risposta sulla responsabilita' politica dei partiti che candidano gente su cui gravano sospetti di mafia (e' questo e' un dato di fatto, i sospetti ci sono per Cuffaro), la bonino e vietti mistificavano (la bonino forse inconsapevolemte, vietti invece per una chiara strategia) e dicevano che si stava facendo un processo a cuffaro. E no! Travaglio leggeva dichiarazioni ormai pubbliche dello stesso cuffaro, dalle quali emergeva la consapevolezza di cuffaro quando trattava con gente che aveva avuto problemi di mafia. Il fine non era convincere la gente che Cuffaro fosse colpevole (la colpevolezza sarebbe la rivelazione della presenza delle cimici a Guttadauro, d'altra parte c'e' una sentenza di condanna di primo grado, ma bisogna attendere la cassazione); era di chiedere se fosse un atteggiamento rassicurante per degli elettori sapere che il proprio partito candidi gente che ritiene di trattare in politica CONSAPEVOLMENTE con persone che hanno avuto problemi di mafia. Se gli si fosse lasciato lo spazio di esprimere questo semplice concetto, vietti avrebbe dovuto rispondere e sarebbe stato in forte difficolta' evidentemente. Per questo interrompeva non nel merito, ma per creare confusione e cambiare discorso (cosi come alla fine ha interrotto e parlato sopra a quel ragazzo che aveva organizzato la manifestazione per le dimissioni di Cuffaro parlando di Orlando e delle accuse che ai tempi mosse a Falcone). Questo non e' contraddittorio, ed e' normale che Travaglio si innervosisse e chiedesse di finire di parlare; ma non gli si voleva fare esprimere il concetto. Io l'ho capito a stento, considerando la confusione che s'e' creata, l'ho capito perche' avendo gia' seguito la vicenda e conoscendo la sua opinione sapevo dove voleva andare a parare Travaglio; ma certamente la caciara che si e' creata, con Santoro costretto a stringere i tempi pure per Travaglio, ha fatto si che molti dei telespettatori non capissero. E comunque alla fine vietti non ha risposto; ottenendo esattamente il suo scopo. Era pura strategia, altro che contraddittorio, altro che processo. Pensiamoci (magari rivedendo la parte 'incriminata' della trasmissione)

28
01 Feb 2008
alle 19:34

Lorenzo

X GIOVANNI ore 19:07

Scusami ma devi sapere una cosa importante: Travaglio non legge gli atti dell'accusa ma LE SENTENZE. E ci sono sentenze definitive che qualificano i personaggi con i quali si incontrava Cuffaro come mafiosi. E ieri sera Cuffaro non era lì ad anno zero semplicemente perchè NON CI E' VOLUTO ANDARE. Secondo me ha commesso un errore, in quanto ha dimostrato di temere il confronto e anche perchè il suo "difensore", on. Vietti, lo ha difeso parlando di Bassolino e della Campania...  Tutto ciò a prescindere dalle tifoserie.

27
01 Feb 2008
alle 19:07

giovanni

vedo che la partigianeria offusca la ragione: travaglio dice sempre la verità.. Caspita, che assioma categorico! In italia ce n'é già stato qualcuno che diceva sempre la verità. E non ha fatto una bella fine. Soprattutto non l'ha fatta fare agli italiani,  che, di loro,  hanno questa naturale inclinazione a individuare portatori di verità assolute.

La metafora del sole che gira intorno alla terra non c'entra una beneamata fava!

Travaglio non descrive il moto degli gli astri ma legge degli atti. Legge, appunto,  però solo quelli che decide lui ovvero quelli d'accusa. Ma non ha nessuno che gli si contrapponga ad armi pari: UN PO' TROPPO FACILE! O no?

