Criticare la TV per legittima difesa
Ora voi mi direte: Come hai fatto a perderti la prima parte dello show di Roberto Benigni? E io vi rispondo: Eh... bè.... ho avuto un po' di problemi logistici legati agli influssi finanziari e sono arrivato a casa a programma già iniziato (non è vero, ero su un verde campo a sgambettare).
Quindi? Quindi mi sono perso l'inizio, quello della girandola politica, sessuale, sociale. Peccato, era il momento più interessante, visto che La Divina Commedia by Benigni ha un piglio poco convincente. Pronti? Via, ora partite pure con gli insulti per ciò che ho detto.
Da giovine studioso che si è smazzato Inferno, Purgatorio e Paradiso grazie agli studi classici (e universitari) - con tanto di recitazioni a memoria in piedi sul banco in stile "O capitano, mio capitano" -, soffro di quella forma di snobismo che porta l'essere umano a diffidare da un comico fiorentino che si innamora di un capolavoro e lo rende nazional-popolare.
Non so - e qui parte la seconda caterva di insulti -, io penso che la Commedia (giusto per dimostrate che qui si è studiato) possa essere realmente vissuta da chi ha avuto un contatto diretto con quelle terzine che, in versione scolastica, occupavano solo un quarto di pagina lasciando lo spazio rimanente alle 7897 note. E se è vero questo - cosa da dimostrare - allora non si può vivere in brodo di giuggiole un tipo di approccio nazional-popolare.
Vabbè, ok, Benigni piange pensando all'amore sfumato tra Paolo e Francesca, vive il testo pigiando il bottone "modalità attore drammatico", ma qui c'è da scegliere se captare dalla lettura della Commedia il divino, il sublime o la narrazione alla "Cappuccetto Rosso".
Quella di Benigni è la Commedia versione cantastorie. La spiegazione che precede la lettura invece è ad uso e consumo di tutti. E Dante, così, perde. Questo non vuol dire che ascoltando Benigni non si possa comprendere la poesia, dico solo che forse a sfuggire potrebbe essere il sublime.
Vabbè, vi starete chiedendo, allora chi non ha mai studiato la Commedia non ha il diritto di viverla? Giammai mi permetterei di dire codesta bestemmia, mi rendo però conto che potrebbero essere solo questi ad apprezzare Benigni. Per questo capisco lo scetticismo di coloro che quel libro "lo portano sulla pelle".
Ecco, ho finito la papardella esistenziale. Siete liberi di criticarmi, come sempre; anche perchè vorrei capire cosa ne pensate voi lettori. Non solo, qualcuno potrebbe gentilmente illuminarmi su ciò che è accaduto ad inizio puntata? Ho letto i quotidiani, ho sbirciato qualche blogger, ma è il vostro contributo quello che mi interessa.
maufnez,
Sei penoso, sono sicuro che come persona fai fai schifo!
Tromba di piu'
Benigni è un comico mediocre , ha vinto un oscar con un film di merda (non è mica l'unico ad esserci riuscito) e fa ridere ormai soltanto le donnette annoiate. Penoso.
Ma ancora si parla di Benigni? Sinceramente non riesco a capire come gli si possa dare tutta questa importanza, come comico è finito, la sua satira è all'acqua di rose, come regista non ne parliamo (La vita è bella fa cagare) e questa pretesa di diffondere il verbo della Divina Commedia al popolo è di una presunzione unica. Oltre che una cialtronata mal riuscita.
ma vedi emabardo, l'essenza del cristianesimo è proprio riconoscere la fallibilità, la debolezza umana. è un'esperienza sempre PERSONALE, mai collettiva, così come lo è l'incontro con Cristo che irrompe e ti cambia la vita. Benigni lo ha detto charamente quando as es. ha citato s. Agostino e la Madonna, ma soprattutto ha insistito sulla "pietà cristiana" che PRIMA DI CRISTO NON ESISTEVA. La cristianità è un insieme di persone, non una somma-massa di individui: non è la massa che ha una missione storica, ma ogni singola persona che la ha (anche questo ha detto Benigni, sul quale la mia opinione da quella sera è radcalmente mutata) e con ciò stesso CAMBIA IL MONDO perchè ognuno di noi è importante, è un piccolo universo, può scegliere e sbagliare... si chiami casino o che altro. Importante è però avere VALORI di riferimento, che facciano capire cosa è bene per l'uomo e cosa è male; anche qui Benigni è stato magistrale, o no? Quindi se "vedo il bene ma faccio del male", come già dicevano i latini, è nella natura umana: ma devo essere compreso, aiutato, anche perdonato, recuperato al bene, alla socialità. Per il cristianesimo non è importante solo e tanto l'estrema coerenza: essa va ribadita come Via maestra, ma non può essere imposta poiché siamo dotati del libero arbitrio. Cristo amava i "piccoli", gli umili, i peccatori, le umane debolezze da capire e sanare: in questo senso Benigni ricordava che per fare e conoscere il bene bisogna aver chiaro cosa sia il male. Non necessariamente commetterlo per valutarlo (come qualcuno interpreta), ma saperlo riconoscere se lo si incontra e se si è sottoposti alla sua seduzione. La tragedia di oggi è l'amoralità, l'indifferenza, addiritttura il non capire cosa è male, cosa danneggia il prossimo e quindi alla fine se stessi. Bravo Benigni, tutto questo l'ha detto e l'ha fatto capire, a parte le battute sull'oggi che comunque sanno più di Savonarola che di Lenin.
azzo..christianus...che vergogna...nominativo. Va beh, si vede che non ho fatto il classico.
per bontà di discussione, non parlerei di valori...ma di esperienze. Perché altrimenti anche Casini sarebbe un naturalier christianus, e sappiamo che non lo è. Benigni ha fatto vivere probabilmente delle esperienze profonde, che certamente dipendono da fattori culturali, ma che hanno un valore che trascende il proprio credo.
lady e emabardo (nick si sapore medievale) non credo che Benigni sia un cristiano alla Benedetto Croce ("Perché non possiamo non dirci cristiani" con quel che segue). Approvo il concetto del "naturaliter christianus" poiché cristiano sono e mi sento ;-) e perché in fondo significa che il cristianesimo interpreta, accompagna, comprende e spesso asseconda la natura umana, che poi è trasfusa in quel "diritto naturale" che è, appunto, il punto d'incontro anche con chi cristiano non è, con chi non ha affatto una fede, con chi professa l'ateismo ma pretende che vi sia un'etica a presiedere i rapporti sociali e umani.
Benigni insomma ha parlato di ciò che da tempo anch'io condivido: esiste una "soglia di valori" da tutti condivisibili in quanto "sentiti come naturali" (metti: rispetto della vita e della persona umana, altruismo) e i disvalori corrispettivi (omicidio, incesto, violenza ecc.). Buona serata, ne parliamo - se volete - in seguito. ciao
gianni, non è solo benigni, ma anche il fatto che non sei costretto a stare attento per popi ripetere a pappagallo quello che anche il benigni di turno ti chiederebbe.
Per lady e giovanni, benigni è un "naturaliter christianum" (si scrive così)
io vorrei soltanto dire che se avessi avuto , al liceo, un professore come Benigni a spiegarmi Dante, sicuramente studiare la Divina Commedia sarebbe stato per me , un piacere.
Vorrei anche aggiungere che trasmissioni cosi , fanno solo bene alla TV, sicuramente sono molto piu istruttive che vedere sempre i soliti politici affannarsi in dibattiti senza senso.
Buongiorno Emabardo era da un pò che non ti si vedeva :-D Hai ragione Giovanni...ma ritornando al discorso del "bopolarismo",Benigni ha portato in scena,oltre la concezione cristiana del mondo che tu hai ben spiegato, anche una "religiosità atea"....ha gridato l'importanza di sperimentare il peccato..un peccato visto non in maniera riduttiva o manichea (non alla maniera di Ratzinger per intenderci)..perchè giustamente è stato ricordato che Dante è profondamente coinvolto nel dramma di Paolo e Francesca....non a caso il canto termina con un" E caddi come corpo morto cade"..quindi la conoscenza diretta del peccato è preliminare per liberarsi dal suo fascino sottile e dalla seduzione..il toscanaccio si è soffermato molto su questo punto..sottolineando come lo stesso Dante affronti esplicitamente il dramma del peccato senza ricorrere a litoti nell'analisi della sua natura,delle sue manifestazioni.
