Criticare la TV per legittima difesa
Era nell'aria, già dai tempi delle mega-feste nella sua villa in Sardegna (quella con una decina di frigoriferi) qualcuno aveva sospettato che qualcosa non funzionasse. Foto come quella qui sopra avevano già fatto venire il sospetto che Lele Mora, più che un semplice agente, fosse in realtà un vero boss dello spettacolo. Tutte supposizioni, nulla di certo.
Ora invece si scopre che il pubblico ministero di Potenza, John Woodcock, sta andando all'attacco di Lele Mora, l'agente delle starlette, con tanto di prove in mano: intercettazioni che parlano di un giro di ricatti ai danni di personaggi famosi.
Per dirla in due parole Lele Mora avrebbe scattato foto compromettenti ai vip per poi ricattarli chiedendo loro soldi: un metodo veloce e sicuro per raccattare decine di migliaia di euro in giro. Chi non pagava si vedeva le foto pubblicate sui giornali (ricordate il caso Adriano?).
C'è di più però. A quanto pare si sta aprendo un'indagine anche per sfruttamento della prostituzione e per spaccio di droga. Dal giorno dell'addio di Simona Ventura, che forse se ne era andata anche a causa di qualche foto di troppo scattata da Lele Mora, il declino dell'imperatore dei prezzemolini tv era ormai inarrestabile.
Restiamo in attesa, vorrei capire qualcosa di più sulla vicenda, tuttavia mi rendo conto che in una società tutta dedita al gossip questa forma di ricatto nei confronti dei vip era un'arma dai poteri ultraterreni. Con una foto si rovina una carriera o la si prolunga per mesi.
Per quanto riguarda Simona Ventura forse ricorderete che poco prima di ricevere il Telegatto annunciò la sua "separazione" da Lele Mora senza dare spiegazioni. Pochi giorni dopo l'agente affermò: penso che abbia deciso di troncare il nostro rapporto perchè infastidita da alcuni scoop fotografici di Fabrizio Corona.
Ebbene, Fabrizio Corona, marito della modella Nina Moric, è indagato assieme a Lele Mora.
Che bella combricola.
MA QUALI TORTI A CHI NON DOVEVA! IL FATTO è CHE PRIMA O POI GLI STRONZI VENGONO A GALLA
Obiettivamente, un’intervista difficile. Perché la figlia di Lele Mora è persona gentile, a modo, una vera antidiva, e però è impossibile non farle domande che rasentano la perfidia sul conto dell’illustre genitore, che dei divi è agente, angelo custode, a dir poco discusso padre padrone. Per di più alla vigilia del processo che lo vede accusato di essere non tanto protettore, quanto ricattatore dei vip, nella famosa vicenda di Vallettopoli (vedi box qui a lato). Scontato che Diana Mora parli bene di papà. Scontato che spari a zero su chi gli ha voltato le spalle, dopo averlo idolatrato per anni. Meno scontata la prova di venerazione/adorazione filiale, che potrebbe tranquillamente fruttare a «Mora» (come lo chiamano tutti in agenzia, a volte perfino suo figlio) il titolo di padre più fortunato d’Italia.
Diana, ti aspettavi la richiesta di rinvio a giudizio per tuo padre?
«Speravo che archiviassero subito tutto, ma non credo alla cattiveria dei magistrati: stanno solo facendo il loro lavoro. Piuttosto mi spaventa l’idea che possa ripartire la gogna mediatica sui giornali. E comunque ben venga il processo, sarà una liberazione. Prima finisce questa storia e meglio è».
Dicono che dal 6 dicembre in poi, giorno in cui l’inchiesta Vallettopoli è decollata, tu sia stata malissimo?
«È verissimo: prima sono molto dimagrita, poi sono stata male di stomaco e ho dovuto fare una cura specifica. Ma soprattutto ho sofferto per mia figlia Giulia, che ha dieci anni, e a volte mi ha visto piangere. Per di più andava a scuola e si sentiva dire dai suoi compagni: “Tuo nonno è in prigione”».
Il momento più brutto?