Non so, francamente, se cuffaro disponesse di altri atti e di altri fatti con cui confutare la requisitoria travagliesca. Ma il problema, appunto, é quello; non lo so. E non lo so perchè lì non c'era nè lui nè un suo "avvocato" difensore  con le conoscenze e il materiale processuale idoneo a controbattere  travaglio. I processi sommari sono degni delle dittature.  Chiunque sia l'imputato. Per quanto possano fare schifo cuffaro, vietti, l'udc ecc., una trasmissione del genere impostata in maniera così unilaterale rimane un fatto incivile. So, comunque, che sono parole al vento quando vige la logica della tifoseria. Per di più fanaticamente tetragona a difendere il proprio  guru.  

26
01 Feb 2008
alle 18:47

Fra

Sono d'accordo anche io con quantyo fatto da Santoro, e a chi dice che i processi non si fanno in tv (vedi ad es Vietti) ha risposto Travaglio: hanno fatto 200 puntate su Cogne, una su Cuffaro ci può stare (obbiettivamente è anche un po' più interessante) 

Il problema di travaglio è che è un giornalista, non un politico, non credo sia abituato a vociare più del suo interlocutore per farsi sentire  e si innervosisce se gli parlano sopra, giustamente.

25
01 Feb 2008
alle 18:45

emaaabaardoo

vorrei aggiungere due considerazioni alle molte che avete fatto.

Primo, si è diffusa l'idea per cui, se uno dice che la terra gira attorno al sole, allora - per contraddittorio - occorre mettergli davanti uno che dice che è il sole che gira attorno alla terra. Che pluralismo volete che crei una tragedia epistemologica di questa portata, che favorisce la sistematica confusione fra fatti testabili/confutabili empiricamente e interpretazioni?

Secondo. La presunzione di innocenza è un diritto fondamentale. Ma il problema è un altro. Immaginiamo che a un certo punto scoprite che la babysitter di vostro figlio è stata rinviata a giudizio per pedofilia. Che fate? Aspettate il terzo grado prima di darle in ben servito, supponendo che sia ancora libera? Non credo. Intanto ve ne prendete un'altra (e magari sarete anche più attenti sulle referenze). Poi si vedrà. E questo si chiama principio di precauzione, non giustizialismo.

 

 

 

 

 

24
01 Feb 2008
alle 18:27
23
01 Feb 2008
alle 18:18

Renato

creosoto,non credo che sia un peccato entrare nel jetset.. e se si sia arricchito buon per lui, ma almeno lo fa Onestamente e in modo Onorevole.

Zen,dici che deve,deve,deve.... ma mica siamo noi a decidere per lui..? E' così, ti può garbare o meno, ma è così e se ha delle pecche ancora meglio.. io diffido di quelli perfetti, o che tali si dichiarano (vedi lo psiconano..). Il libro rappresenta una ricostruzione documentata e visto che Travaglio non possiede ne potere e ne finanze come altri che si fanno le leggi a favore credo abbia aggiunto molto materiale onde evitare di dover dimostrare le tesi sostenute.

giovanni, non si discute del processo ma del dibattito al documentario che "documenta" e narra di atti pubblici e quindi accessibili a chiunque(la legge..). Si chiama Travaglio, ma potrebbe essere chiunque altro a raccontare.. l'importante è capire "tra le righe", oppure si può sciegliere di non vedere.. ma poi quali fans, ci mancherebbe altro..

Quoto Lorenzo, Beppe e Marco al 100%

22
01 Feb 2008
alle 18:16

Andrea Massaro

Scusate, non ho il tempo di leggere tutti i commenti perchè vado di fretta, ma tenevo a dire che non sono pienamente d'accordo con te Matteo.

Travaglio è si un bravo giornalista giustizialista, ma non venirmi a dire che non sa reggere il confronto! Su youtube trovi tanti video di Travaglio che si confronta con altri politici o giornalisti con un vero e proprio contraddittorio.