LaduDietrich ha colto perfettamente nel segno. Benigni + stato davvero "dantesco", cioé coerente all'universale e all'eterno della concezione cristiana del mondo, che è senza tempo e luogo e allo stesso tempo profondamente legata al momento e alla tenera debolezza dell'uomo e alla sua contemporanea potenza che risiede nell'essere padrone del proprio destino finale: il libero arbitrio prescinde persino dalle condizioni socio-economiche, basti pensare che anche nel decidere una rivoluzione individuale o collettiva occorre aderire con esso. Non capisco (si fa per dire) perché si cerchi di non sentire e non capire ciò che Benigni ha detto e ripetuto fino alla nausea: la concezione cristiana del mondo è limpida, coerente, umana: i concetti stessi (attuali, e poi travisati dalla rivoluzione francese e via dicendo) di libertà, fratellanza e eguaglianza NON ESISTEVANO PRIMA DEL CRISTIANESIMO (quante volte l'ha ripetuto Benigni? e non a caso!).
Ecco, forse la lettura di dante non può prescindere dalla "lettura di Benigni", un uomo c.d di sinistra che però sembra aderire a una visione che trascende ogni appartenenza all'oggi e alla politica contingente. Non è una contraddizione, è riscoprire le radici cristiane che ci hanno costruito come siamo e che viene aggredito da secoli da ideologie laiciste (non laiche!) e illuministe (da notare: Benigni si è fermato all'apprezzamento dell'umanesimo rinascimentale, che non ha "rivoluzionato" la concezione cristiana del mondo, ma l'ha innovata; a secoli dei lumi e amenità eversive del genere non ha nemmeno accennato; e non a caso, ancora una volta!).
Bah meglio fermarsi, a scrivere troppo non si è più seguiti...
sì, una volta che non c'è del pure trash, meglio sottolineare gli aspetti positivi. Poi, a fare i letterati radical chic c'è sempre tempo.
Però mi chiedo una cosa, con una punta di snobbismo failliano: se non state molto bene, dove andate? Da un medico, no? Se poi è particolarmente bravo, meglio ancora. E allora perché per il medico si va giustamente "da chi ne sa", mentre per tante altre professionalità si accetta la mediocrità o l'amatorismo? Benigni è straordinario, ma quanti altri bravi studenti o ricercatori sarebbero in grado di fare qualcosa di analogo? Non dico di "fare l'evento", però....
auspicabile è la liberalizzazione della cultura altro che farmacie o taxi...perchè ora come ora.. la cultura non è alla portata di tutti..anzi...quei 16 euro per un libro o quei 25 euro di un cd..per non parlare dei costi di un abbonamento teatrale...possono anche essere un problema per qualcuno...
quoto!
E poi pure i commenti di Avanguard sono senza senso..non bisogna scomodare i grandi personaggi.??Meglio farli ammuffire nel libro ingiallito e ben riposto in libreria..e poi vi lamentate del trash in tv....o ma che volete?? ma "fate pace con il cervello" detto alla romana...i reality non vi stanno bene perchè sono volgari...il Quinto Canto neanche cosa volete?? l'arte è sempre commercializzata..perchè bisogna pagare il biglietto o rinnovare l'abbonamento per gustare l'"Amleto" in teatro...bisogna pagare per ammirare la "Venere" di Botticelli o per ascoltare Vasco dal vivo....e bisogna pagare per leggere Baricco..quindi non raccontiamoci stronzate....auspicabile è la liberalizzazione della cultura altro che farmacie o taxi...perchè ora come ora.. la cultura non è alla portata di tutti..anzi...quei 16 euro per un libro o quei 25 euro di un cd..per non parlare dei costi di un abbonamento teatrale...possono anche essere un problema per qualcuno...e non sto parlando di Silvia Toffanin che va alla Scala di Milano con la pelliccia di ermellino ovviamente. Ben venga Benigni..proprio qualche giorno fa...in metro ascoltavo il divertente scambio di battute di due ragazzi..."oh mo ce sta lo spettacolo de benigni su dante"...e l'altro "ma chi dante quello che stiamo a studia quest'anno??"..."si di quello che c'aveva bisogno di una rinoplastica"...e non aggiungo altro...
Innanzitutto Benigni è stato l'unico in grado di confezionare un programma tutto all'insegna del "bipolarismo"..da non intendersi come la cd. "par condicio" cioè con lo sbeffeggiare prima Prodi e poi Berlusconi (che non è mancatO)..piuttosto la componente bipolare emerge dal modo in cui è stata strutturata la puntata..3 ore di diretta divisibili in 2 sequenze : la prima,quella della satira e del torpiloquio toscano dove il Benigni-comico descrive le brutture della nostra Italia..un simpatico viaggio nella politica degli scandali,passando per i grandi fatti d'attualità..tra un intercettazione ed una legge elettorale che già promette tempesta..(l'idea di "teletron" parlando dei Savoia è stata una genialata...una perla di ironia che per niente si avvicina alla satira crudele e denigratoria di Crozza...per non parlare poi del saluto romano di Storace...grasse,grasse risate)..nella seconda sequenza dopo aver satireggiato le nefandezze italiche il Benigni-conoscitore passa a declamare con uno slancio nazionalistico,se non fosse di sinistra parlerei di orgoglio dannunziano, "L'Italia che tutto ha creato e inventato"..dall'arte,le scienze,dalla politica,alla letteratura..la stessa modernità...e ovviamente la Divina Commedia..
Detto questo..ora passo subito ad insultare Failla e la sua spocchia da finto intellettuale..mi dedico alla mia attività preferita..:-D.. Forte dei miei studi classici..rispolverando qualche remoto ricordo vorrei precisare che nella Divina Commedia,ma più in generale nelle opere di Dante, il "sublime" è sinonimo di semplicità..una semplicità che ,come ha sottolineato anche lo stesso Benigni,il sommo poeta riprende dalle Sacre Scritture..basti vedere per esempio la chiarezza quasi spiazzante con cui viene descritta la Passione di Cristo...quindi non è Benigni che rende la Divina Commedia un genere nazional-popolare...Dante aveva pensato alla Divina Commedia come un opera popolare,...ed è diverso..infatti non è un caso che abbia abbandonato il latino e scritto in volgare..e non è un caso che abbia definito,umilemente e forse troppo, questo suo capolavoro: una commedia..e quale genere è più popolare della commedia?? Certamente questa è un opera con più significati,analizzabile da più angoli-visuale..ma innanzitutto è un opera di altissima poesia...non è semplicemente un poema allegorico, un pozzo di citazioni filosofiche e teologiche,o la mappa di 7000 note...e proprio perchè poesia può e deve essere recitata.La poesia è nata come poesia orale.. ripenso al grande Omero..non doveva semplicemente essere letta o recitata ma declamata...Iil lavoro di Benigni non è stato tanto diverso da quello di un cantore ellenico..di un aedo. La recitazione è già "sublime" perchè è pur sempre un interpretazione artistica che va a dare alle parole la giusta accentuazione,il dovuto peso,l'adeguato spessore...ascoltare i versi,le rime è il modo migliore,o almeno il primo, per capire ed apprezzare un opera così complessa come la Divina Commedia. La poesia non è solo semantica o una metafora ma è musicalità e cosa c'è di più sublime di una melodia??... Benigni ha dato prova di essere un ottimo vettore sia di significato che di suono,sia di contenuto che di emozioni..perchè la poesia non va spiegata..la bellezza di una similitudine la si coglie sulla scorta del personale sentire...e non solo leggendo gli scritti di Auerbach..Per generazioni di studenti,me inclusa,leggere le opere di Dante era considerato peggio del supplizio di Tantalo..e questo grazie ai nostri cari professori che forse dovrebbero prendere lezione da Benigni...e provare innanzitutto ad interiorizzare la bellezza e la profondità dei versi prima che un chiasmo o un ossimoro...in particolare ricordo la mia insegnante che nauseava 3 classi con le sue parafrasi "dal verso 1 al verso 50", la ricostruzione sintattica,con la sostituzione degli arcaismi,con l'individuazione delle figure retoriche ma peggio ancora con la riscrittura in prosa del canto...un lavoro che forse poteva servire a qualcosa...non riesco ancora a capire a cosa...tutte operazioni che non vanno a scavare ma graffiano solo la superficie..e rendono arida la melodia dei versi. Prima Simona ha citato Alda Merini..una poetessa che io amo..o meglio venero ma in questo caso mi vengono in mente le parole di Lawrence Ferlinghetti " come un vaso di rose,una poesia non dovrebbe essere spiegata. La poesia è una voce di dissenso contro lo spreco di parole..è ciò che esiste tra le righe"..