«Quando hanno arrestato Fabrizio Corona, in marzo. Mai pensato che venissero a prendere anche mio padre, ma lì ho visto che la faccenda prendeva una brutta piega. Quello a cui tengo di più è che il sogno di mio padre possa continuare e non svaniscano nel nulla trent’anni di lavoro. È riuscito a diventare Lele Mora con le sue gambe, con le sue spalle. Però quello dello spettacolo è un mondo di lupi e lui, come scherza sempre, sarà pure il capobranco, ma in ogni momento rischia di finire sbranato».
E se fosse colpevole, come reagiresti?
«Non lo so, te lo saprò dire nel momento in cui dovessero condannarlo. Nella vita, qualche piccolo sbaglio si può fare, ma far passare mio padre per un mostro è un delirio. Ai suoi personaggi, mio padre ha sempre fatto da mamma e da papà, perché la sua agenzia è la sua famiglia».
Un anno dopo, però, ci hanno rimesso anche i conti del gruppo e si parla di ricavi dimezzati. Da cinque anni, tu lavori con tuo padre, come stylist e come addetta stampa: hai paura di restare senza lavoro?
«Non esageriamo, però è vero che l'azienda di Lele Mora, nel suo insieme, ha avuto un calo del 50 per cento. Oggi come oggi stiamo risalendo e alla fine posso dire (e sperare) che tutto servirà a una salutare scrematura».
Ti riferisci anche ai vip che vi hanno lasciato? Chi ti ha deluso di più?
«Guarda, qui nessuno ha le catene e ognuno può decidere di andare per la sua strada quando vuole. Però dipende dal modo in cui lo fai. Qui ci sono almeno cinque o sei persone che sono entrate nella nostra famiglia, hanno mosso con noi i primi passi nel mondo dello spettacolo e poi se ne sono andate sbattendo la porta. E sono sicura che saranno le prime a tornare, con la loro faccia di bronzo, quando Vallettopoli sarà finita. Chi mi ha deluso di più? La Ribas: ci siamo abbracciate tante volte, lei mi diceva che eravamo la sua famiglia. Lavorava con me, con mio padre, con mio fratello e con mio marito. Non puoi andartene e poi sparare contro Lele Mora sui giornali, dicendo che non l’ha mai fatta lavorare. Per lei mio padre ha fatto perfino un servizio da copertina, dicendo: “Voglio un figlio con la Ribas”. Allora non sei coerente e vai dove tira il vento...».
C’è stato il diluvio delle accuse giudiziarie, ma non solo: da figlia, che effetto ti ha fatto sentir chiacchierare in pubblico delle tendenze omosessuali di tuo padre?
«Lui è pur sempre mio padre, ha una famiglia e non gli fa certo piacere che se ne parli. Dal canto mio, io non provo nessun imbarazzo: ognuno fa come vuole, la natura è natura... Quindi, dov’è il problema? Lui non poteva essere persona migliore. Piuttosto, mi piacerebbe che trovasse una sua stabilità sentimentale: tutti ne abbiamo bisogno. La sera, quando rientri a casa, davanti alla tv, hai bisogno di avere accanto una persona che ami, con cui ridere o piangere, indipendentemente dal sesso. Finora, però, non ha trovato la persona giusta».
Sembra impossibile farti parlare male di tuo padre...
«Io per mio padre ho un’autentica adorazione: è riuscito alla grande in tutto quello che ha fatto nella vita, compreso il miracolo di tenere unita la sua famiglia, nonostante la separazione da mia mamma, altra splendida persona. Quando ero piccola era un po’ assente, ma appena poteva stava con i suoi due figli. E si faceva sentire... Sulla scuola, per esempio, era molto severo: lui è sempre stato bravissimo e pretendeva lo stesso da noi. Ha fatto la scuola alberghiera e gli hanno offerto di insegnare da loro. Se io o mio fratello avevamo la febbre, o si arrivava a 39, o a scuola dovevamo andarci lo stesso. Per questo l’ho idealizzato come l’araba fenice, che risorge sempre dalle sue ceneri. Nell’89, fu peggio: papà finì in galera per tre mesi, accusato di procurare droga ai vip e in una città come Verona, un po’ chiusa e bigotta, lo scandalo fu superiore a quello di oggi. Ne è uscito più pulito di prima. E lo stesso accadrà oggi. Lui non scappa di fronte ai problemi, li affronta».
Meglio come padre o come cuoco?