Non facciamo di una singola manifestata intolleranza verso Vietti (che ieri ha rotto le scatole a tutti... non se ne poteva verametne più, faccio notare che anche il ragazzo siciliano che ha fatto lo scipero della fame per tre giorni come azione dimostrativa per chiedere le dimissioni di Cuffaro si è innervosito abbastanza) un giudizio assoluto sulla capacità di contradditorio di Travaglio.

Non ha ribattuto per evitare altre scenate e raccontare i FATTI, come del resto ha sempre fatto. (scusate il gioco di parole) 

21
01 Feb 2008
alle 18:09

Marco

Per quanto riguarda l'accusa di processo mediatico che viene continuamente rivolta alla trasmissione di Santoro vorrei solo sottolineare che la puntata non era centrata sulla questione giudiziaria di Cuffaro, ma sulla questione morale. Santoro, ed ancora di più Travaglio, non hanno celebrato un processo in diretta condanando un imputato assente (anche se ben difeso dallo starnazzare incontinente di Michele Vietti) ma hanno proposto informazioni vere anche (ma non solo) provenienti da atti giudiziari, chiedendosi se fosse moralmente opportuna la presenza di Cuffaro in politica, indipendentemente dal giudizio (peraltro non definitivo) dei magistrati. Il fatto che le informazioni utilizzate fossero provenienti da atti giudiziari dovrebbe testimoniarne la veridicità, e non essere impugnato per rivolgere l'accusa infondata di "fare un processo mediatico". 

20
01 Feb 2008
alle 18:05

beppe

il problema e' che mentre santoro e travaglio chiedevano una risposta sulla responsabilita' politica dei partiti che candidano gente su cui gravano sospetti di mafia (e' questo e' un dato di fatto, i sospetti ci sono per Cuffaro), la bonino e vietti mistificavano (la bonino forse inconsapevolemte, vietti invece per una chiara strategia) e dicevano che si stava facendo un processo a cuffaro. E no! Travaglio leggeva dichiarazioni ormai pubbliche dello stesso cuffaro, dalle quali emergeva la consapevolezza di cuffaro quando trattava con gente che aveva avuto problemi di mafia. Il fine non era convincere la gente che Cuffaro fosse colpevole (la colpevolezza sarebbe la rivelazione della presenza delle cimici a Guttadauro, d'altra parte c'e' una sentenza di condanna di primo grado, ma bisogna attendere la cassazione); era di chiedere se fosse un atteggiamento rassicurante per degli elettori sapere che il proprio partito candidi gente che ritiene di trattare in politica CONSAPEVOLMENTE con persone che hanno avuto problemi di mafia. Se gli si fosse lasciato lo spazio di esprimere questo semplice concetto, vietti avrebbe dovuto rispondere e sarebbe stato in forte difficolta' evidentemente. Per questo interrompeva non nel merito, ma per creare confusione e cambiare discorso (cosi come alla fine ha interrotto e parlato sopra a quel ragazzo che aveva organizzato la manifestazione per le dimissioni di Cuffaro parlando di Orlando e delle accuse che ai tempi mosse a Falcone). Questo non e' contraddittorio, ed e' normale che Travaglio si innervosisse e chiedesse di finire di parlare; ma non gli si voleva fare esprimere il concetto. Io l'ho capito a stento, considerando la confusione che s'e' creata, l'ho capito perche' avendo gia' seguito la vicenda e conoscendo la sua opinione sapevo dove voleva andare a parare Travaglio; ma certamente la caciara che si e' creata, con Santoro costretto a stringere i tempi pure per Travaglio, ha fatto si che molti dei telespettatori non capissero. E comunque alla fine vietti non ha risposto; ottenendo esattamente il suo scopo. Era pura strategia, altro che contraddittorio, altro che processo. Pensiamoci (magari rivedendo la parte 'incriminata' della trasmissione)