Poi Matteo...io non sarei neanche così convinta che quella di Benigni sia una Commedia in versione cantastorie..perchè il toscanaccio ha offerto spunti critici,che già conoscevo personalmente, ma sicuramente interessanti..per esempio l'"illogicità" di Dante che nell'esaltare la beatitudine eterna non si risparmia nell'inserire tanto peccato e tanta carne in questa sua opera..come poi lo stesso linguaggio crudo...in questo continuo parlare a braccio "Robbbertoooo" ben spiega la modernità dell'opera ma apre anche una finestra sulla teologia,sull'attualità,sull'arte,sulla dialettica,sulla filosofia..dal "dammi oh signore castità e continenza..ma non subito" di Sant'Agostino all'Apocalisse di San Giovanni,da Platone a San Tommaso passando per Omero e per la Scuola Siciliana...quindi non mi sembra proprio una narrazione alla Cappuccetto Rosso...piuttosto...il risultato è...quello di una doviziosa orchestrazione di pathos e di profonda conoscenza...di precisione concettuale e di sfumature espressive e lessicali elementari...perchè prima di essere un profondo conoscitore della Divina Commedia,Benigni è un comunicatore...tanti conoscono a memoria l'opera...soprattutto in Toscana...ma pochi la sanno raccontare...Benigni non si è limitato alla recita da oratorio..ha fatto qualcosa di più..ha dato corpo e anima a Paolo e Francesca..ha portato Dante su Rai1in prima serata e non è di poco conto...
Si, appunto, Paolini non se lo fila nessuno. Eppure quando compare in tv, molto raramente purtroppo, fa il pienone salvo poi cadere nel dimenticatoio dopo un po'. Speravo che La7, visto il successo, lo riproponesse quanto prima, invece...
E' male se lo preferisco 100 volte a Benigni ?
ooohhh ma insomma... la maggior parte degli Italiani di Dante Alighieri tutt'al più sa che è una Via o nella migliore delle ipotesi una Società (se non un olio che fa miracoli, come recitava una famosa réclame). E della Commedia che si sa? Forse solo i titoli di testa. Averla letta, studiata... capita??? ... un centesimo della popolazione? O un millesimo? Diciamo allora che Dante è stato interpretato e proposto da Benigni anzitutto in una chiave abbastanza desueta da essere dimenticata dai più (magari un po' retorica ma positiva): campione delle virtù italiche, cementatore dell'unità nazionale ante litteram attraverso il volgare, cantore della romanità e della cristianità in chiavi e livelli diversi (essoteriche ma anche esoteriche, secondo alcuni). Dante è un'immensa profondità da esplorare, un cervello eccezionale... pare che qualcuno qui abbia letto più le migliaia di note al testo dantesco, che il testo stesso. Che sforzo di capire, no? Invece Benigni ha saputo far vibrare non solo il poeta, l'opera, l'intellettuale dante: ma anche il simbolo Dante che è rinato con lui e ci ha restituito la conoscenza e l'orgoglio (eggià) di appartenere a una tradizione non solo letterraria ma anche politico-giuridica (Roma antica), filosofoca e religiosa, che in tutti e quattro i casi è divenuta universale. E proprio a sinistra questo non solo vogliono dimenticarlo, ma lo vituperano. Da ieri la mia opinione su Benigni è cambiata, perché vorrei da ultimo considerare che avvicinare il grande pubblico a Dante e ai suoi valori poetici e culturali è esattamente il contrario di un'operazione nazional-popolare.
e sù failla, che sarà mai sta laurea che hai pigliato come se la piglia chiunque...sai che sforzi...sai che cultura...
te forse non sai che i contadini toscani la commedia, quella, la masticano sin da piccini e la sera nei fienili la si è sempre recitata, col fiato che diventa nebbia, e gli astanti che fanno pure un po' di coro...lo dici te che per capirla ci vogliono le lauree, no! ci vuole d'averla respirata da sempre, da ottocent'anni in qua.
ma che ne sai te, più dei toscani, di come la vedeva dante la vita?
cala le arie che sei gonfio e prendi quota senza manco il filo per tenerti
ciao
riporto il mio pensiero di ieri: "Grillo ci parla di società e economia, Luttazzi di politica e trasgressione, Benigni di cultura, filosofia e storia moderna... in quest'italia di ignoranti gli intellettuali, idealisti e leader di movimenti sono i comici... ", per il resto è stata una serata strana ma gradevole, come se un comico mi volesse preparare per un esame di letteratura....
oddio ho scritto analfabetizzazione invece di analfabetismo. Che vergogna.
L'indice di alfabetizzazione dei vari ducati e regni vari nell'Italia di Dante doveva essere bassissimo, non scordiamoci chi potevapermettersi un'istruzione: i potenti e il clero. Potenti che hanno dato tanti papi alla Chiesa. Chiesa sempre al centro comunque la si veda, basti pensare a Guelfi e Ghibellini. Infatti la Divina Commedia non parla mica di caccia come il trattato sulla falconeria di Federico II! La scelta del volgare è sì una svolta, ma l'accesso al testo è tutta un'altra cosa, che poi il testo svolgesse anche un compito per così dire "didattico" (caro vivente, come vedi puoi finire all'inferno) è un'altro discorso ancora. Potremmo discutere su un'altro tipo di analfabetizzazione che paradossalmente è stata bersaglio in un modo o nell'altro di Benigni ieri sera.
Condivido a pieno ciò che dici Matteo. Il popolo coglie ciò che è popolare. Nella Divina Commedia c'è molto di popolare, la stessa parola Commedia. Ognuno gode per ciò che sa cogliere e giustamente chi gode si accontenta. Tutti i contenitori, di qualsiasi misura siano, quando sono pieni sono pieni.
Condivido a pieno ciò che dici Matteo. Il popolo coglie ciò che è popolare. Nella Divina Commedia c'è molto di popolare, la stessa parola Commedia. Ognuno gode per ciò che sa cogliere e giustamente chi gode si accontenta. Tutti i contenitori, di qualsiasi misura siano, quando sono pieni sono pieni.
''Da giovine studioso che si è smazzato Inferno, Purgatorio e Paradiso grazie agli studi classici (e universitari) - con tanto di recitazioni a memoria in piedi sul banco in stile "O capitano, mio capitano"
a me il professore del liceo la faceva imparare a memoria;ci faceva fare il quaderno di Dante,con i nostri commenti e analisi ai vari canti studiati in classe,aggiornato ogni settimana e corretto da lui,compiti in classe,interrogazioni a manetta sulla divina commedia,etc.in più se c'era lui alla prima o all'ultima ora ci faceva leggere l'invocazione alla Madonna dell'ultimo canto del paradiso,fisso,..tanto che perdevo sempre l'autobus per colpa sua,all'università ci hanno fatto leggere tutti i libri possibili e immaginabili sulla metrica,la sintassi,letica,l'estetica,la critica su Dante e company,eppure Benigni l'ho trovato per niente nazional popolare,molto preparato e coinvolto,e il fatto che non si non si è dato arie da intellettuale snob e ha parlato in modo semplice e diretto,me lo fa apprezzare ancora di +,
ciao ..