«Domanda molto difficile, perché è un grandissimo cuoco. D’altronde, prima di fare l’agente dei vip, lavorava con mia madre in un ristorante. Ricordo ancora la volta che gli chiesi come fare lo spezzatino. “Diana, in che maniera? Lo vuoi in umido, con pomodori e piselli... Come lo vuoi?”. “Papà, col sugo”. E giù una caterva di ammaestramenti: il sedano bianco, la cipolla bianca, il soffritto, il vino buono, scotta la carne...».
Quindi non avrebbe problemi a riciclarsi in un secondo lavoro?
«Aprirebbe subito un agriturismo, con tanti animali da cortile come piacciono a lui e come sua madre tiene ancora a Bagnolo di Po, alle porte di Rovigo. Ci va appena può, almeno due volte al mese. Ma questo lavoro gli piace troppo e quando dice “ancora cinque anni poi vado in pensione”, non gli crede nessuno. Ha già messo gli occhi su due nuove ragazze da lanciare, in cui crede a occhi chiusi. Come ha fatto con Aida. Come ha fatto con la Santarelli. Non posso far nomi, mi ucciderebbe. Ma sono certa: mio padre risorgerà più forte di prima. E in ogni caso, qualunque cosa succeda, io resterò sempre al suo fianco».
Giorgio Caldonazzo per Visto n° 45 del 09/11/2007
Obiettivamente, un’intervista difficile. Perché la figlia di Lele Mora è persona gentile, a modo, una vera antidiva, e però è impossibile non farle domande che rasentano la perfidia sul conto dell’illustre genitore, che dei divi è agente, angelo custode, a dir poco discusso padre padrone. Per di più alla vigilia del processo che lo vede accusato di essere non tanto protettore, quanto ricattatore dei vip, nella famosa vicenda di Vallettopoli (vedi box qui a lato). Scontato che Diana Mora parli bene di papà. Scontato che spari a zero su chi gli ha voltato le spalle, dopo averlo idolatrato per anni. Meno scontata la prova di venerazione/adorazione filiale, che potrebbe tranquillamente fruttare a «Mora» (come lo chiamano tutti in agenzia, a volte perfino suo figlio) il titolo di padre più fortunato d’Italia.
Diana, ti aspettavi la richiesta di rinvio a giudizio per tuo padre?
«Speravo che archiviassero subito tutto, ma non credo alla cattiveria dei magistrati: stanno solo facendo il loro lavoro. Piuttosto mi spaventa l’idea che possa ripartire la gogna mediatica sui giornali. E comunque ben venga il processo, sarà una liberazione. Prima finisce questa storia e meglio è».
Dicono che dal 6 dicembre in poi, giorno in cui l’inchiesta Vallettopoli è decollata, tu sia stata malissimo?
«È verissimo: prima sono molto dimagrita, poi sono stata male di stomaco e ho dovuto fare una cura specifica. Ma soprattutto ho sofferto per mia figlia Giulia, che ha dieci anni, e a volte mi ha visto piangere. Per di più andava a scuola e si sentiva dire dai suoi compagni: “Tuo nonno è in prigione”».
Il momento più brutto?
«Quando hanno arrestato Fabrizio Corona, in marzo. Mai pensato che venissero a prendere anche mio padre, ma lì ho visto che la faccenda prendeva una brutta piega. Quello a cui tengo di più è che il sogno di mio padre possa continuare e non svaniscano nel nulla trent’anni di lavoro. È riuscito a diventare Lele Mora con le sue gambe, con le sue spalle. Però quello dello spettacolo è un mondo di lupi e lui, come scherza sempre, sarà pure il capobranco, ma in ogni momento rischia di finire sbranato».
E se fosse colpevole, come reagiresti?
«Non lo so, te lo saprò dire nel momento in cui dovessero condannarlo. Nella vita, qualche piccolo sbaglio si può fare, ma far passare mio padre per un mostro è un delirio. Ai suoi personaggi, mio padre ha sempre fatto da mamma e da papà, perché la sua agenzia è la sua famiglia».
Un anno dopo, però, ci hanno rimesso anche i conti del gruppo e si parla di ricavi dimezzati. Da cinque anni, tu lavori con tuo padre, come stylist e come addetta stampa: hai paura di restare senza lavoro?