19
01 Feb 2008
alle 18:03

beppe

il problema e' che mentre santoro e travaglio chiedevano una risposta sulla responsabilita' politica dei partiti che candidano gente su cui gravano sospetti di mafia (e' questo e' un dato di fatto, i sospetti ci sono per Cuffaro), la bonino e vietti mistificavano (la bonino forse inconsapevolemte, vietti invece per una chiara strategia) e dicevano che si stava facendo un processo a cuffaro. E no! Travaglio leggeva dichiarazioni ormai pubbliche dello stesso cuffaro, dalle quali emergeva la consapevolezza di cuffaro quando trattava con gente che aveva avuto problemi di mafia. Il fine non era convincere la gente che Cuffaro fosse colpevole (la colpevolezza sarebbe la rivelazione della presenza delle cimici a Guttadauro, d'altra parte c'e' una sentenza di condanna di primo grado, ma bisogna attendere la cassazione); era di chiedere se fosse un atteggiamento rassicurante per degli elettori sapere che il proprio partito candidi gente che ritiene di trattare in politica CONSAPEVOLMENTE con persone che hanno avuto problemi di mafia. Se gli si fosse lasciato lo spazio di esprimere questo semplice concetto, vietti avrebbe dovuto rispondere e sarebbe stato in forte difficolta' evidentemente. Per questo interrompeva non nel merito, ma per creare confusione e cambiare discorso (cosi come alla fine ha interrotto e parlato sopra a quel ragazzo che aveva organizzato la manifestazione per le dimissioni di Cuffaro parlando di Orlando e delle accuse che ai tempi mosse a Falcone). Questo non e' contraddittorio, ed e' normale che Travaglio si innervosisse e chiedesse di finire di parlare; ma non gli si voleva fare esprimere il concetto. Io l'ho capito a stento, considerando la confusione che s'e' creata, l'ho capito perche' avendo gia' seguito la vicenda e conoscendo la sua opinione sapevo dove voleva andare a parare Travaglio; ma certamente la caciara che si e' creata, con Santoro costretto a stringere i tempi pure per Travaglio, ha fatto si che molti dei telespettatori non capissero. E comunque alla fine vietti non ha risposto; ottenendo esattamente il suo scopo. Era pura strategia, altro che contraddittorio, altro che processo. Pensiamoci (magari rivedendo la parte 'incriminata' della trasmissione)

18
01 Feb 2008
alle 17:28

Lorenzo

"Travaglio è bravissimo a parlare al suo pubblico giustizialista, ma non è in grado di dialogare con la controparte: peccato, sarebbe stata l'occasione giusta per fugare i dubbi che gravano su di lui quando si parla di contraddittori".

 

Io ho visto Anno Zero ieri sera, e Travaglio non ha fatto altro che leggere delle carte così come tutte le altre volte. Può piacere o non piacere, sembrare simpatico o antipatico, fazioso o equilibrato, il discorso secondo me è un altro:

1) Travaglio non racconta mai balle. Ieri sera ha semplicemente elencato i precedenti penali di Guttadauro e le dichiarazioni fatte da Cuffaro ai giudici;

2) Vietti non ha affatto "incalzato" Travaglio, bensì ha cercato due volte di cambiare discorso e Travaglio gli ha risposto, giustamente seccato, che in quel momento toccava a lui parlare;

3) "Giustizialista" è una parola grammaticalmente oscena che non si traduce in nessuna altra lingua. Il vocabolo corretto sarebbe semmai "colpevolista" che si contrappone a "innocentista" o "garantista".

Personalmente non ci trovo niente di scandaloso nel chiedere che venga fatta giustizia. E sarà un atto di giustizia anche una eventuale assoluzione di Cuffaro in secondo grado. Io non sono l'avvocato di Travaglio, ma non mi pare proprio che questi abbia fatto delle accuse a qualcuno. Dire che le persone con cui si incontra Cuffaro sono dei pericolosi mafiosi non è un'accusa, è un fatto, punto e basta. La gente poi, autonomamente, si fa un'opinione su tale fatto. Ma forse il problema è proprio questo. E' meglio che la gente non conosca certi fatti, potrebbe farsi delle opinioni pericolose...