''Da giovine studioso che si è smazzato Inferno, Purgatorio e Paradiso grazie agli studi classici (e universitari) - con tanto di recitazioni a memoria in piedi sul banco in stile "O capitano, mio capitano"
a me il professore del liceo la faceva imparare a memoria;ci faceva fare il quaderno di Dante,con i nostri commenti e analisi ai vari canti studiati in classe,aggiornato ogni settimana e corretto da lui,compiti in classe,interrogazioni a manetta sulla divina commedia,etc.in più se c'era lui alla prima o all'ultima ora ci faceva leggere l'invocazione alla Madonna dell'ultimo canto del paradiso,fisso,..tanto che perdevo sempre l'autobus per colpa sua,all'università ci hanno fatto leggere tutti i libri possibili e immaginabili sulla metrica,la sintassi,letica,l'estetica,la critica su Dante e company,eppure Benigni l'ho trovato per niente nazional popolare,molto preparato e coinvolto,e il fatto che non si non si è dato arie da intellettuale snob e ha parlato in modo semplice e diretto,me lo fa apprezzare ancora di +,
ciao ..
Da giovine studioso che si è smazzato Inferno, Purgatorio e Paradiso grazie agli studi classici (e universitari) - con tanto di recitazioni a memoria in piedi sul banco in stile "O capitano, mio capitano" -, soffro di quella forma di snobismo che porta l'essere umano a diffidare da un comico fiorentino che si innamora di un capolavoro e lo rende nazional-popolare.
il popolo ha sempre colto la parte più "popolare", altri sono riusciti a coglierne l'aspetto più alto. Questo non vuol dire che una parte sie migliore dell'altra, solo che c'è chi ha goduto del duplice aspetto e chi no.
non so a quale epoca ti riferisci ma spesso il popolo non ha colto nulla proprio per questo tipo di ragionamento cioè che la Cultura è anch'essa un privilegio di pochi e diffonderla potrebe nuocere...(concetto che oggi più che mai ritrovate solo osservando un palinsensto)
molto più comodo che si conosca il padre nostro!
Certo, doveva rivolgersi a tutti, ma la letteratura - prima dell'arrivo dei nostri mitici Moccia - aveva un duplice aspetto: da un lato era rivolta al volgo, dall'altro era una lavoro per la "letteratura" e la "cultura" condotto attarverso richiami, ammiccamenti, scontri dialettici, scontri intellettuali. Anche prese in giro. Un continuo confronto intellettuale con gli altri scrittori.
Il popolo ha sempre colto la parte più "popolare", altri sono riusciti a coglierne l'aspetto più alto. Questo non vuol dire che una parte sie migliore dell'altra, solo che c'è chi ha goduto del duplice aspetto e chi no.
Allora perchè non la scrisse in latino?
Bè, una visione poetico-sentimentale Lino, in realtà i miliardi di riferimenti storici e teologici erano alla portata di pochissime persone ai tempi.
Io vedo ben poco "sentire della gente di allora".
La "Divina Commedia" nasce nazional popolare. Dante la scrive in volgare e scrive per i più e non per i pochi. Tutto il resto è stato costruito e aggiunto dai "critici sapientoni" che non potevano accettare che il sublime potesse essere dato in pasto al popolo. La Divina Commedia è farcita del comune sentire della gente di allora. Benigni ha restituito al popolo ciò che Dante ha scritto per il popolo.
Grazie Avanguard, non volevo dirlo per non fare lo sborone. Però aggiungo che il discorso si è sviluppato in questi termini grazie alla tipologia di lettori del blog :-)
Simona infatti tutto ciò che è in qualche modo legato all'arte viene proposto ad orari impossibili. Il teatro in tv è ormai una chimera e viene spesso mandato in onda in seconda serata il venerdì ovvero quando la maggior parte della gente a cui si dovrebbe rivolgere per aver un senso divulgativo è fuori casa.
Matteo hai ragione, Begnini in questo senso è stato provvidenziale. Però c'è anche da dire che non in tutti i blog potrebbe mai nascere un confronto di questo tipo, parlando dello show di ieri sera. Se ne parla e se ne sta parlando ma in ben altri toni. E di questo bisogna dare atto a te ;-)
Maschilisti schifosi!
tz
tz
tz
L'avrei già pubblicato :-)
si è spogliata di nuovo la toniolo? dove? link, link!!
hihihihihihi
Andrea!!!
Oh mamma! Ho letto solo adesso il tuo secondo commento! Parlando di sincerità hai centrato il punto! E' esattamente il concetto che cercavo di espimere!
Scusa Creosoto, che lavoro fai? :-)
Comunque è sempre stato così, alcuni argomenti "portano al commento" altri no. E' la dura legge del blog :-)
Bè, una cosa però la voglio dire: per come si sta svolgendo questo dibattito nei commenti (grazie a voi lettori) Benigni ha fatto comunque del bene. Quando mai su un blog di tv si è parlato di poesia e letteratura?
Una piccola vittoria. Peccato che tanti dei 10milioni di spettatori di ieri sera adesso saranno in Internet a cercare le tette di Melita Toniolo (che hanno trovato ampio spazio su questo blog :-))
Sì, ti do ragione. In parte come sempre. Ma la caciara non è Benigni a farla, ma chi lo strumentalizza. La rete rai (prima), i giornali (il giorno dopo), facendone alcuni un genio, altri un cialtrone. Purchè se ne parli. E hai ragione tu, quando dici che di Paolini non parlerebbe nessuno nonostante il suo valore.
Io non lo credo un genio, non l'ho mai detto, io lo credo un uomo intellettualmente onesto. Con un percorso e una carriera alle spalle talmente nazional-popolari da potersi, ora, permettere di condividere il suo amore per Dante (e la poesia in generale, l'ho sentito in altre occasioni esulare dal suo "main theme") attraverso il mezzo comunicativo più potente che ci sia. 10-15 anni fa, seppur famoso, non se lo sarebbe potuto permettere. Il fatto che non si sia limitato alla tiratina sulla politica, ma abbia cercato di metterci dentro qualcosa di immenso come la poesia in un modo così appassionato e così sincero mi impedisce di condannarlo. Tutt'al più che non sono assolutamente convinta che Benigni abbia avuto velleità didattiche. Nella seconda parte dello spettacolo, ha smesso di essere il soggetto ed è divenuto lo strumento. Qualcuno avrà cambiato canale. A me invece ha fatto una tenerezza infinita.
Assolutamente auspicabile il tuo progetto di divulgazione letteraria. Mi è capitato di vedere una volta Cult Book sulla rai. Ma lo fanno alle 3 di notte, tipo... mi sai dire qualcosa? Io comprai Festa Mobile e Altri Libertini dopo averlo visto...
joe il mio precedente intervento era una risp a matteo... scusate se non l'ho precisato...
ps
è triste che molti ignorino la Divina Commedia.
si lo so.. viviamo realtà diverse :)
La verità è apparsa sotto gli okki di tutti ieri sera e non capisco xkè molti lo critikino. Premetto ke ho studiato fino a ieri pomeriggio la Divina Commedia, apprezzandola molto, e sinceramente devo dire ke poca è stata la differenza della spiegazione di Benigni e quella delle note...Sì, e se andate a riprendere quel canto vi accorgerete ke è così!E allora c'è ancora qualcuno ke dall'alto della sua sapienza si permette di affermare ke Benigni non ha fatto pressokè nulla di apprezzabile, anzi è stato 1 insulto forse a Dante?...Bè penso invece ke Dante, come non mai, sia stato valorizzato, xkè lui x primo scrive un poema in volgare, lui x primo vuole coinvolgere il popolo direttamente, vuole "convertire", vuole emozionare. Benigni ha colto l'aspetto + importante di Dante, il sentimento, e anke quella sorta di misticismo. Ma forse molti, x semplice invidia, preferirebbero delle veline ke sculettano a 1 spettacolo "sì celestiale"...