«Non esageriamo, però è vero che l'azienda di Lele Mora, nel suo insieme, ha avuto un calo del 50 per cento. Oggi come oggi stiamo risalendo e alla fine posso dire (e sperare) che tutto servirà a una salutare scrematura».
Ti riferisci anche ai vip che vi hanno lasciato? Chi ti ha deluso di più?
«Guarda, qui nessuno ha le catene e ognuno può decidere di andare per la sua strada quando vuole. Però dipende dal modo in cui lo fai. Qui ci sono almeno cinque o sei persone che sono entrate nella nostra famiglia, hanno mosso con noi i primi passi nel mondo dello spettacolo e poi se ne sono andate sbattendo la porta. E sono sicura che saranno le prime a tornare, con la loro faccia di bronzo, quando Vallettopoli sarà finita. Chi mi ha deluso di più? La Ribas: ci siamo abbracciate tante volte, lei mi diceva che eravamo la sua famiglia. Lavorava con me, con mio padre, con mio fratello e con mio marito. Non puoi andartene e poi sparare contro Lele Mora sui giornali, dicendo che non l’ha mai fatta lavorare. Per lei mio padre ha fatto perfino un servizio da copertina, dicendo: “Voglio un figlio con la Ribas”. Allora non sei coerente e vai dove tira il vento...».
C’è stato il diluvio delle accuse giudiziarie, ma non solo: da figlia, che effetto ti ha fatto sentir chiacchierare in pubblico delle tendenze omosessuali di tuo padre?
«Lui è pur sempre mio padre, ha una famiglia e non gli fa certo piacere che se ne parli. Dal canto mio, io non provo nessun imbarazzo: ognuno fa come vuole, la natura è natura... Quindi, dov’è il problema? Lui non poteva essere persona migliore. Piuttosto, mi piacerebbe che trovasse una sua stabilità sentimentale: tutti ne abbiamo bisogno. La sera, quando rientri a casa, davanti alla tv, hai bisogno di avere accanto una persona che ami, con cui ridere o piangere, indipendentemente dal sesso. Finora, però, non ha trovato la persona giusta».
Sembra impossibile farti parlare male di tuo padre...
«Io per mio padre ho un’autentica adorazione: è riuscito alla grande in tutto quello che ha fatto nella vita, compreso il miracolo di tenere unita la sua famiglia, nonostante la separazione da mia mamma, altra splendida persona. Quando ero piccola era un po’ assente, ma appena poteva stava con i suoi due figli. E si faceva sentire... Sulla scuola, per esempio, era molto severo: lui è sempre stato bravissimo e pretendeva lo stesso da noi. Ha fatto la scuola alberghiera e gli hanno offerto di insegnare da loro. Se io o mio fratello avevamo la febbre, o si arrivava a 39, o a scuola dovevamo andarci lo stesso. Per questo l’ho idealizzato come l’araba fenice, che risorge sempre dalle sue ceneri. Nell’89, fu peggio: papà finì in galera per tre mesi, accusato di procurare droga ai vip e in una città come Verona, un po’ chiusa e bigotta, lo scandalo fu superiore a quello di oggi. Ne è uscito più pulito di prima. E lo stesso accadrà oggi. Lui non scappa di fronte ai problemi, li affronta».
Meglio come padre o come cuoco?
«Domanda molto difficile, perché è un grandissimo cuoco. D’altronde, prima di fare l’agente dei vip, lavorava con mia madre in un ristorante. Ricordo ancora la volta che gli chiesi come fare lo spezzatino. “Diana, in che maniera? Lo vuoi in umido, con pomodori e piselli... Come lo vuoi?”. “Papà, col sugo”. E giù una caterva di ammaestramenti: il sedano bianco, la cipolla bianca, il soffritto, il vino buono, scotta la carne...».
Quindi non avrebbe problemi a riciclarsi in un secondo lavoro?
«Aprirebbe subito un agriturismo, con tanti animali da cortile come piacciono a lui e come sua madre tiene ancora a Bagnolo di Po, alle porte di Rovigo. Ci va appena può, almeno due volte al mese. Ma questo lavoro gli piace troppo e quando dice “ancora cinque anni poi vado in pensione”, non gli crede nessuno. Ha già messo gli occhi su due nuove ragazze da lanciare, in cui crede a occhi chiusi. Come ha fatto con Aida. Come ha fatto con la Santarelli. Non posso far nomi, mi ucciderebbe. Ma sono certa: mio padre risorgerà più forte di prima. E in ogni caso, qualunque cosa succeda, io resterò sempre al suo fianco».