17
01 Feb 2008
alle 17:27

LadyDietrich

Giovanni..ma cosa stai farneticando??Se è vero che la nostra Costituzione recita "la sovranità appartiene al popolo" e se è vero che viviamo in un sistema democratico è buona regola (etica ancor prima che civile) che i politici, i governanti...tutti coloro che dovrebbero rappresentarci siano resi responsabili di fronte ai cittadini ...che debbano rispondere del loro operato...soprattutto delle nefandezze..senza contare poi le tante "prerogative irrinunciabili" che tutelano l'indipendenza dei loro mandati,i tanti privilegi personali... Le concessionarie televisive dovrebbero incentivare programmi come Anno Zero ossia tutte quelle trasmissioni che funzionano da collante tra politici ed elettori...dove al parlamentare di turno non si da la possibilità di confezionare la scaletta o peggio ancora di trasformare lo studio televisivo in un palco per i comizi...ma si limitano ad informare (sia pur parzialmente e sottolineo) il cittadino

Sono convinta poi che l'attività del giornalista non sia mai neutrale,i fatti che vengono riferiti sono sempre influenzati dalle opinioni del cronista...(quindi la lista dei Santoro e di Fede si allunga notevolmente) ma è qui che subentra l'importanza del contraltare.....ma parlare di "processo" mi sembra eccessivo..perchè il mezzo televisivo non può offrire un accesso immediato,integrale e diretto alle fonti di conoscenza che portano poi al giudizio...alla fine della fiera la pena è irrogata dal giudice mica da Travaglio.

16
01 Feb 2008
alle 16:28

giovanni

Paola, manfrina o non manfrina é intangibile diritto di chiunque (anche del peggio delinquente) non essere processato (per di più di fronte a milioni di persone) in sua assenza. E' un principio minimo di civiltà. Minimo. Se poi c'è uno che ti fa una requisitoria contro, verbali alla mano alla perfetta stregua di un PM (come ha fatto travaglio) hai diritto che un altro, che conosca altrettanto bene il processo, possa difenderti con il medesimo spazio a disposizione. Il resto é barbarie. Che fa piacere a chi, a prescindere, vuole veder sputtanato il "nemico". Ma nuoce e assai a livello di regole di civile convivenza. E quando saltano quelle, prima o poi sono guai per tutti. Anche dei fans di travaglio..

15
01 Feb 2008
alle 15:21

Zen

Ho visto Travaglio con la faccia da maestrina acida ieri sera. Peccato, ha gli argomenti per smontare qualunque politico. Però non deve fare la primadonna, deve invece imparare a replicare senza infervorarsi. Ieri mi dava l'impressione di aver dimenticato la poesia a memoria...

Un giornalista che pubblica un libro di 600 pagine (o giù di lì) non ha scritto un libro, ma una Garzantina. Travaglio si sente investito della sacra missione di leggere le carte processuali.  Ottima idea, ma i suoi libri sono illeggibili. Sono da consultare come un'enciclopedia, e non da leggere di seguito. La televisione non è la carta stampata, i monologhi non sono ammessi.

14
01 Feb 2008
alle 14:56

creosoto

Renato, capisco che ti piace Travaglio, e anche a me non dispiace.. però cadere così dalle nuvole e pensare che travaglio non abbia interessi a entrare nel jet set mi pare troppo. innanzitutto, dall'ospitata di luttazzi ad oggi, il suo conto in banca sarà almeno decuplicato. è diventato una firma di lusso. alcune amiche mie se lo tromberebbero subito, manco fosse una rockstar. l'altra volta l'ho visto a quelli che il calcio mentre partecipava a un siparietto comico con la ventura e - mi pare - lory del santo, o qualcosa del genere.

una volta entrati nel jet set, le differenze fra le persone si assottigliano. e il jet set oggi non è composto solo da attori attrici e vallette, ma anche da politici, giornalisti, intellettuali, e via discorrendo. ah, e da travaglio...