Simona probabilmente sono io a non aver specificato con la dovuta chiarezza :- Sì mi riferivo al mezzo televisivo, soprattutto quando è accompagnato da tanto clamore. Non intendevo in assoluto perchè altrimenti certi percorsi artistici non avrebbe neanche senso d'essere, come giustamente hai ricordato prima. Non condanno la tv anche perchè altrimenti non mi troverei qui a commentare, più che altro il fatto che vengano considerati geniali interventi come quello di Benigni, quando per esempio abbiamo un Paolini che tiene spettacoli teatral-televisivi ad altissimo livello. E questo perchè in Italia si deve ricercare ed inseguire il fenomeno a tutti i costi. A prescindere. Fino a che punto è stato apprezzato Benigni proprio perchè è Benigni e fino a che punto invece è stata apprezzata la rilettura de La Divina Commedia? Era questo il senso delle mie parole, in parte.
Per rispondere alla tua domanda, televisivamente parlando mi piacerebbe che questo tipo di proposta fosse portata avanti da chi può farlo senza attirare troppo l'attenzione su di sè. Mi piacerebbe che venissero proposti dei profili "sinceri" di grandi artisti contemporanei e non, senza filtri. E che venissero fornite delle possibili chiavi di lettura per avvicinarsi a loro, lasciando poi la libertà al lettore/telespettatore di avvicinarsi a questa o quell'opera nella massima libertà. Offrire gli strumenti insomma ma senza forzare la mano, rispettando quindi la sensibilità di cui parlavo prima. Senza trasformare tutto in caciara. Questo sì lo troverei davvero divulgativo.
P.s. Grazie per la domanda e per lo sveglio :-)
Allora mi scuso perchè non avevo capito io. Dalle tue parole ("Esistono fatti personali che non possono essere condivisi perchè sono intimi, perchè non possono essere sviliti e perchè attengono alla sensibilità personale la Divina Commedia a mio avviso è uno di questi. "), mi sembrava intendessi che i processi intimi e creativi non dovessero essere condivisi in assoluto a prescindere dal mezzo. Che la tv non ti garbi ci può stare. Anzi. Mi fa orrore il fatto che adesso, come dicevi bene prima, c'è chi si vanterà di avere fatto tv di qualità. Ma è un canale di comunicazione. Non è il mezzo che è da denigrare, ma l'uso che il larga maggioranza ne viene fatto. Non è che passino Ciprì e Maresco tutti i giorni. I programmi culturali sono le interviste di Fazio o della Dandini.... dimmi te!
Se non chiedo troppo, vorrei sapere, visto che mi pari sveglio/a, cosa secondo te è bene condividere e cosa no.
Simona ovviamente rispetto la tua visione dello show di Benigni ma la condivisione dell'arte o dell'estro artistico non deve necessariamente passare attraverso uno schermo televisivo per acquisire forza. Al contrario. Detto questo, la commercializzazione dell'arte sì è un concetto trito e ritrito ma uno dei pochi ai quali non mi staccherei mai e questo perchè ci sono cose che è bene condividere e altre no. Non condividerle non significa non metterle a disposizione di tutti ma farle passare attraverso canali più discreti. Riguardo poi ad Alda Merini, per me è un feticcio perciò l'ho usata come esempio, riprendendo ciò che hai detto tu, non per altro :-)
A me è piaciuto e anche tanto. Un pò meno la prima parte, meglio Dante, che la vita politica e sociale italiana dell'ultimo anno. Ha dato una lettura anche spirituale dell'opera e secondo me merita 10 e lode.
Benigni non mi è mai piaciuto, non lo trovo così geniale come molti vogliono farci credere, ma ieri sera ho sbiriciato una decina di minuti del programma (sul finire) e trovo che non abbia fatto un cattivo lavoro. Evviva la Commedia spiegata alle masse..peccato per il piglio un po' Gassmann, un po' Carmelo Bene primi tempi...che fa tanto "cerco di farmi passare per un attore ma finisco per sembrare uscito dall'oratorio di Gattolino".
Avanguard
Non ti va che la commedia sia andata in tv, molto bene. Ma ti garantisco che il livello autorale sarebbe rimasto alla frutta anche senza. Il termine "commercializzazione dell'arte" mi sa un po' di déja vu trito e ritrito come le centoventesime repliche de il piccolo diavolo e johnny stecchino, ma tant'è...anyway Piero Manzoni docet.
E' nella natura umana cercare condivisione, ed è la caratteristica prima dell'artista. Esibirsi e condividere. L'arte non è un linguaggio universale, su questo siamo tutti d'accordo, ma se un'artista non volesse condividere con gli altri ciò che c'è di in lui di più intimo, non sarebbe tale.
E non preoccuparti che Merini non potrebbe trovare un posto altrettanto comodo come tra le mie parole. ;-)
Joe
Sicuramente pochi... ma perchè precludere possibilità?
Non ho assolutamente affidato speranze all'idea di Benigni. Ha fatto uno spettacolo, mi è piaciuto, punto.
Matteo, ma non è che ogni volta critichi gli intoccabili (Celentano, Benigni, Luttazzi) al fine di fomentare un vespaio di commenti??? ;-)
io purtroppo non ho potuto vedere benigni. Per lavoro ho dovuto seguire tutta la prima serata di rete 4, compreso chuck norris. che lavoro faccio? non volete saperlo, credetemi.
alla prossima benignata, allora!
Matteo, ma non è che ogni volta critichi gli intoccabili (Celentano, Benigni, Luttazzi) al fine di fomentare un vespaio di commenti??? ;-)
io purtroppo non ho potuto vedere benigni. Per lavoro ho dovuto seguire tutta la prima serata di rete 4, compreso chuck norris. che lavoro faccio? non volete saperlo, credetemi.
alla prossima benignata, allora!
Per parlare di amore onde poter meglio satireggiare sui potenti nostri contemporanei, si può partire da dovunque, dai Promessi Sposi a Guerra e pace. Come satirico Benigni è fenomenale nell'attualizzare gli spunti di Dante, praticamente imbattibile. Manca una lettura da vero attore che capisce quello che legge in tutte le sue sfumature.
A me piacerebbe vederlo alle prese col romanzo nazionale più odiato d'Italia. Così potrebbe restargli la satira sui potenti (e Manzoni ne ha messa tanta) senza troppi problemi di interpretazione del testo.
Matteo, ma non è che ogni volta critichi gli intoccabili (Celentano, Benigni, Luttazzi) al fine di fomentare un vespaio di commenti??? ;-)
io purtroppo non ho potuto vedere benigni. Per lavoro ho dovuto seguire tutta la prima serata di rete 4, compreso chuck norris. che lavoro faccio? non volete saperlo, credetemi.
alla prossima benignata, allora!
Non aggiungo poi molto al mio precedente commento, finisco solamente di argomentarlo, giusto perchè prima ho avuto dei problemi col browser, forse per la sua lunghezza, è l'ho un po' tagliuzzato.
Purtroppo o per fortuna ho il tuo stesso vizio, necessità se vogliamo, di informarmi prima di affrontare determinate esperienze ( l'anno scorso sono andato in Giappone e ora conosco meglio la storia del loro paese che del mio, prima di andare a visitare i musei vaticani mi sono letto la rassegna delle opere più importanti esposte e cose di questo genere ) però a onor del vero si tratta comunque di un infarinatura per avere una "più o meno vaga idea" di ciò che si sta vedendo: riprendendo l'esempio della cappella sistina: hanno scritto fiumi su quell'opera. Solo per poterne comprendere vagamente il significato dovrei leggere la Bibbia, conoscere la vita di michelangelo, l'intero contesto storico-culturale del rinascimento nella sua generalità, la biografia di Giulio II, le tecniche pittoriche legate all'affresco e alla realizzazione dei colori. Tutto questo per averne una visione d'insieme. Dopodichè dovrei entrare nei dettagli della composizione e le conoscenze necessarie si decuplicherebbero, arriveremmo ben oltre le 7897 note di commento citate.