Giorgio Caldonazzo per Visto n° 45 del 09/11/2007
se volete sapere tutti i segreti dell'uomo + potente (e misterioso) della televisione, ovvero Mister Lucio Presta, venite numerosi a www.speculatori.blogspot.com
STRISCIA LA NOTIZIA O LA "MARKETTA" ?
Negli ultini giorni "Striscia la Notizia" il telegiornale satirico di CANALE5 ideato e gestito da Antonio Ricci, si sta divertendo a prendere in giro Lele Mora ed i suoi pseudo-artisti rappresentati, senza però avere ilcoraggio di confessare al proprio pubblico di essere a dir poco "interessati" a vedere affondare il Mora e la sua agenzia (L.M. Management) . Nè tantomeno i nuovi "compagni di merende" Greggio & Ricci hanno il coraggio di svelare i loro interessi economici, ben occultati dietro le vesti di tutori delle truffe, ingiustizie e taroccamenti vari.
Infatti come questo sito-blog (unico in Italia !) ha svelato nei giorni scorsi, la premiata "ditta" Greggio&Ricci hanno fondato una nuova agenzia artistica (la Talents Factory srl) , in aperta concorrenza con quella di Lele Mora da cui hanno prelevato ed assunto tre dipendenti. Infatti molte società hanno ricevuto nelle settimane scorse una mail dal seguente contenuto e testo:
"E’ nata Talents factory da un’ idea di Antonio Ricci ed Ezio Greggio, la nuova agenzia di management Desidero allegarvi l’elenco dei nostri artisti in collaborazione con Massimo Licinio. Nella speranza di poter lavorare presto insieme Cordiali saluti Mariacristina Benelli".
(N.B. Per la cronaca dei fatti Maria Cristina Benelli è un ex-dipendente di Lele Mora !) seguiva l'elenco degli artisti rappresentati dalla nuova agenzia. Eccoli:
ALENA SEREDOVA, ALESSANDRO RAMPINELLI (ospite fisso a "BUONA DOMENICA") -ALESSIA MANCINI (da gennaio inviata a "STRANAMORE") - BARBARA SNELLEMBURG (SIT COM "CASA VIANELLO") - CAMILLE CORDERO (debutta su "Libero" 30 novembre in prima serata RAI2) - CINZIA MALENA ( in onda Fiction "Il treno")- DARIO BALLANTINI(Striscia la notizia) - EDOARDO STOPPA (conduttore di E NEWS") - ELLEN HIDDING( presentatrice "Sipario" ) - ERMINIA - EZIO GREGGIO - FABIO & MINGO (Inviati di Striscia la notizia) - FLAVIO MONTRUCCHIO - GIANPAOLO FABRIZI ( Imitatore Vespa su "Striscia la notizia" ) - GIMMI GHIONE (Inviato di Striscia la notizia) - GIUSEPPE LAGO - IOLANTA (Tronista di Uomini & Donne ) - KLIZIA INCORVAGLIA (in onda su "Markette" e Rai Futura) - LAURA ESPOSTO (conduttrice di Milan Channel ) - LE PAPERETEE ("Paperissima") - LIDYE PAGES (in onda a "MARKETTE" ) - MELISSA SATTA (Velina "Striscia la Notizia " - MORAN ATIAS (in promozione con il film "Le rose del deserto" di Mario Monicelli ") - NATALIE KRIZ (numerose ospitate televisive ) - SAMANTHA DEGRENET (ospite fissa "ITALIA SUL 2") - ZOO di 105
Ma le sorprese non sono finite...! Infatti, consultando il Registro Imprese della Camera di Commercio di Milano abbiamo scoperto qualcosa di più sulla Talents Factory (" da un’ idea di Antonio Ricci ed Ezio Greggio) e cioè che è stata costituita lo scorso 1 giugno 2006 presso lo studio del Notaio Paolo Carbone a Cesano Maderno (in provincia di Milano) , con un capitale sociale di 100.000 Euro ed i cui proprietari risultano essere : al 20% la Greggio Entertainment SCI , una società di Montecarlo ( Paese ritenuto "paradiso fiscale" ed incluso nella "black list" del Ministero delle Finanze in Italia) , al 20% la Stone s.r.l. (su cui sono in corso accertamenti sulla proprietà) , al 30% dalla Sintesi Global Asset Management (su cui sono in corso accertamenti sulla proprietà), ed il restante 30% ben nascosto sotto lo scudo di una fiduciaria bancaria (Sanpaolo Fiduciaria s.p.a.) .