 

13
01 Feb 2008
alle 14:45

Paola

E meno male che c'è un Travaglio che ci legge gli atti processuali, altrimenti non ce li leggerebbe nessuno. Per quanto riguarda la richiesta di Cuffaro di partecipare alla trasmissione (rispondo a Giovanni) era tutta una messa in scena per poi gridare al complotto in quanto mai e poi mai avrebbe realmente partecipato ad Anno Zero di fronte ad un giornalista vero come Santoro con cui non avrebbe mai potuto concordare le domande (vedi Vespa, Liguori, Fede e compagnia bella...)

12
01 Feb 2008
alle 14:14

giovanni

Chiunque abbia visto la trasmissione non può non ammettere, se ha un minimo di onestà intelettuale, che si é trattato di un vero e proprio processo. Con tanto di lettura integrale degli atti d0'indagine. Travaglio non ha fatto (e non fa in genere)  altro che sciorinare la parte del Pubblico Ministero (con gli attti che la procura gli fornisce) con un maggiore appeal mediatico e con linguaggio più brillante. si da il caso, però, che se c'é un pubblico ministero debba esserci, necessariamente, un difensore e, se lo chiede (e cuffaro l'aveva chiesto..), anche l'imputato. e' un principio di civiltà minimale. punto. il resto é tifoseria politica.

11
01 Feb 2008
alle 14:12

Avanguard

Ho detto che è bravo. Se fossi convinto che copre qualcuno non potrei mai pensare bene di lui. Ho solo detto che fatica a reggere il confronto e che attacca meglio e con molta più veemenza la destra della sinistra. Trovo pericoloso mitizzare un personaggio anche quando si tratta di un giornalista capace come lui. Capace ma non privo di pecche.

10
01 Feb 2008
alle 13:59

Renato

Furbo? E per quale interesse? Siamo talmente accerchiati da politici furbi che stiamo in allerta?E cosa dovrebbe dire di male?E quale parte politica copre?

9
01 Feb 2008
alle 13:26

Avanguard

No, per carità Travaglio è bravo, bravissimo ma non facciamone un santino. Dice cose giuste, dice cose vere documentandole peraltro ma è furbo. Ormai ha capito come viene percepito dal pubblico e cosa il pubblico si aspetta da lui. Fatica però a confrontarsi e a parlare male della parte politica da lui prediletta anche quando sarebbe il caso di farlo.

8
01 Feb 2008
alle 13:14

Renato

Aggiungo: Travaglio non si preoccupa certo di apparire dovendo zittire qualcuno solo per accattivarsi il pubblico, e cerca di essere coerente dimostrando con i fatti i suoi argomenti. Coerenza, un valore assai raro nella classe politica attuale preoccupata solo a conquistare comode poltrone.

7
01 Feb 2008
alle 12:55

Matteo Failla

Sono d'accordo Renato, Travaglio l'ho sempre difeso.

6
01 Feb 2008
alle 12:54

Matteo Failla

Hai ragione, il rigore di Travaglio è da lodare; peccato sia utopico in una tv fatta di sovrapposizione di voci. Il problema è che l'arroganza televisiva spesso viene letta come forza, la mancata risposta da parte della persona che subisce l'aggressione, invece, una mancanza di argomentazioni.

Anche perchè, diciamola tutta, Travaglio non stava zitto: reagiva alle provocazioni chiedendo il suo spazio e alimentando la caciara. Tanto che è stato ripreso anche da Santoro. Una risposta secca e argomentata alle dichiarazioni di Vietti sarebbe stata l'arma vincente.