Io purtroppo , vista la mia formazione tecnica, l'unico approccio con la divina commedia l'ho avuto alle medie ( forse era la prima superiore ) e mi ricordo benissimo come ai tempi trovai tale opera una palla colossale, vuoi per quanto la lettura fosse ostica, vuoi per l'incapacità della mia prof di suscitare la benchè minima curiosità nella lettura: e come me sicuramente tanti. E quando ad un ragazzo di 14 anni inculchi un trauma del genere difficilmente se lo scrolla nell'arco della vita. Per questo a parer mio, a parte i licei classici, dovrebbero vietarne lo studio coatto a scuola, lasciando che quando sarà il momento ognuno vi si possa avvicinare senza pregiudizio alcuno.
Ieri sera, ascoltando Benigni mi sono reso pienamente conto di aver metabolizzato tale trauma. Ho prestato attenzione alle immagini e alla forma e mi è nato spontaneo questo pensiero: "porca miseria che bella!" E quello che mi ha realmente spinto a farlo è stata proprio la SINCERITA' con la quale Benigni ne parlava. Permettetemi un parallelo. pochi mesi fa su RAITRE è stato trasmesso lo spettacolo in cui Dario Fò parlava della vita di Raffaello. Io AMO ALLA FOLLIA Raffaello Santi da Urbino, ma lo spettacolo mi è piaciuto veramente poco. In quello spettacolo ho avuto sentore che Fò sfruttasse la figura di Raffaello per elogiare se stesso nella presunta bravura del proprio racconto, coi suoi gramlot, con la sua retorica. Benigni l'ho trovato molto più sincero, molto più onesto, l'ho sentito al pari di un amico che mi dicesse: "porca miseria, devi proprio leggertela perchè è bellissima, fidati di me!" e crediateci o no la prima cosa che ho fatto stamattina è stata ( so che non dovrei dirlo ma crepi l'ipocrisia ) scaricarmi il pdf della divina commedia da internet ( con tutte le 8000 note!!! ). A questo punto ognuno di voi si faccia l'idea che ritiene più opportuna: che io sia da biasimare perchè ho avuto bisogno di Benigni per avvicinarsi la commedia, oppure che io sia meritevole del fatto di essermi comunque avvicinato.
Quello che voglio dire, se non s'è capito, è che sono d'accordo con Matteo sul fatto che la Divina Commedia, per essere goduta appieno, necessiti di tutt'altro tipo di approccio, ma se l'alternativa a goderne appieno è non goderne, allora ben venga Benigni che ce ne fa godere in parte, ma ce ne fa godere.
Comuque concludo con una domanda che mi sono dimenticato di fare: in chiusurà Benigni, se non ho frainteso, ha parlato di un totale di tredici puntate, da qui a natale nelle quali analizzerà altrettanti canti. Sapete quando andranno in onda e a che orario?
Ciao, io mi sto laureando in filosofia e quindi di tecnicismi ne son strapieno ma ieri sera ascoltando benigni recitare il canto di dante mi son commosso, non ci credevo ma ho dovuto trattenere le lacrime. Benigni nella satira contemporanea sprofonda di fronte a gente come luttazzi (che idolatro) o la guzzanti (che mi annoia) ma è sincero ed intelligente e seppur nazional popolare non cede alla satira troppo scontata e sa essere (in qualche passaggio eh) originale. Quando ha analizzato il canto mi accorgevo punto per punto dei limiti della sua interpretazione ma il fatto è che lui ha usato (e non solo analizzato) il canto per far uscire un sentimento enorme e chi è riuscito a perdonargli la pochezza della sua critica ne è stato travolto, quindi grazie benigni!
Ha raccontato anche in piccola parte "ti voglio bene berlinguer" che spero un giorno passerà in tv. Fate un gioco: confrontate lo spettacolo di ieri sera con tutto il programma rai dell'anno, per nei suoi evidenti limiti bisognerebbe fargli un monumento. Nella mia tv ideale ci starebbe eccome, come momento di puro intrattenimento e di riposo del cuore ma ci starebbe.
Ciao, io mi sto laureando in filosofia e quindi di tecnicismi ne son strapieno ma ieri sera ascoltando benigni recitare il canto di dante mi son commosso, non ci credevo ma ho dovuto trattenere le lacrime. Benigni nella satira contemporanea sprofonda di fronte a gente come luttazzi (che idolatro) o la guzzanti (che mi annoia) ma è sincero ed intelligente e seppur nazional popolare non cede alla satira troppo scontata e sa essere (in qualche passaggio eh) originale. Quando ha analizzato il canto mi accorgevo punto per punto dei limiti della sua interpretazione ma il fatto è che lui ha usato (e non solo analizzato) il canto per far uscire un sentimento enorme e chi è riuscito a perdonargli la pochezza della sua critica ne è stato travolto, quindi grazie benigni!
Ha raccontato anche in piccola parte "ti voglio bene berlinguer" che spero un giorno passerà in tv. Fate un gioco: confrontate lo spettacolo di ieri sera con tutto il programma rai dell'anno, per nei suoi evidenti limiti bisognerebbe fargli un monumento. Nella mia tv ideale ci starebbe eccome, come momento di puro intrattenimento e di riposo del cuore ma ci starebbe.
...poteva essere Benigni ma anche qualcun'altro, la cosa importante è che la tv pubblica ha offerto un prodotto diverso e direi di qualità.
Ho letto commenti di persone che si lamentano del fatto di tornare su argomenti trattati sui banchi di scuola, argomenti che li hanno fatti soffrire... ma come!! Finalmente con la mente libera da imposizioni, da obblighi scolastici ti puoi gustare un opera che allora non riuscivi a percepire completamente e correttamente ed ora ti lamenti?
Ci lamentiamo della scarsa offerta e qualità della programmazione televisiva e poi ci si lamenta o si cavilla sull'ironia (o meglio la triste realtà del nostro paese) nei temi trattati dal comico...
...ritengo invece che l'aver riflettuto, essersi fermati un attimo, pensato anche per un solo istante a quello che la vita ci offre o di bello ci passa sotto gli occhi senza che ce ne rendiamo conto per colpa dello stress, degli obblighi, delle resistenze della quotidianità sia un grande MIRACOLO.
Luciana capisco perfettamente il tuo ragionamento e lo condivido in buona parte ma esiste e deve esistere una via di mezzo tra la commercializzazione esasperata della poesia e il trash becero. Una via di mezzo che peraltro è già stata trovata negli anni addietro. Attaccarsi a Dante, per poter dire di fare tv di qualità, significa dichiararsi inequivocabilmente alla frutta dal punto di vista autorale e a livello di contenuti, perchè Dante non deve stare in tv e non in quel modo. Naturalmente questa è solo la mia opinione. Il successso del progetto dimostra senz'altro il contrario.
Luciana, infatti a me sembra limitata la sua visione della Commedia :-)
BENIGNI E' STATO INDIMENTICABILE IERI SERA IN TUTTO CIO' CHE HA DETTO SOPRATTUTTO NELLA PARTE DELLA DIVINA COMMEDIA: ODIO GLI SPOCCHIOSETTI TUTTA CULTURA E NIENTE SOSTANZA. LUI SA ARRIVARE ALL'ESSENZA DEL MESSAGGIO SPIRITUALE DI UN CAPOLAVORO UNIVERSALE. BEN VENGA CHE ENTRI NELLE CASE DEGLI ITALIANI ORMAI SOMMERSI SOLO DA SCHIFEZZE MATERIALISTICHE.
@Simona
Non è triste... è normale. Benigni è nazional-popolare. Se la gente si appassiona (e questa non è MAI una cosa triste), poi può approfondire con i mezzi e gli strumenti dovuti e congeniali.