Il consiglio di amministrazione della Talents Factory è presieduto da Ezio Greggio (sopra nella foto) che da sfuggente contribuente ... del Fisco italiano, risulta essere residente a Montecarlo (Principato di Monaco) a Place des Moulins presso il Residence Europa. Amministratrore Delegato risulta essere una certa Silvia Arnaud, residente a Segrate (MI) presso il Jolly Residence, che secondo il settimanale StarTV è la moglie di Ricci . Fra i consiglieri d'amministrazione appare a sorpresa il padre-padrone di "Striscia la Notizia" Antonio Ricci che (almeno lui !) risulta essere residente in Italia ad Alassio (Savona) , ed un tale Zeno Maronari nato a Milano ma residente (come Ezio Greggio) anch'egli a Montecarlo (Principato di Monaco) in Rue des Genets. Quindi due su tre dei consiglieri d' amministrazione della Talents Factory risulta essere residente a Montecarlo, Paese dove si rifugiano notoriamente gli italiani che vogliono sfuggire alle tasse in Italia !
In data 30 settembre 2006, la società Talents Factory ha comunicato alla Camera di Commercio di Milano una modifica del proprio oggetto sociale , indicando quale ATTIVITA' PREVALENTE DELLA SEDE la seguente attività: "Promozione di artisti come gestione della loro immagine, studio e consulenza per la gestione della loro immagine e del posizionamento nel mercato televisivo, cinematografico, teatrale e pubblicitario".
Ora resta da porgere al "silente" (quando gli conviene !!!) Antonio Ricci alcune domande:
1) Caro Ricci è normale rappresentare gli stessi artisti che grazie a lei lavorano e vengono profumatamente pagati con i soldi di Mediaset, che le ricordiamo è una società quotata in Borsa ?
2) Caro Ricci lo sa che in America, Paese dove i controlli e le leggi federali a tutela degli azionisti delle società quotate in Borsa e dei consumatori sono un pò più serie di quelle italiane, tali conflitti d'interesse come quello suo (in compagnia del suo buon "merendero" Ezio Greggio) sono illegali . Non prova un pò di vergogna ?
3) Caro Ricci è normale per la società Talents Factory sfruttare la voglia di "vallettismo" "velinismo" che circola fra le ragazzine illuse di poter cambiare vita ballando sul bancone di "Striscia la Notizia", ed organizzare serate-selezioni nelle discoteche italiane disposte a retribuire per tale organizzazione la sua nuova agenzia di management ?
4) Caro Ricci che livello di indipendenza potrà avere nello scegliere le nuove veline per l'edizione 2007 di "Striscia la Notizia", o forse per caso la prima "regola" del gioco per le aspiranti-veline sarà quella di farsi rappresentare obbligatoriamente dalla sua agenzia Talents Factory ?
5) Caro Ricci con che faccia il suo "compagno di merende" Ezio Greggio, residente a Montecarlo, si ostina ad attaccare Flavio Insinna ed il programma "Affari Tuoi" di RAIUNO che dalla conduzione Bonolis in poi, non la lascia più dormire tranquillamente vedendo insediato e surclassato l'audience di "Striscia la Notizia" e conseguentemente ridotti gli introiti pubblicitari di Publitalia, la concessionaria del Gruppo Mediaset che come lei ben sà, è in realtà la grande mammella dalla quale tutti quanti a Mediaset vi allattate e sfamate ?
6) Caro Ricci non prova vergogna ad attaccare una persona seria e per bene come Flavio Insinna (sopra nella foto) ? O forse la infastidisce di essere sempre sconfitto da chiunque (Bonolis, Pupo) conduca "Affari Tuoi" programma di RAIUNO che lei dimostra di temere tanto, forse troppo !