5
01 Feb 2008
alle 12:53

Renato

Vabbè, comunque sia credo che Travaglio è (prutroppo) l'unico a "illuminarci" sui fatti reali. Per il resto è cosa nota che viviamo in un paese dove la libertà d'informazione è sempre più in decrescita e non a caso nella classifica mondiale stiamo agl'ultimi posti. Credo che nessuno debba giudicare prima di pubbliche sentenze legali, ma si possono almeno raccontare i fatti? Tanto più dopo che ci sia stata una sentenza in primo grado. Non si tratta di essere giustizialisti ma cittadini stanchi di essere presi pe i fondelli e vittime di queste lobby politiche che controllano tutto e male e troppo spesso itrecciano affari con la malavita.

4
01 Feb 2008
alle 12:50

creosoto

D'accordissimo su Travaglio: si prepara le sue oratorie a memoria, le infarcisce di battutine sapienti per renderle ancora più accattivanti, e poi va in scena col suo monologo brillante.

dico subito che lungi da me prendere le parti di cuffaro, o di de magistris, o della forleo, o di dell'utri, o di chiunque altro. la libertà di informazione è fondamentale. e la messa in onda de "la mafia bianca" è una grande conquista. però, io vorrei fare una riflessione più ampia, se mi permetti. in questo paese si dà ormai per scontato che le leggi e le riforme istituzionali si discutano da vespa, e che i processi ai politici si facciano da santoro. l'italia è allo sbando, e la gente è ala disperata ricerca di persone a cui credere. e quando crede di aver trovato l'uomo giusto, ci crede ciecamente. (esempi: beppe grillo, luttazzi, travaglio, santoro). tutto questo mi preoccupa.  perchè io vedo un sistema che è malato a tutti i livelli. e in queste condizioni di politici corrotti o corruttori, di magistrati che indagano su un politico e sostengono la campagna elettorale del politico avversario, di intercettazioni telefoniche "secretate" sbattute su internet o in prima pagina, di giornalisti che diventano politici e poi tornano a fare giornalisti, di comici che fanno i politici e politici che fanno i buffoni, il tutto infarcito di veline, letterine, strappone e paillettes, non so... sinceramente guardo a tutti con una certa diffidenza, ormai.

"A Twin Picks, nessuno è veramente innocente".

3
01 Feb 2008
alle 12:46

michele

Quoto Renato. Annozero è una delle pochissime trasmissioni in cui vige un po' di disciplina per quanto riguarda gli interventi (penso a Ballarò, a Porta a Porta, in cui si finisce spesso in un vociame rumoroso e inutile).  Vietti ha tentato, riuscendo quasi del tutto, a trasformare la discussione in caciara, parlando sopra agli ospiti e a Travaglio. Effettivamente Travaglio sembrava sceso da un altro pianeta, in cui il rispetto per i propri tempi e spazi è assoluto. La cosa triste secondo me è che mentre il suo rigore maniacale fa sorridere, la maleducazione di Vietti viene accettata. Quanto male ci hanno abituati? Personalmente, fra l'entropia vocale di Vietti e il rigore di Travaglio credo sia preferibile il secondo, per quanto inusitato a anacronistico. Almeno come modello a cui ispirarsi.

2
01 Feb 2008
alle 11:50

Matteo Failla

Dai Renato, non dirmi così :-)

E' normale che in un dibattito televisivo si accavallino le voci. E' proprio questo il problema: se vuol essere veramente efficace Travaglio deve perdere il vizio di recitare la sua parte nel silenzio completo.

Ha le armi per contraddire chiunque, che le usi. Così facendo le proprie ragioni valgono almeno il doppio rispetto alla recita di un monologo.

1
01 Feb 2008
alle 11:42

Renato

Mi sa che non hai seguito bene, Travaglio se si è innervosito è solo perchè ogni volta che parlava gli si accavallavano sopra le voci dei"paladini" della casta. Per il resto sono d'accordo con te!

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