Beh, secondo te, quanta gente, dopo la lettura di Benigni, prenderà in mano quel libro, anche solo per leggersi la parafrasi o il riassunto? Secondo me molto poca...
Poi non è che voglio criticare la scelta di Benigni di leggere Dante, anzi lo apprezzo moltissimo. Così come non oso mettere in dubbio la grandezza di tale opera, che davvero dovrebbe essere letta da tutti (forse per avvicinare i giovani ed essa bisognerebbe...non obbligarli a leggerla! Chissà...). Forse dovrebbe, ogni tanto, cambiare il canto da scegliere, per poter toccare altri temi morali.
Poi ad esempio, se si vuole avvicinare la gente a tali opere, perchè non viene istituita come "regola", ovvero un attore famoso che interpreta ogni volta un passo di letteratura? Oppure perchè non mettere in prima serata l'opera lirica e il teatro (o anche solo i concerti rock, che non siano solo quelli della Pausini -mentre i Genesis passano a mezzanotte), in modo da appassionare anche il pubblico più distratto all'arte?
Bella la scelta di Beningi, ma non affidiamogli troppe speranze; lo dico solo per rimanere coi piedi per terra.
Matteo, li capisco anch'io, per il semplice fatto che benigni, come chiunque, non è un jolly che può essere capito, apprezzato e amato qualunque cosa faccia, e qualunque approccio abbia con la poesia, con la satira, con il cinema...quindi è assolutamente lecito che alcuni, forse molti, non condividano il suo approccio, specialmente per quanto riguarda la poesia, che credo sia argomento assolutamente personale e soggettivo.
Avanguard, se crediamo che la televisone non sia degna della poesia, allora ci meritiamo davvero la tv che abbiamo adesso...io credo invece che ci siano ben altre cose che non bisognerebbe portare mai all'attenzione del pubblico, meno che mai in prima serata: praticamente il 90% dei programmi attuali.
Grazie StefsTM, ti giro gli insulti allora :-)
Andrea, la tua critica è legittima e ben argomentata (mannaggia a te che non commenti). E' quella che mi attendevo visto quello che ho scritto nel post. E' l'altro lato della medaglia e merita tutto il mio rispetto. Io ho sempre avuto il "vizio" di leggere prima di andare a vedere un'opera, di informarmi su una città prima di visitarla, di leggere le istruzioni prima di usare un prodotto. E' una mania :-)
Giuseppe, accetto l'insulto. Il mio post non era dei più simpatici.
Ho studiato quest'opera a scuola. Ieri mi sono emozionato (hai presente la pelle d’oca?) piu' volte durante la lettura di Roberto. Come me sicuramente mille altri. Conclusione? Hai ragione, sei uno stupido snob.
Matteo mi accodo su tutta la linea e sono pronto a condividere gli insulti che riceverai. Proprio ieri al telefono dicevo di come la Divina Comemdia debba essere qualcosa di personale, vissuta da ciascuno a modo suo. Ho visto la seconda parte anch'io visto che il giovedì sera per me vuol dire Scrubs. Mi è piaciuto lo stile, se proprio lo si deve proporre a tutti, la scelta di Benigni non è errata.
Aloha
Per la prima volta mi trovo a commentare su questo blog, non per redarguire il Failla ma per presentare un altra chiave di lettura, se vuoi più nazional popolare sulla intepretazione del toscanaccio. Io, di contro, trovo infatti l'interpretazione di Benigni come una boccata d'aria fresca. La Divina Commedia HA BISOGNO DI ESSERE RESA NAZIONAL POPOLARE PERCHE' LA GENTE VI SI AVVICINI e a mio modo di vedere Benigni lo fa in modo egregio. Prendiamo un altro capolavoro del rinascimento: la cappella sistina di Michelangelo. Milioni di persone la osservano ogni anno, di questi milioni, forse solo mille, profondi conoscitori d'arte, riescono a coglierne la complessità, a identificarne le figure e le metafore nascoste nella pittura. Ma comunque ciascuna persona in quei milioni ne rimarrà affascinata, rapita, travolta, pur di fatto non rendendosi conto appieno di ciò che sta vedendo, non riuscendo a decifrare che forse un 10% di ciò che l'intera opera trasmette. Vogliamo forse negare a quelle persone il privilegio di una tale esperienza? lo stesso, a mio avviso vale per la divina commedia, che è se vogliamo un opera ancor più ostica con la quale confrontarsi. Benigni fa questo. Benigni avvicina milioni di persone a questo capolavoro: forse non ne coglieranno le più remote sfumature, forse neanche le più palesi, ma di certo ne coglieranno la bellezza, e non è poca cosa. Poi starà a loro decidere se approfondirne la conoscenza. Gli altri mille letterati potranno continuare a goderne su un altro piano ma se ciascuno, per avvicinarsi ad un opera dell'ingegno umano, sia essa un quadro, un libro, un opera teatrale o lirica, come pure un computer, un ponte, o un grattacielo, dovesse comprenderne ogni remoto aspetto, non basterebbero mille vite per fare tutto questo. Io sono un ingegnere, non pretendo che il Failla comprenda ogni recondito aspetto della struttura e della dinamica di un aeroplano, cosa che io più o meno padroneggio, perchè ne possa fare uso. E non penso che Piero Angela fallisca nella sua missione quando cerca di spiegare in maniera incredibilmente semplificata e alla portata di tutti come questo riesca a volare. Così credo che a questo punto il Failla possa riconoscere che non sia fondamentale una preparazione universitaria classica per poter goder della commedia, laddove starà poi a me o al signor Matteo, se e quando il nostro animo ci spingerà a volerne sapere di più, ad approfondire le nostre conoscenze, visto che i mezzi, i libri su cui farlo, sono a disposizione di entrambi. Detto questo: viva Benigni che avvicina la gente al sommo poeta e scusatemi per le lungaggini ma il dono della sintesi non l'ho mai fatto mio.
Io credo che si vogliano scomodare personaggi grandi che non devono invece essere confusi con tutto ciò che attiene alla televisione o meglio alla spettacolarizzazione. Dante Alighieri chiaramente ma anche Alda Merini. La poesia può regalare momenti sublimi a chi sa goderne ma è un'arma a doppio taglio quando viene svilata, commercializzata e strumentalizzata per confezionare uno show che ha addirittura velleità divulgative-pedagogiche. Una follia che può avere luogo solo in Italia, dove tutto può diventare merce. Ci sono dei limiti che vanno rispettati e la poesia, la letteratura non possono essere date in pasto in questo modo attraverso un personaggio che poi a mio avviso non sta dimostrando di essere così ispirato, soprattutto ultimamente. Esistono fatti personali che non possono essere condivisi perchè sono intimi, perchè non possono essere sviliti e perchè attengono alla sensibilità personale la Divina Commedia a mio avviso è uno di questi.
Luciana, le 7mila note non le ricordo assolutamente. Però ai tempi mi rendevo conto di quanta potenza letteraria, storica, filologica e teorica contenesse ogni singolo endecasillabo. Poi, ribadisco, il fatto che Benigni porti la poesia in tv è positivo, il fatto che molti riescano ad apprezzarlo grazie alla sua visione sentimentale altrettanto; però capisco coloro che non amano il suo approccio.
simona, no, non è un demerito. Non l'ho mai pensato.
Matteo non è un demerito. Si vive lo stesso anche se, quando facevi le letture "l'attimo fuggente-style", tremavano solo le gambe del tavolo che ti reggeva e non le tue. Ma un po' peggio. E mi dispiace un pochino per te.
Joe
Non è triste... è normale. Benigni è nazional-popolare. Se la gente si appassiona (e questa non è MAI una cosa triste), poi può approfondire con i mezzi e gli strumenti dovuti e congeniali.
ma Benigni stesso l'ha detto: quando ho dei vuoti di memoria e non so come andare avanti nel pezzo pronuncio il nome "Berlusconi", e tutti ridono...quindi non scoprite nulla di diverso da quello che lui stesso ha detto, trasformandolo anche in una battuta.