Una volta tanto avrà il coraggio di occuparsi di se stesso caro Ricci, e Greggio troverà il coraggio la dignità e l'onesta di spiegare ai vostri telespettatori come è possibile eludere le tasse fingendo di dimorare nel Principato di Monaco , paese incluso nella "black list" del nostro Ministero delle Finanze ?
O forse aveva ragione Paolo Bonolis quando dinnanzi alle telecamere le disse : "
"Antonio Ricci, per la prima volta, fai un passo indietro. Te lo dico con il cuore: vergògnati!"
Qualcuno a questo punto potrebbe legittimamente dire : "buona la seconda !"
E' vero quello che dici su Presta, sarà il padrone assoluto della tv in questo primo peridodo.
Per quanto riguarda Lele Mora me lo vedo già in esclusiva a Matrix.
spero ci sia una bella epurazione in tv, e non un riciclaggio stile "sara varone & elisabetta gregoraci" e in ogni caso volete veramente sapere il nome di chi starà godendo come un maiale in questo momento? Lucio Presta! ora avrà il monopolio!
Interessante rovescio della medaglia :-)
non credo a nulla di quello che dicono e scrivono, conosco Lele, secondo me a fatto dei torti a chi non doveva e ora ricattano lui!
Quelle foto di Bettarini e la Fabiani quanto saranno costate prima della separazione. Tenute nel cassetto dal sig.Lele Mora per poi invitare la sua protetta Alessia a chiedere scusa mezzo stampa.
Vabbè, aspettiamo e vediamo. Per ora è iscritto nel registro degli indagati. Se dovesse risultare colpevole però vorrei anch'io che l'inchiesta proseguisse per fare un po' di pulizia nel mondo dello spettacolo: sono troppe le voci che lo indicano come un luogo da risanare.
Slurp, aspettavo questo momento da anni! :P Ma naturalmente non verrà fuori nemmeno il 10% di ciò che tutti sanno e fingono di non sapere ;-)
be' ma ci vuole poco a capire che questo individuo ricavato da un cocktail di geni per meta' di tinto brass e per l'altra di quel (tristissimo) comico del "sei connesso", sia una sorta di moggi del mondo dello spettacolo, per cui nulla da meravigliarsi.
speriamo solo che non finisca tutto a tarallucci e vino come per il calcio o come per vallettopoli.
Secondo me non c'è niente da meravigliarsi: che l'ambiente sia quello si è sempre saputo. Stupisce solo che adesso ci si indigni come se fosse la prima volta. L'unica cosa divertente è che anche questa inchiesta prenda lo spunto da una conversazione di Vittorio Emanuele: se penso che questo avrebbe dovuto fare il re...
Test: quanta Barbara D'Urso c'è in te?
Il Mastro di Chiavi (di ricerca): cosa cercate su Teledicoio - Summer Edition 20…
Uomini & Donne Over 60 - Un pomeriggio con la Corte dei Miracoli di Madama Maria
Voyager, puntata del 27 ottobre 2010: il comandante Giacobbo ed i viaggi là dove…
Teledicoio presenta: La Top 10 delle Pubblicità più Detestabili (per categorie)…
Teledicoio presenta: Manuale di Sopravvivenza Televisiva - i Telefilm Americani
Il braccio e la mente: Flavio Insinna giocattolaio e i gioconi brillanti di Canale…
Quello che (non) ho: pro e contro dopo la prima serata
Punto su di te: prendete Italia's got talent, aggiungete Mezzogiorno in Famiglia e…
Una Grande Famiglia: esposto all'Antitrust, serie "ingannevole" (e io denuncio Rit…
alle 19:27
mikascemi
le foto della fabiani con bettarini nel cassetto non sono costate un cazzo per il semplice fatto che vennero pubblicate in tempo reale. del resto lele mora si era preoccupato di farli trovare tutti sulla barca per riuscire a mandare due delle sue ciozze sul giornale in un colpo solo (le famose due fave con un piccione e ribadisco che erano più le fave dei piccioni). cosa che ha fatto anche nel caso dei triangoli parodi-gori-ventura o lodo-coco-arcuri e chi più ne sa ne dica