Io credo che il suo non sia un tentativo di alfabetizzare, educare, ecc, ma ma solo un desiderio di condividere con il pubblico ciò che ama, sperando di trasmettere quel brivido che la Commedia suscita in lui. Non è quello che fa chiunque si trovi di fronte a un pubblico?
Matteo, tu che hai "buttato il sangue", come si dice dalle mie parti, su Dante, hai notato delle mancanze, forse perchè ancora ricordi quelle 7000 note, e in questo ti capisco, perchè io invece ricordo quel 7-- risicato scritto col pennarello rosso sul mio compito in classe. Secondo me però non necessariamente si tratta di mancanze, credo che ognuno trasmetta ciò che sente di una determinata cosa; non può essere che benigni dia più peso ad aspetti che "sente" maggiormente?
Lo stazzo era ed è si direbbe e visto il caso accomuna.Per alcuni indispensabile, tant'è che la mancanza spiazza e ad occuparne il suolo i soliti ruoli . Una domanda : a qual'animale ?
una sola riflessione sulla perdita del sublime... secondo me ci sarebbero 4000 motivi per ritenere a priori un fatto eccezzionalmente positivo la divulgazione (perchè per molti soprattutto anziani ma anche meno anziani di questo si trattava) della Divina Commedia.
Beh, è triste che la gente si appassioni ad essa solo perchè la legge Dante. Voglio vedere quanti ascolti farebe la lettura di un classico della letteratura, magari fatto da VERI attori di teatro.
Ecco Simona, nel tuo caso il messaggio di Benigni è arrivato. Sei riuscita ad apprezzare quella parte che io non ho gradito - per demeriti miei vè, ne sono conscio :-) -
Salvatore, non ho capito se dicevi a me. Cmq nel tal caso...
la satira iniziale è partita da silvio e dal suo partito poi è passato ai singoli personaggi della cdl
Io per 10 minuti buoni ho sempre sentito parlare di Berlusconi. Bah... Ad esempio la battuta che da quando c'è Prodi i comici non sanno più cosa dire, poil'urlo "Berlusconi TORNA!...oh, si fa per scherzare" l'ha detta 2 anni fa allo show di Celentano e forse pure prima. E poi -cosa mia- io non sopporto i comici che fingono di ridere alle loro stesse battute.
più che altro sfottò
Appunto, da questo "grande comico" mi aspetto qualcosa di più.Qualcosa alla Crozza.
nulla ha detto sul caso "raiset" mi pare e sulla cronaca che riguarda alcuni P.M.
Infatti, come quando andò a sanremo qualche anno fa, mi pare non avesse fatto altro che riciclare alcune battute vecchie, e prepararsi ben poca roba sulla situazione attuale (cosa che un comico dovrebbe SEMPRE fare).
Maccerto, maccerto... la commedia è tecnica è filologia, teologia e quant'altro. Nessuno lo nega. Si studia a partire dalle medie, quindi, la stragrande maggioranza della popolazione non è totalmente digiuna.
Non sono qui a disquisire sull'utilità o meno di portare la Commedia in televisione (anche se per il quoziente di uno spettatore tipo può essere più idonea l'isola dei famosi), ma è un'altra cosa che voglio affrontare.
Benigni non fa del bene, non alfabetizza, non insegna, nulla del genere. Benigni condivide. COsa? Il suo immenso AMORE per la poesia. Lo stesso amore che mi possiede. Lo scoramento che prova dopo aver letto un canto è il medesimo che attraversa anche me. Ed è bello che per lui adesso sia arrivato il momento adatto per poterlo condividere. L'amore per la poesia merita rispetto anche da parte di chi non lo possiede. Alda Merini dice "la sensibilità non è nulla senza l'intelligenza", io sono fermamente convinta anche del contrario.
non sono daccordo :D
stai in qualche modo discriminando...anche se capisco che non è nelle tue intenzioni...
la satira iniziale è partita da silvio e dal suo partito poi è passato ai singoli personaggi della cdl e dell'ulivo poi tutto il capitolo sulle intercettazioni... più che altro sfottò... forse con qualcuno c'è andato giù pesante...
nulla ha detto sul caso "raiset" mi pare e sulla cronaca che riguarda alcuni P.M.... mi pare bis... se ho detto falsità smentitemi pure :)
Io ho visto solo la prima parte: e alla centesima volta che sento "Berlusconi" ho pensato "che palle!"
Sapete cosa mi sembra Benigni? Il bulletto che davanti ai suoi amici prende di mira un personaggio che si presta facilmente alle prese in giro (magari perchè è basso, con pochi capelli, le orecchie grandi...) e inizia a fargli le pulci su qualunque cosa, magari vecchia di anni o su cui è stato già detto tutto. Giusto perchè non sa cosa dire. Gli amici ridono, lui è felice.
Premetto che io detesto Berlusconi, quindi la mia non è una critica dettata da qualche motivazione politica;ma la satira è quella dei Guzzanti (figli...anche se il padre fa ridere uguale) o di Crozza. Quella di Benigni è la comicità da osteria o da gita scolastica. Ormai Benigni è diventato come Cornacchione, solo con un premio oscar sul caminetto. Berlusconi di qua, Berlusconi di là, ecc...quando perdeva il filo attaccava urlando "BERLUSCONI" e via con battute trite e ritrite.
Penoso.
Sul canto V non mi esprimo perchè non l'ho guardato.
Il problema è che la Commedia non è solo emozioni e sensazioni alla Benigni, è anche storia, tecnica, filologia, letteratura, religione... il sublime ha bisogno di tutti questi aspetti per essere compreso.
Offerto al pubblico come libro dei sentimenti secondo me non serve ad alfabetizzare nessuno.
Grazie per le notizie sulla satira iniziale
S A T I R A ha fatto della normale satira sulla politica sui politici e sull'attualità...
è difficile codificare la satira dopo un bel pò di tempo che non la si sente...me ne rendo conto...
vi prego non uscitevene con frasi del tipo... ma è di parte ha attaccato silvio e bla e bla...sarebbero riduttivi come commenti secondo me...
una sola riflessione sulla perdita del sublime... secondo me ci sarebbero 4000 motivi per ritenere a priori un fatto eccezzionalmente positivo la divulgazione (perchè per molti soprattutto anziani ma anche meno anziani di questo si trattava) della Divina Commedia. Un tempo la RAI si occupava di alfabetizzare il paese...ma andando oltre... il sublime lo può anche percepire chi non avendola mai letta o non ricordandola ascolti quei versi...senza necessariamente avere un bagaglio culturale enorme, come del resto ha detto lo stesso Benigni.
non esiste una chiave di lettura delle emozioni e delle sensazioni... poi è chiaro che chi l'ha spolpata durante i suoi studi magari sente delle deficienze nella spiegazione o nella lettura...
No, non fa del male, ma capisco chi non lo apprezza in versione Commedia. Inutile dire che Benigni lo considero una risorsa italiana, ne avevo già parlato.
I commenti sono rielaborazioni personali, lascia cadere il velo del giudizio personale o mediatico, forse quello strano giullare esprime solo il bello della liberta che a volte può essere irrispettosa ma non fa mai male, come le calunnie, i pettegolezzi, i silenzi dell'indifferenza.
Lui è lì, parla, tu puoi dire:" Questo per me è riduttivo, io lo vivo diversamente".... e lasciarti andare allo spettacolo del possibile confronto.
Non può fare del male, perchè non ti chiederà null'altro che rispondere scherzosamente, studiare a memoria il tuo credo ed avere il coraggio della coerenza e della capacità di esprimerlo.
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uno
Anche di Luciano Decrescenzo,con la filosofia,giù critiche dai "Soloni" del sapere.Penso che bisogna adeguarsi al dire del Sommo per bocca di Virgilio:"...di lor non ti curar ma guarda e passa".